«262 vestiti appesi» per non dimenticare le tragedie minerarie di Marcinelle e Arsia

Spettacolo proposto dalla compagnia teatrale GAGS nella ricorrenza della Giornata della Città

Gli attori hanno trasmesso forti emozioni

“Per noi è importantissimo che la memoria continui sempre e comunque”. Lo ha detto Alessandro Idonea, attore e regista, autore dello spettacolo “262 vestiti appesi”, alla fine della terza presentazione dell’opera in parola ad Albona. Creata per rendere omaggio al sacrificio dei minatori, tra cui 136 italiani, che persero la vita nella tragedia mineraria di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956, la pièce racconta i momenti difficili vissuti dagli italiani che nel dopoguerra si recarono in Belgio per lavorare nelle miniere, le pessime condizioni di vita e lavoro, come pure la morte dei minatori i cui vestiti in seguito alla tragedia rimasero appesi sulle grucce nel capannone esterno della miniera di Marcinelle. Su testo di Maria Elisa Corsaro, la rappresentazione è stata eseguita dai membri della compagnia teatrale GAGS – Giovani Attori per Giovani Spettatori di Catania nella sala cinematografica di Albona e non, come inizialmente previsto, all’aperto, di fronte alla torre mineraria in Piazzale, dov’era stata proposta nel 2017, anche in quell’occasione nell’ambito dei festeggiamenti per la Giornata della Città di Albona, che ricorre il 17 agosto.

 

Un cambiamento di programma dovuto alle condizioni meteorologiche imprevedibili, che hanno costretto la Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi” di Albona, organizzatrice della serata, a modificare il programma e a ospitare Alessandro Idonea e gli altri tre interpreti di quest’edizione albonese dello spettacolo, Manuela Ventura, Andrea Balsamo e Salvo Disca, sul palcoscenico del cinema-teatro albonese. Questa volta la rappresentazione è stata presentata con il patrocinio del Consolato generale d’Italia a Fiume, dell’Università Popolare di Trieste e dell’Unione Italiana, ai quali, nel salutare martedì sera i presenti nella sala cinematografica prima dell’inizio dello spettacolo, Daniela Mohorović, presidente della CI di Albona, si è detta molto grata per l’opportunità di accogliere un’altra volta l’opera ad Albona e di ricordare in questo modo anche le vittime dei disastri minerari avvenuti nell’Albonese. I 185 minatori che persero la vita in quello più grande, avvenuto il 28 febbraio 1940 ad Arsia, vengono commemorati ogni anno grazie a una cerimonia avviata nel 2007 dalla CI albonese e dal Circolo di cultura istro-veneta “Istria” di Trieste e organizzata negli ultimi anni dal sodalizio albonese e dal Comune di Arsia.

Gli attori della GAGS nel cinema-teatro albonese

Omaggio universale alle vittime

Sull’importanza di continuare a ricordare le due tragedie si è soffermata nel suo messaggio rivolto agli organizzatori e ai sostenitori della serata, come pure agli interpreti della GAGS, la senatrice Laura Garavini, la quale aveva presenziato alle prime due presentazioni dello spettacolo ad Albona. Le sue parole sono state lette nell’occasione da Fabrizio Somma, segretario generale dell’UPT. “Commemorare oggi la tragedia di Marcinelle e quella di Arsia vuol dire rendere omaggio alla memoria delle vittime in modo universale. Significa, al tempo stesso, ribadire l’impegno politico e sociale di grande attualità. Oggi, come allora, il diritto al lavoro e alla sicurezza sono questioni all’ordine del giorno che afferiscono alla dimensione dei diritti umani, alla libertà e all’autodeterminazione e sono presupposti inscindibili della società che vogliamo realizzare, in quell’Europa dell’oggi e del domani, alla quale è necessario che lavoriamo tutti assieme, così che diventi più giusta, migliore, rispetto alla comunità di ieri. Oggi, come Unione europea, siamo in uno scenario totalmente diverso da quelli in cui si realizzavano i disastri come quelli di Marcinelle e di Arsia. Eppure, ancora oggi troppo spesso il nostro quotidiano è funestato da drammatici incidenti sul lavoro”, ha scritto la senatrice Garavini, secondo la quale, lo spettacolo di Idonea “colpisce ciascuno di noi, come un pugno nello stomaco, perché ha la capacità di trasmettere le condizioni di miseria e di privazioni in cui vivevano i nostri minatori”.

Dagli attori un appello a favore delle donne afghane

”Nel raccontare l’incidente, sa toccare nel profondo le corde del nostro animo. Ci vuole una grande abilità artistica per trasmettere sensazioni simili con una tale intensità”, ha sottolineato la Garavini, ringraziando Alessandro Idonea e gli interpreti dell’opera, come pure tutti coloro che hanno reso possibile quest’iniziativa “che restituisce il giusto ricordo pure alla strage nella miniera di Arsia, troppo a lungo rimossa dalle pagine di storia italiana”.

L’intervento di Fabrizio Somma

Somma ha portato pure i saluti del presidente dell’UPT, Emilio Fatovic, ricordando che la prima replica ad Albona, quella del 2016, si era tenuta nel Centro di cultura “Lamparna”, pure quest’ultimo parte del complesso minerario albonese in Piazzale. Ricordati nell’occasione anche da Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, lo storico sciopero dei minatori albonesi conosciuto come Repubblica di Albona e il centenario dell’importante evento, che si celebra quest’anno.

Il saluto di Daniela Mohorović

Alla fine dello spettacolo l’attrice Manuela Ventura ha letto un messaggio con cui i quattro attori, a nome della loro compagnia e di tutti i colleghi, si sono uniti agli inviti internazionali a “non lasciare sole le donne afghane”, chiedendo corridoi umanitari per loro e i loro bambini. “Tocca a noi oggi fermare, per sempre, questa storia”, sono le parole con cui si conclude il messaggio in cui si parla della violenza contro le donne in quella parte del mondo.

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