A Rovigno le grandi firme della gastronomia

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A Rovigno le grandi firme della gastronomia
Una veduta di Rovigno

Nel cuore della città, nell’area della Vecchia Fabbrica di Tabacco per la durata di quattro giorni, dal 5 all’8 maggio si riunirà a Rovigno il meglio del meglio, grandi firme del panorama culinario ed enogastronomico regionae e internazionale. All’ombra di Santa Eufemia assisteremo a un evento dedicato a veri e propri edonisti del cibo. Gli organizzatori hanno annunciato solo qualcche nome riservandosi di farne altri quantdo avranno tutte le garanzie della loro partecipazione (sempre legato alla situazione epidemiologica in Europa in questo caso).

Intanto, finora è stato confermato il brillante chef danese Rasnus Munk, come dire un cappellaio matto tra i fornelli del suo teatro-ristorante “Alchemist”. Costato ben 15 milioni di euro, viene incoronato migliore ristorante dell’anno 2021 dalla White Guide, la più prestigiosa guida dei paesi nordici. Fin dalla sua apertura nell’estate 2019 “Alchemist” si è rivelato il “place to be” a Copenhagen tanto da farsi assegnare due stelle dalla guida Michelin in soli 4 mesi ed essere scelto come ristorante dell’anno dagli ispettori della White Guide. La cucina “olistica” di chef Munk si esprime all’interno dell’ex Danish Royal Theatre che si trova nell’area portuale di Refshaleve, oggi nuovo food district di Copenhagen. Munk fa immergere i suoi ospiti in un mondo fantasioso in cui propone una vera e propria esperienza sensoriale, grazie all’ambiente, a strumenti di “visual technology” e alla musica.

Il percorso unico di circa 50 portate-assaggi, modulabile a seconda delle esigenze e al tempo dei clienti, può durare, infatti dalle 2 alle 6 ore, inizia in un capannone piuttosto anonimo, almeno esternamente, e attraverso un’enorme e pesante porta in ferro. Sia che si scelga la “maratona” di due ore che l’esperienza “più lenta”, la strada da percorrere per tutti gli ospiti è la stessa: si passa attraverso una prima stanza denominata New York, dove ha inizio il percorso, poi si accede alla zona lounge, con vista sul laboratorio, per altri sette assaggi e, solo in seguito, camminando nei pressi della cantina verticale a vista, nel famoso Dome che raccoglie il cuore dell’esperienza gastronomica di “Alchemist” con una trentina di portate. Il percorso, ovviamente, non finisce qui e continua, in altre due sale dove arriva il momento dolce a concludere il pasto con effetti wow che si susseguono senza sosta. Munk si è reso protagonista nel periodo pandemico di un gesto da chapeau! Ha, infatti, deciso di mettere da parte la cucina olistica del suo “Alchemist” per dedicarsi ai suoi concittadini meno fortunati.

Rasnus Munk

Munk in piena emergenza coronavirus si è rimboccato le maniche e ha avviato una grande iniziativa di solidarietà per consegnare pasti gratuiti ai senzatetto di Copenaghen. In questo modo, in seguito alla chiusura temporanea dell’attività decretata dal governo danese per contrastare la diffusione del Covid-19, il rinomato locale ha continuato ad essere aperto solo ed esclusivamente per la preparazione di piatti destinati ai bisognosi. La sua iniziativa è nata nel momento in cui da un lato ha capito che per uno come lui – abituato a lavorare 16/17 ore al giorno – era difficile rimanere inattivo, e dall’altro si è reso conto che i vari centri di accoglienza di Copenaghen per i senzatetto stavano chiudendo per i rischi del contagio da coronavirus ai quali erano sottoposti i volontari, lasciando gli indigenti senza alcun tipo di tutela. Contattata Mia Nyegaard, social mayor della capitale della Danimarca e, grazie al suo sostegno, è stato possibile iniziare ad offrire più di 500 pasti quotidiani ai senza fissa dimora.

Oltre a Munk, a Rovigno vedremo i fratelli Berezutsky, i gemelli Ivan e Sergey, che nel 2014 hanno aperto insieme il ristorante “Twins” (gemelli) a Mosca. Nel 2016 sono diventati comproprietari, oltre che chef di concetto del nuovo stabilimento: “Wine and Crab”. i fratelli Berezutsky partecipano con regolarità a vari festival e concorsi internazionali. È noto che i giovani ristoratori hanno dovuto prendere parte a un duello per corrispondenza: i fratelli hanno gareggiato in una di quelle sfide in cui vinceva cgu dei due avrebbe raccolto più ammirazione pubblica, premi e riconoscimenti da eminenti cuochi, ma si sono anche sostenuti a vicenda in competizione e hanno fornito assistenza ad altri chef.

Sergey e Ivan Berezutskiy

Ana Roš, classe 1972, è molto conosciuta dalle nostre parti. Non solo per aver studiato da giovane Scienze politiche a Trieste. Arriva dal ristorante “Hiša Franko”, a Caporetto, uno degli stellati Michelin in Slovenia. Nel 2017 è stata eletta miglior chef donna al mondo. In cucina Ana ne fa di tutti i colori combina e scombina con un ardore creativo tutto suo, trasformando l’Alto Isonzo, in un paese della cuccagna contemporanea. Usa i prodoti della natura che la circonda per offrire materie e sapori nuovi…

Ana Roš

Weekend Food Festival intende incoraggiare la collaborazione tra i fstival regionali per potenziare la scena gastronomica in Regione. Al festival si discute di tendenze globali, c’è un confronto tra nomi importanti della gastronomia internazionale, si fa educazione e ricerca al tempo stesso. Insomma, si tratta l’eccellnza in ogni suo segmento. È un evento che approfondisce i vari campi della gastronomia, del caffè della mixology ma anche dl mondo dell’olio e dl vino.

Weekend Food Festival.

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