Viviamo in una società sensibile

«Nel nostro lavoro non c’è nulla di bello, è un tormento costante, ma il benessere degli altri è al primo posto. Quello che ci gratifica è l’enorme sostegno dell’opinione pubblica», ha spiegato la nostra interlocutrice

Jasna Vekić, presidente della Croce rossa cittadina, nel suo ufficio

Un’organizzazione internazionale, fondata oltre 160 anni fa, di fondamentale importanza per l’umanità. Parliamo della Croce rossa, il cui fine principale è quello di alleviare le pene delle persone, in primo luogo quelle bisognose e di aiutarle in ogni modo, in ogni momento e in ogni situazione. È una delle prime a intervenire (ovviamente accanto agli altri servizi della Protezione civile) nei casi di catastrofi, mentre in tempi di quiete si concentra sul suo programma ordinario. Per conoscere più da vicino la Croce rossa polese abbiamo incontrato la sua presidente Jasna Vekić, in carica da 8 e attiva nel corpo da 15 anni, la quale ci ha illustrato per filo e per segno le numerose attività svolte da quest’associazione umanitaria.

L’attività ai tempi del Covid
In una situazione particolare, ossia all’epoca dell’epidemia di coronavirus, come vengono promosse le attività della Croce rossa cittadina?
Voglio puntualizzare innanzitutto che in questo periodo abbiamo intensificato ulteriormente le nostre attività, offerto il massimo aiuto per quanto possibile, ossia assicurato il necessario contingente di donazioni di sangue e di cibo per i meno abbienti. Tra l’altro, nell’aprile scorso abbiamo assicurato giornalmente 74 piatti caldi per gli impiegati negli altri servizi, ovvero ai Vigili del fuoco e alla Polizia impegnati sul campo. Piatti che erano stati preparati dei gestori di ristoranti, temporaneamente chiusi a causa dell’epidemia. In quanto ai programmi, quello principale è di carattere sociale ovvero umanitario. In sintesi, la distribuzione mensile dei pacchetti di cibo per le persone e le famiglie bisognose, di pannolini per le persone ammalate che soffrono di incontinenza, per i bambini sino al primo anno d’età delle famiglie bisognose e con più figli. Inoltre, vengono recapitati vestiario e calzature ai meno abbienti. Il tutto grazie ai mezzi finanziari ricevuti dalla Città di Pola e dalla Regione istriana, però anche dai cittadini e da alcuni centri commerciali che mettono a disposizione articoli alimentari rimasti invenduti. Come succitato, è d’enorme importanza la donazione del sangue destinato all’Ospedale cittadino polese. A Pola e nel circondario abbiamo 1.500 donatori attivi. Ogni giovedì, sempre rispettando tutte le misure epidemiologiche, organizziamo le donazioni, con il fine di raccoglierne mensilmente oltre 3.000 dosi. Ai donatori annualmente vengono conferiti dei riconoscimenti: quest’anno la cerimonia si svolgerà nella Comunità degli Italiani di Pola il 25 ottobre prossimo, quando verranno ringraziati coloro che hanno effettuato 50, 70, 75, 100 e 125 donazioni.

Il gruppo d’intervento speciale
A questi programmi che rappresentano le priorità della Croce rossa ne vengono aggiunti ancora molti?
Una delle attività è legata alle prestazioni di primo soccorso alle persone, come ad esempio i corsi nelle scuole guida, ma anche quelle relative alla tutela sul posto di lavoro. Inoltre contiamo pure su un gruppo d’intervento speciale in caso di catastrofi. Abbiamo a disposizione un centinaio di volontari, di cui la metà under 30, educati a offrire aiuto in queste situazioni specifiche: sono impegnati nel sostegno psico-sociale delle vittime, nelle ricerche dei dispersi, nel pronto soccorso, nella logistica e nell’assicurare alloggio temporaneo alle persone. Nelle scuole elementari vengono istruiti gli alunni delle settime classi, che poi prendono parte alle tradizionali competizioni nel pronto soccorso.

