Laurana. Marunada, verso l’edizione 46

Un'immagine della passata edizione della Marunada

Come ogni ottobre dell’anno Laurana ospita la festa del marrone, il tipico cultivar di castagna che cresce sui pendii del Monte Maggiore in prossimità della cittadina liburnica: la Marunada, giunta alla 46.esima edizione, partirà l’11 ottobre da Laurana, il 19 e 20 sarà a Dobreć, per chiudere verso fine mese, il 26 e 27, a Liganj.
La sagra del “marun” è stata inserita dal quotidiano britannico Guardian nella lista delle manifestazioni gastronomiche assolutamente da non perdere. La prima Marunada risale al 1973 e a renderla speciale è proprio la bontà dei “maruni”, una particolare varietà di castagne che cresce solo in questa zona. Spesso parlando di castagne si fa di tutta l’erba un fascio, anche per una banale necessità di semplificazione, ma castagne e marroni possono venir definiti “cugini”. La prima è il frutto della pianta selvatica, nota anche come “albero del pane”. In montagna e in collina le castagne, ricche di amidi e carboidrati, un tempo erano il cibo dei poveri, di chi non si poteva permettere nemmeno un tozzo di pane. Si mangiavano bollite o arrostite, oppure se ne ricavava una farina molto nutriente. Quando l’uomo ha deciso di metterci mano e di passare dalla raccolta spontanea alla coltivazione scientifica, i castagni hanno subito un vero e proprio restyling, tra potature e innesti. È così che sono nate cultivar di ottima qualità e da queste i marroni. E poi se in un riccio di castagne si possono trovare fino a sette frutti, in uno di marroni ce ne stanno al massimo tre.
A fare la differenza è anche la pellicola che separa il frutto dalla buccia. Quante volte è capitato, pelando una castagna, cotta o arrostita, di impazzire perché il rivestimento marroncino si infilava nelle mille cavità all’interno della polpa? Ecco, tutto questo non succede con i marroni perché la superficie è più liscia e omogenea e, quindi, la pellicola che la avvolge è molto più facile da rimuovere. In quanto a sapore i marroni sono molto più dolci.
Per la loro eccellente qualità già nel XVII secolo questo cultivar era uno dei principali prodotti d’esportazione di questa regione, assieme ad altri tradizionali: olive, ciliege e vino. Nel XIX secolo raggiunsero l’apice della popolarità quando i prodotti di queste delizie venivano gustati prevalentemente in Italia, Germania e Austria.
Le castagne, se raffrontate ai cugini, sono un po’ meno saporite, anche se arrostite fanno sempre la loro bella figura. I marroni, che al palato risultano più zuccherini e croccanti, hanno la corsia preferenziale verso le pasticcerie.
Nel periodo della Marunada, Laurana e le altre località coinvolte, sono completamente all’insegna delle castagne e dei prodotti a base di castagna. Dalle più classiche caldarroste (le più amate), a dolci e torte, “palacinche”, purea di castagne, piatti salati e dolci, insomma spazio alla fantasia, basta che ci sia il “marun”.

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