Via Castropola: il suolo regala un’altra meraviglia: il Cupido dormiente

Il Museo archeologico istriano si prepara a rivelare i dettagli di una scoperta sensazionale avvenuta in un cantiere del centro città. È trapelato solo che è un’opera di marmo

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Via Castropola: il suolo regala un’altra meraviglia: il Cupido dormiente
Il punto esatto dove è stato rinvenuto il Cupido dormiente in via Castropola. Foto GIULIANO LIBANORE

Pola regala una sensazionale scoperta archeologica! È una di quelle che fornirà al Museo di prossima riapertura, un pezzo forte e di indubbio, grande richiamo per il largo pubblico dei visitatori, per non dire dei ricercatori professionisti, che mai rinunciano a trovare ancora resti importanti di civiltà sommerse. Ma il Museo archeologico istriano ha deciso di torturare proprio tutti i curiosi, ammiratori della storia di Pola e incurabili appassionati delle cose antico-medievali, decretando delle giornate di suspance e vero e proprio vacuum mass-mediologico: non si saprà niente fino all’incontro stampa convocato per giovedì mattina. Tanto valeva tenere tutto ben nascosto fino al giorno prima. Tuttavia, non è il caso di arrenderci. Un’informazione molto tirchia e laconica stuzzica già l’appetito.

Presentazione in pompa magna
Il misterioso reperto, probabilmente già “occultato” negli scantinati dell’edificio museale, ha ottenuto un nome che la dice lunga: “Il Cupido dormiente”. Il direttore del museo, Darko Komšo, non si sbottona, e non concede null’altro, visto che l’ora della rivelazione è stata programmata e fissata bell’apposta per tutti i giornalisti in collettivo, si suppone con l’idea di generare giustificato scalpore, con qualcosa che lo merita assolutamente. Un amorino addormentato? L’unico particolare che è stato dato sapere con il contagocce è che le ruspe l’hanno risvegliato dopo secolare dormita, ben seppellito in una culla di terra, metri e metri sotto il livello della superficie di via Castropola, dove saltuariamente nascono nuovi cantieri per la costruzione di parcheggi e caseggiati. E l’unico “piccolo”, ma eccezionale, dettaglio che il dirigente si lascia sfuggire quasi per inganno, è che l’”oggetto” scolpito è un marmo (statua o rilievo non si sa). Dunque materiale pregiato. Basta già questo, per trepidare. Ne parleranno (appena) dopodomani, l’archeologa che ha rinvenuto il Cupido, Aleksandra Paić, lo stesso direttore del museo e la responsabile del Dipartimento di storia antica, Silvana Petešić in presenza dell’investitore, Aleksandar Knežević.
La storia del Cupido dormiente
Giunti a questo punto, non si può far altro che chiedere valido soccorso ai manuali di storia dell’arte e di archeologia. Almeno questi non sono top secret e aiutano a immaginare quello che prossimamente diventerà di pubblico dominio. È cosa risaputa che diverse opere antiche e successive si ispirano al tema del Cupido o Amore, l’equivalente romano del dio greco Eros. Fino a prova contraria, Pola con la Grecia o con i reperti provenienti dal Peloponneso non aveva mai avuto troppo a che fare, mentre il medioevo preferiva i motivi sacri a quelli erotici, ergo, il nostro marmo potrebbe tornare a confermare la magnifica e (pre)potente presenza di Roma nella nostra città. Possiamo scommetterci. Secondo le fonti, Cupido è il dio dell’amore passionale e del desiderio, raffigurato come un dolce fanciullo alato con arco e frecce, il cui compito è scoccare dardi per far innamorare dei e mortali. È spesso identificato come figlio di Venere e Vulcano. Provando il gusto di giocare a suon di fantasia e supposizioni, forse anche il Cupido di Pola potrebbe presentare delle rappresentazioni tipiche. Un bimbo nudo e alato? Forse bendato, armato di arco e frecce per colpire i cuori a tradimento, anche in modo irrazionale e crudele? É arcinota tra l’altro la statua marmorea del Cupido dormiente che Michelangelo Buonarroti realizzò, invecchiandola artificiosamente per venderla al cardinale Raffaele Riario, come reperto archeologico originale. Spassosa storiella di truffa, che rivela quanto nel Rinascimento andava di moda il recupero di questi putti, che gli artisti di Roma amavano ritrarre celebrando l’amore romantico unitamente alla forza che unisce gli elementi e, in senso più ampio, il desiderio e l’attrazione. Che dire? Continuiamo a “soffrire” fino a giovedì mattina, quando la storia di Pola diventerà ufficialmente più ricca e…passionale.

Un Cupido dormiente del danese Thorvaldsen. Foto WIKIMEDIA COMMONS

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