Vito Paoletić: «Sarò la mano tesa della Comunità degli Italiani in Municipio»

A colloquio con il neoeletto vicesindaco in quota CNI per parlare dei progetti in corso e delle iniziative che vanno avviate

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Vito Paoletić: «Sarò la mano tesa della Comunità degli Italiani in Municipio»
Vito Paoletić con “La voce” in mano. Foto: Daria Deghenghi

A un mese dall’insediamento abbiamo intervistato il neoeletto vicesindaco di Pola in rappresentanza della minoranza italiana, Vito Paoletić, che in seguito alla schiacciante vittoria alle elezioni del 18 maggio è subentrato a Bruno Cergnul. Gli abbiamo chiesto di riassumere i progetti in via di svolgimento, i propositi da perseguire, le iniziative da intavolare, aggiornare, posticipare o accelerare, e gli obiettivi da raggiungere nel ruolo istituzionale che si trova a ricoprire.

Apriamo con un giudizio preliminare sull’assunzione dell’incarico?
Siamo a un mese esatto dall’insediamento, e di solito il primo bilancio in politica si fa alla scadenza dei cento giorni di tregua, per cui è ancora presto per ragionare in termini di bilanci. I primi giorni sono trascorsi, anzi, volati, nel segno di impegni organizzativi, tecnici, di preparazione. Inoltre per 10 giorni abbiamo atteso il sindaco, senza il quale ben poco è lecito fare. In questo senso le prime tre settimane sono andate perse, ma almeno c’è stato il tempo per riflettere, instaurare rapporti e pianificare. Il mandato precedente mi ha visto per tre anni nel ruolo di consigliere dalle file dell’ex sindaco Filip Zoričić. Eravamo in quattro, è stato un periodo molto combattuto e mi auguro che, indipendentemente da chi prenda in mano le redini del Consiglio, le sedute siano d’ora in avanti più armoniose e meno bellicose. Anche questa volta il Consiglio municipale si presenta politicamente frantumato e tuttavia appare all’orizzonte una certa maggioranza che il sindaco è riuscito a raggruppare intorno a sé. Il banco di prova è lunedì pomeriggio in occasione della seduta d’insediamento.

Un’opinione sul lavoro del predecessore?
Tantissimi saranno gli impegni che continueranno sulla scia di quanto fatto dal mio predecessore, Bruno Cergnul, al quale vanno ovviamente i miei ringraziamenti per le iniziative realizzate o avviate. Giorni fa abbiamo avuto una lunga conversazione e le prime due urgenze che ho avuto in consegna sono state la regata “L’Ammiraglia”, che si era un po’ arenata ma abbiamo già sistemato tutto. Quindi il 4 luglio a Pola avremo questo importante evento sulle tracce della Serenissima, rivalutato in chiave contemporanea, all’insegna dell’amicizia e della collaborazione tra le due sponde dell’Adriatico. L’altra questione che mi sono trovato sul tavolo è l’integrazione del cippo che commemora le vittime di Vergarolla con le due ali laterali che ne riportino i nomi. Una storia decennale, questa del cippo da completare, ma ecco che abbiamo avuto anche il benestare della Sopraintendenza ai beni culturali per cui eravamo sul punto di partire quando un cavillo burocratico ha fermato i lavori per accertamenti archeologici visto che siamo in piena zona storica e sotto il cippo si trovano le fondamenta della Chiesa di San Tommaso. Quindi, da un lato, habemus monumentum, e dall’altro non possiamo ancora toccarlo con mano. A proposito di esuli. Siamo in ‘alta stagione’ per quanto riguarda i rapporti tra polesi andati e rimasti e rispettivi discendenti. Nel fine settimana si tiene il Raduno dell’Associazione Italiani Pola e Istria – LCPE. Sarò con loro sabato sera alla cerimonia di consegna delle benemerenze e alla presentazione dei libri a Medolino. Con gli esuli bisogna sviluppare ulteriormente questo rapporto di serena cooperazione. Inoltre il giorno 25 avremo in Comunità una comitiva di studenti di Roma al seguito di autorità, tra cui il ministro dello Sport e dei Giovani del governo Meloni, Andrea Abodi, che avremmo il piacere di ricevere anche a Palazzo comunale per elevare e dare maggiore risalto alla visita.

