Voglie del palato: bisogna opporsi

I consigli di Nina Penezić Blažević, esperta nutrizionista dell’Istituto di salute pubblica della Regione istriana

Le giornate s’allungano e tuttavia nelle condizioni d’isolamento in cui siamo costretti a campare non c’è da esultarne. Un nuovo problema colpisce la popolazione chiusa in casa: quello dell’alimentazione in condizioni di basso consumo di calorie e alta tentazione ad assumerne senza bisogno. Si rischia insomma il classico circolo vizioso che, una volta innescato, tende ad ingigantirsi. Noia e tempo da perdere favoriscono la voglia di cibo, ansia e preoccupazione per il futuro aggravano il senso di disagio anche in assenza di disturbi mentali seri e alla fine si soccombe alla tentazione di ingerire più cibo del necessario, e presumibilmente proprio il cibo “meno buono” per la nostra salute. Ne parliamo con Nina Penezić Blažević, esperta nutrizionista del Consultorio alimentare attivo presso l’Istituto regionale di salute pubblica. Naturalmente il consultorio non riceve più i pazienti di persona, per ovvie ragioni d’isolamento in tempi di pandemia, ma resta a disposizione dei fruitori tramite posta elettronica e telefoni (052-529-022, 099-3804545 e [email protected]). I pazienti che più ricorrono al servizio sono i malati cronici con disturbi quali il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e altri seri disturbi di salute e allora il dietologo li assiste regolarmente nell’elaborazione di un piano degli acquisti e delle scelte alimentari giornaliere, settimanali o mensili. Ciò non toglie che i telefoni sono aperti a tutta la cittadinanza, specie ora che abbiamo a che fare con una condizione quanto mai anomala di isolamento pressoché totale.
Stile di vita sano
“Il nostro organismo apprezza per sua natura alimenti dolci, salati e grassi e questo è un dato di fatto, dovuto a ragioni evolutive, ma ora più che mai abbiamo bisogno di opporci alle voglie del palato” –, spiega la nutrizionista e continua: “Questo è il momento propizio per accettare uno stile di vita comunque consigliato e cioè quello di fondare il proprio nutrimento sulla frutta, sulla verdura e sui cereali integrali, semplicemente perché si tratta di alimenti ricchi di vitamine e di minerali di cui il corpo necessita per mantenersi in salute. Dunque la nostra condotta deve ora focalizzarsi principalmente sul valore nutritivo degli alimenti e non sull’apprezzamento del gusto”.
Vogliamo parlare di calorie in eccesso? Quante dobbiamo assumerne su base giornaliera? A quante dovremmo rinunciare e come fare? “È difficile fornire dati numerici generali poiché ogni caso va trattato secondo le sue peculiarità, ma, in linea di massima, possiamo dire che l’uomo necessita in media di 2.000 kCal al giorno. Il taglio che consigliamo in regime di riduzione, ad esempio in caso di obesità, è di 400 o 500 kCal al giorno. In nessun caso si consiglia di praticare una riduzione superiore, perché ne andrebbe di mezzo la salute. Che cosa significa tutto questo? Significa che non bisogna ridurre il numero dei pasti giornalieri ma, piuttosto, diminuire di qualche cucchiaio la razione di ogni singolo piatto. Se il numero dei pasti quotidiano – diciamo quattro o cinque – rimane inalterato, è meno probabile che l’organismo senta quel bisogno impetuoso di assumere uno spuntino gradito al palato, ma poco consigliato per la salute perché ricco di zucchero, di sale e di grassi. Sarebbe inoltre molto utile ricorrere a una carota come spuntino, piuttosto che ai biscotti: questo va da sé”.
L’importanza degli intervalli
“Un altro consiglio utile in caso di isolamento e mancanza di movimento fisico a lungo termine, è quello che diamo sempre, ma che oggi è il caso di ripetere a maggior ragione – continua la nostra interlocutrice – e si tratta dei tempi che intercorrono tra un pasto e l’altro. Il nostro organismo ha un assoluto bisogno di regolarità e ciò significa che, oltre alla qualità dei pasti, sono importanti anche gli intervalli.
Bisogna dunque mangiare ogni giorno alle stesse ore, seguendo lo stesso ritmo: assumere il primo pasto del giorno a un’ora o a un’ora e mezza dopo il risveglio e prendere l’ultimo boccone tre ore prima di coricarsi: così vuole il nostro metabolismo ed è bene assecondarlo in queste sue esigenze”.
Ma ogni tanto il “premio” per la buona condotta possiamo concedercelo? Non è così?
“È davvero preferibile non parlare in termini di premi e di castighi per una buona o una presunta cattiva condotta alimentare, perché queste non sono categorie di pensiero che aiutano il paziente a mantenersi sulla retta via. Si preferisce parlare di regole e di eccezioni. Pertanto i dolci non sono banditi, a patto di sapere che rappresentano l’eccezione e non la regola di una corretta alimentazione” –, conclude Nina Penezić Blažević. Naturalmente questo vale anche per gli zuccheri “occulti”. Le bibite gasate sono dei veri e propri serbatoi di zucchero invisibile, a cui sarà meglio rinunciare prima che la pancia si metta a crescere sul serio.

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