Fratelli Chiavalon: oleificio a 5 stelle

Dotato di un impianto Mori Tem, il nuovo frantoio è tutto ad alta tecnologia. L’investimento è pari a 10 milioni di kune

Il nuovo oleificio dei fratelli Chiavalon: una perla dell’architettura

Un impianto a 5 stelle… per l’oliva. La prima cosa che ci si sente di dire dopo avere visitato il nuovissimo frantoio dei fratelli Chiavalon, situato in zona Dignano nord, sulla strada che porta a Valle. Sperimentare. Puntando all’eccellenza. Un imperativo per Sandi e Tedi, che sin da piccoli si sono innamorati dell’agricoltura, e precisamente dell’olivicoltura. Oggi sono a capo di un vero e proprio business, tra i migliori produttori ecologici di olio extravergine d’oliva al mondo, vincitori di numerosi premi e medaglie per la qualità del loro prodotto. E, da poco, proprietari di uno dei più moderni frantoi: di altri così ce ne sono ancora tre in Europa.

Dotato di un impianto Mori Tem, l’oleificio è tutto high tech. E quando diciamo tutto, non esageriamo: gestirlo si potrebbe, in teoria, anche da casa, tramite un semplice clic. Attraverso gli impianti ci guidano Tedi e Sandi: “L’idea era quella di creare un frantoio a misura di olivicoltore, che funzioni senza intoppi, senza file d’attesa. Un impianto top, sia per noi che per i nostri clienti”.

Sandi Chiavalon: nell’impianto high-tech è tutto sotto controllo

La lavorazione

La zona scarico merci è lunga 40 metri, il che rende possibile la gestione di 4-5 clienti al tempo stesso, qui si preleva la merce, che viene pesata: le olive vengono poi sottoposte al processo di defogliatura e deramificazione, e poi raffreddate nell’acqua.

“Nel momento in cui vengono consegnate nel frantoio, le olive hanno una temperatura di 28-29°C: noi le facciamo raffreddare nell’acqua, diminuendo la loro temperatura a 19°C, ottimali per la lavorazione – spiega Tedi – e quindi le asciughiamo. Ogni goccia d’acqua va asciugata, per mantenere al massimo gli aromi. Da qui l’oliva va nel frangitore, il cuore dell’impianto. È qui che nasce l’olio”. Nel frangitore l’oliva viene trasformata in polpa, sempre con un massimo controllo della temperatura. “Qui termina l’impianto sporco, per così dire, si passa poi negli spazi interni, dove è situato il laboratorio”, spiega sorridendo Tedi.

L’interno dell’oleificio Chiavalon: il laboratorio

Il processo gestito da due persone

Nell’area interna il processo continua nelle gramole, e poi nel decanter di 1.000 kg, dove viene diviso l’olio dal resto, dalle impurità. Si passa poi al separatore, ovvero al filtro. Tutto il processo può essere gestito da due persone, grazie alla videosorveglianza e ai computer. Particolare attenzione viene data alla pulizia dell’impianto, che può lavorare due tonnellate di oliva all’ora. Il prezzo per la lavorazione è di 1,50 kn/kg di oliva, altra 1,50 kn/l di olio per la filtrazione. L’intero investimento nel nuovo impianto, dove oltre al frantoio, trova spazio una sala degustazione e vendita dei prodotti Chiavalon, ammonta a circa 10 milioni di kune.

Facebook Commenti