Quale programma politico si propone di realizzare nei prossimi quattro anni?
Intanto, parecchi sono gli obblighi di rappresentanza, di cerimoniale… per cui il vicesindaco rappresenta la Città in varie riunioni, eventi, mostre, spettacoli, e naturalmente ricevere le parti. Poi ci sono i grandi progetti, da definire. Ufficialmente non sono ancora stato investito della guida di nessun progetto, ma ne ho parecchi a cuore. Tra questi il restauro dello stabilimento balneare di Stoia, che sta andando avanti a singhiozzo, non come da calendario. Una decisione che ho preso è stata quella di consigliare al sindaco non dico di vietare l’accesso alla spiaggia ma perlomeno di scoraggiarlo, mentre fino a un mese fa si era parlato della possibilità di usufruirne. Si tratta pur sempre di un cantiere aperto, con dei fossati da scavalcare, i mezzi pesanti e le macchine da lavoro in circolazione… Stoia è frequentata da famiglie, bambini e anziani che vanno tutelati da infortuni. D’altro canto, anche i costruttori hanno la necessità di lavorare in santa pace, tanto più che abbiamo spiagge sufficienti per non perdere il piacere dei bagni. Le alternative sono tutte ugualmente valide, ferma restando la promessa di ritrovarci a Stoia, che è parte del nostro DNA, già a partire dall’anno prossimo. Per quanto riguarda concessioni, locazioni e servizi balneari, se ne riparlerà a tempo debito perché è ancora presto, ma intanto sta germogliando l’idea di integrare il progetto – e adesso è forse il momento opportuno per farlo – con un filare di panchine letterarie come quella del Lungomare, con citazioni di scrittori italiani di Pola.

Altri progetti in cantiere?
Bisogna portare avanti il discorso dell’ampliamento della Scuola elementare italiana Giuseppina Martinuzzi, per la quale siamo in attesa del permesso di costruzione. Devo dire che tutto l’incartamento dell’iniziativa è stato confezionato in tempo record, anche perché non si è trattato di un progetto di vecchia data, riesumato o rivalutato, ma di uno completamente nuovo, sviluppato nel corso del 2024. Ora siamo in attesa di un incontro con tutti i soggetti coinvolti: sindaco, Unione Italiana, deputato al Sabor e il sottoscritto, per fare il punto della situazione e trovare un accordo di partecipazione alle spese degli enti interessati. Sulla scia di quanto fatto da Bruno Cergnul, che si è distinto nella valorizzazione del bilinguismo visivo sui mezzi pubblici, sulla segnaletica stradale, intendo proseguire su queste orme puntando maggiormente sulla segnaletica turistica – i segnali di color marrone – che parla solo croato e che andrebbe aggiornata con diciture bilingui, evitando di considerare l’italiano come lingua straniera, ma paritetica.
Ci sono poi argomenti solo apparentemente secondari, da valorizzare: per esempio curare rapporti con chi diffonde l’italiano nelle scuole della maggioranza. La scuola minoritaria gode di ampio appoggio finanziario, morale e tecnico dell’Unione Italiana e altri enti, un trattamento privilegiato di cui gli insegnanti di italiano nelle scuole croate non dispongono, per cui spesso si sentono abbandonati a sé stessi. Ho avuto contatti di questo profilo in qualità di consigliere municipale e ora intendo occuparmene perché ho intravisto delle lacune nel sistema. Per esempio ci sarebbe da scoprire il motivo per cui l’italiano viene insegnato solo a partire dal secondo anno e non dal primo, ma più che scoprirne il motivo mi interessa colmare la lacuna. Inoltre gli insegnanti sarebbero interessati a intrattenere scambi con docenti delle scuole italiane e a promuovere l’insegnamento dell’italiano nelle scuole croate perché i numeri, da quanto ne so, sono soddisfacenti nelle classi inferiori ma in seguito diventano discreti, se non esigui.

