Candidature a CEC 2020: Occasione persa per «Dimela cantando»?

Marianna Jelicich Buić. Foto: Goran Žiković

Circa sei mesi fa, la Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana scelse di candidare “Dimela cantando”, il Festival della canzone in istroveneto, come uno dei progetti culturali da offrire nell’ambito del contenitore Fiume Capitale europea della Cultura 2020. “Andremo ad arricchire la manifestazione” era stato detto in quell’occasione. Peccato che ciò non accadrà. La notizia ufficiosa – che in tutta verità circolava già da un po’ di tempo –, ci è stata confermata da Marianna Jelicich Buić, responsabile del settore Cultura e arte della GE dell’UI, a margine del Festival “Dimela cantando” di cui è anche fautrice.
“Da quanto ci risulta, il progetto non è stato accolto – rivela –. Non abbiamo avuto una precisa spiegazione in merito. Avevamo presentato la domanda nei termini del regolamento del bando, con la richiesta di un contributo finanziario alla società Rijeka 2020, che gestisce l’organizzazione del progetto Fiume CEC, per poterlo inserire nell’ambito del grande evento. Sin dall’inizio era insorto il problema dell’assenza di una specifica sezione alla quale proporre la nostra manifestazione canora. Siamo rientrati pertanto nella categoria ‘Cucina’, una delle linee programmatiche della manifestazione i cui eventi si basano sulla tutela delle tradizioni inerenti alla sfera locale. Il responso, che abbiamo richiesto direttamente alla Società, spiegava semplicemente che la nostra proposta non è stata accolta”.
Non si potevano creare dei gruppi di lavoro con il compito di inventarsi qualcosa di nuovo, un’idea, un avvenimento o anche un programma concernente solamente la storia, la multiculturalità e la tradizione dell’ambiante fiumano? Qualcosa di completamente diverso dalla kermesse “Dimela cantando” che, ricordiamo, è già ben avviata, tanto da possedere una propria strada, successo e pubblico?
“Sicuramente sì. In tutta sincerità mi aspettavo delle iniziative e proposte, da elaborare ulteriormente, che provenissero proprio dalla scena fiumana. E ciò attraverso gruppi di lavoro, i cui singoli elementi conoscono meglio di me quali possano essere le priorità e i campi d’interesse. Purtroppo, lo ammetto, nulla di ciò è stato fatto”.
Quindi Fiume CEC 2020 è un’occasione persa?
“Può essere”.

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