Molto vicini ai senzatetto
Mensa pubblica e rifugio per senzatetto sono anche gestiti dalla Croce rossa…
La mensa pubblica è aperta quotidianamente dalle ore 10 alle 13.30: fruiscono del servizio 90 persone meno abbienti. Il piatto caldo viene preparato dall’azienda “Pleter”, e nel periodo di coronavirus viene distribuito a domicilio. La maggior parte dei beneficiari è rappresentata da persone che hanno una pensione minima, da quelle ammalate, nonché da quelle con disturbi psichici. La maggior parte dei fruitori preferisce portare a casa il pranzo e non consumarlo in mensa, a mio parere per condividerlo con altri familiari. Per quel che riguarda il rifugio per senzatetto, aperto nell’aprile del 2012, stando al decreto emanato l’anno scorso, questi può accogliere contemporaneamente 20 persone. L’intenzione primaria è quella di offrire alloggio a questa categoria di persone per un periodo che va da 6 mesi a un anno. Periodo nel quale cerchiamo di aiutarli in ogni senso: nel trovare loro un lavoro e una nuova sistemazione, ma anche nello sbrigare pratiche giuridiche e quant’altro. Gli utenti sono di mezza età, ma anche persone anziane e quelle con problemi di salute. Nel rifugio comunque non se ne stanno con le mani in mano: puliscono i vani, collaborano con l’associazione animalista “Ruka šapi”, svolgono del laboratori di pittura, delle terapie psicosociali, fanno volontariato quando serve, lavorano nei magazzini della Croce rossa… Inoltre, sempre nella stessa sede in via Altura, negli ultimi tre anni è aperto il Soggiorno per i senzatetto, frequentato da una quarantina di persone, che vivono in condizioni di vita non appropriate, per non dire pessime, ovvero nelle roulotte e nelle baracche. Nel Soggiorno hanno quindi modo di lavare il proprio vestiario, di farsi una doccia, mangiare, parlare con altri assistiti, forse prendere un po’ di cibo, ricevere un aiuto in merito alle pratiche amministrative e quant’altro.

L’assistenza agli anziani
Da sempre la Croce rossa si dedica molto anche agli anziani…
Indubbiamente. Abbiamo tre assistenti che fanno visita a una novantina di anziani disagiati. Aiutano nei lavori casalinghi, acquistano articoli alimentari e medicinali, contattano i medici, e tengono conto dell’igiene delle persone. A stretto giro è collegato pure un programma d’assistenza sanitaria, che viene portato a termine nei Comuni di Medolino, Lisignano e Fasana e che comprende delle sessioni ricreative, seguite dai fisioterapisti, con 120 donne d’età media e quelle più anziane. Accanto a ciò offriamo regolarmente ai cittadini la misurazione della pressione arteriosa e del tasso di glicemia. Siamo uno dei partner coinvolti nel progetto “Lotta contro l’osteoporosi”, la cui Giornata viene ricordata il 17 ottobre. Quest’anno, purtroppo, la ricorrenza non verrà celebrata a causa dell’attuale situazione.

Le campagne umanitarie
Ci ha parlato delle attività legate agli anziani, però sono intense pure quelle con le categorie più giovani…
Il programma per i giovani viene svolto in tutte le scuole medie e quelle elementari, in ogni classe. Si tengono dei laboratori che riguardano le attività delle organizzazioni umanitarie che collaborano con la Croce rossa polese. Nel concreto, dopo la fondazione della Rete umanitaria della Città di Pola nel 2014, si tratta delle associazioni “Naš san njihov osmijeh (Il nostro sogno il loro sorriso)”, “Facebook humanitarci (Umanitari di Facebook)” e quella religiosa “Sveti Vinko Paulucki”, con le quali siamo in stretto legame e contattiamo regolarmente per migliorare, quanto possibile, le condizioni di vita dei nostri fruitori.

Due parole infine sul ruolo della Croce rossa nella società…
Senza dubbio nel nostro lavoro non c’è nulla di bello, anzi è un tormento costante, però il benessere degli altri. Mi preme sottolineare che la Croce rossa ha un enorme sostegno dell’opinione pubblica, il che ci gratifica e sono convinta che, nonostante tutte le difficoltà viviamo ancora in una società socialmente sensibile.

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