Se il buongiorno si vede dal mattino… allora si può concretamente sperare nella (ri)nascita del Gruppo di Filodrammatica presso la Comunità degli Italiani di Pola. Lo si è visto chiaramente ieri nel corso delle esibizioni conclusive dei partecipanti ai laboratori del nuovo ciclo intitolato “Voio recitar con ti in CI”, svoltisi quotidianamente presso il sodalizio da lunedì scorso. I laboratori hanno coinvolto due gruppi, quello dei bambini dell’età prescolare (dai 4 ai 6 anni) e dei medi (dai 7 ai 9 anni), oltre al gruppo “superiore”, composto da partecipanti dai 12 ai 77 anni). Ideatori e conduttori del progetto sono stati gli attori Petra Bernarda Blašković e Luka Juričić, con l’obiettivo di valorizzare il dialetto polesano e, al tempo stesso, avvicinare i partecipanti all’arte teatrale.
La mattina è stata dedicata ai più giovani che, davanti a un pubblico caloroso, composto per la maggior parte da genitori e parenti, hanno dato prova di spontaneità, talento e grande entusiasmo.
Ad aprire lo spettacolo sono stati i dieci bambini del gruppo dei “mini”, che, per rompere il ghiaccio, hanno dapprima abbracciato con affetto i propri cari. È seguito il “gioco dei nomi”, accompagnato da semplice esercizi di movimento: uno dopo l’altro i piccoli si presentavano con il classico “Mi me ciamo…”, seguito da un gesto caratteristico, prontamente imitato dall’intero gruppo.

Non sono mancate le simpatiche battute dedicate ai quattro luoghi simbolo di Pola: il Circolo, dove si è giocato a nascondino, “la Rena”, dove si è assistito a un film sotto le stelle gustando i popcorn, i Giardini, meta ideale per una scorpacciate di gelato; e infine il Mercato, con “le vendirigole e i vendirigoli” sostituiti dai bambini che hanno venduto, in piccole e grandi quantità, a prezzi altissimi e addirittura gratuitamente, i “pomidori” e i “pomi”. Poi tutti sul palco a rappresentare “el bosco senza strada ne sentier” con le striscette verdi, che in pratica è stata l’introduzione all’esibizione dei “medi”, che hanno proposto la storia riadattata del “Martin el porcospin”, tratta dalla famosa favola in versi “La casetta del porcospino” del celebre scrittore jugoslavo Branko Ćopić. Per tutta la durata della scena il pubblico è stato interattivo, dando il via ad ogni dialogo con il fatidico conto alla rovescia “3,2,1…azione!” La storia de “Martin el porcospin” è stata proposta sia dal gruppo di bambini dei maschietti che delle femminucce. Sta di fatto che Martin è stato invitato a pranzo dalla volpe, e una volta sazio decide di ritornare nella propria casetta. Il motivo non si spiga per cui la volpe, con il lupo, l’orso e il cinghiale lo seguono per vedere dove vive Martin, definendo la sua dimora “bruta e piena de pulisi”. E invece no, “perché qua son nato e la xe perfeta, la xe de mia proprietà, qua sono fora e vivo in libertà”, ha risposto il porcospino, che grazie alla sua casetta dimora se l’è cavata a differenza del lupo, del cinghiale e dell’orso, che sono stati abbattuti dai cacciatori e dalle api, come pure l’astuta volpe, che ha riconosciuto l’importanza della propria dimora.

Sul finire i bambini hanno proposto quattro scenette inventate di sana pianta, e dedicate al valore dell’amicizia. Così la pinguina desolata e abbandonata viene consolata dalla coniglietta e dalla mucca; il delfino aiuta il cinghiale a trovare “el pomo perso”; la rana e il pulcino aiutano la tartaruga a trovare il cucciolo perso nel lago e infine il cane trasportando il canguro aiuta a ritrovare il suo cucciolo smarrito. Gran finale con tutti i protagonisti sul palco a intonare “Per far un albero ghe vol un fior”, di Sergio Endrigo. Scroscianti battimani, sorrisi, baci ed abbracci tra i piccoli protagonisti e i loro cari a dir poco fieri di quanto offerto dai loro figli e nipoti. “È stato un gruppo fantastico, bellissimo e numeroso – ha spiegato Petra Blašković ai presenti -, che in pratica si è autogestito da solo, anche con autocorrezioni nel corso delle preparazioni che sono proseguite gradualmente, a partire dalla confidenza tra i bambini”. In serata la Filodrammatica dei grandi (12 protagonisti) ha proposto con successo “La trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni. Nell’insieme si tratta del “debutto” o “della prima” del futuro (si auspica) nuovo Gruppo drammatico della CI di Pola.
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