È entrato in politica con l’ex sindaco e ora si ritrova a collaborare con un socialdemocratico, Grbin. Avrebbe preferito lavorare con Zoričić?
Io non ho avuto problemi a dichiarami neanche in passato, diversamente dagli altri candidati che si erano astenuti dall’esprimere preferenze in questo senso. Per me era palese che avrei preferito lavorare con Filip Zoričić, ma questo non vieta la collaborazione con altri. Ho abbandonato la lista dell’ex sindaco per avanzare la mia candidatura e in questo senso il mio partito è il popolo sovrano, quindi i nostri concittadini e connazionali. Sono fiducioso e anzi posso anche confermarlo che la collaborazione col sindaco è buona. Mi aspetto un incontro a tre con Peđa Grbin e con l’altro vice, Siniša Gordić per stabilire le modalità di comunicazione e distribuire i compiti. Sono vicesindaco in quota CNI ma sono anche vicesindaco di tutti i polesi e sarò a disposizione di tutti.

Di solito i due vicesindaci si dividono le sfere di competenza. Vi siete già espressi in questo senso?
No, non ancora. Ma i campi in cui sono senz’altro più preparato sono quelli dell’istruzione, della cultura, delle minoranze – tutte le minoranze, etniche, di genere, di religione, ecc. – e una parte dei servizi sociali. Sono inoltre aperto a qualsiasi incarico vogliano condividere con me e devo esserlo. Quanto alla collaborazione con la Comunità degli Italiani, quella non è mai mancata ne mai verrà meno, anzi, è un canale preferenziale, da rinvigorire, migliorare. Non per me personalmente ma per la carica in quanto tale, perché ultimamente i rapporti tra vicesindaco e CI non sono stati piacevoli.

Come procedono gli incontri con la Comunità degli Italiani?
Con la CI di Pola ci sono già stati incontri informali ma la settimana prossima ve ne sarà uno ufficiale, il primo della legislatura, tra i vertici della Comunità e il vicesindaco alla presenza del Consiglio per la minoranza italiana, per sentire le necessità e le priorità di tutti. Sarò la mano tesa della Comunità degli Italiani in Municipio, come la Comunità sarà la mia mano tesa ai connazionali e alla cittadinanza nel suo insieme. Mi preme continuare a rendere omaggio ai grandi benemeriti di Pola, come Pietro Ciscutti, cui è già stata intitolata la sala maggiore del Teatro, ma che potrebbe avere anche una targa al cimitero civico benché i suoi resti siano stati traslati in Italia, quindi a Lodovico Rizzi, valorizzandone la tomba di famiglia che sta cominciando a deteriorarsi, e ovviamente a Geppino Micheletti, al quale è stata negata l’intitolazione dell’ospedale generale ma che tuttavia merita di essere ricordato dedicandogli l’area verde in via Zagabria oppure un reparto ospedaliero. Vorrei inoltre lasciare in eredità una Fondazione per l’arte e la cultura sulla traccia della Fondazione per lo sport che abbia sempre a disposizione dei mezzi per sostenere chi rende onore alla città con il proprio lavoro artistico. Ci sarebbe anche l’iniziativa di riportare a Pola il busto di Dante Alighieri che Lodovico Rizzi fece sistemare nel portico del Palazzo comunale e che gli esuli nel 1947 si portarono via lasciando Pola per l’Italia. Dico “riportare il busto” ma non penso all’originale che si trova a Venezia e vi è custodito con gelosia, ma a una copia fedele. L’iniziativa – retaggio di Cergnul – consiste nel cercare la collocazione migliore e le modalità di esecuzione. Si parlava di sistemare la replica in piazza Dante, ma sono questioni da discutere. Io personalmente in piazza Alighieri ci vedrei un monumento del Sommo Poeta completo e il busto nel luogo di origine, ma queste sono solo riflessioni che il tempo dovrà chiarire.

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