Valcane, cemento contro il tempo

A Valcane è in corso l’opera di risanamento dei moli

L’ultracentenario stabilimento balneare di Valcane perde pezzi a ogni passo per l’influsso dei venti, delle mareggiate, della salinità: in ultima analisi, del tempo che scorre inesorabilmente. L’ultima costruzione a cedere sotto la pressione delle onde e dei venti di ponente è l’ala che costeggia i campi da tennis, quella che a differenza di tutte le altre opere balneari del complesso non è mai stata ricostruita. Ora si corre ai ripari a danno compiuto. La struttura, come ben sappiamo, è ceduta improvvisamente lo scorso dicembre nelle forti mareggiate di scirocco e di ostro che hanno il loro peso specifico e raramente risparmiano le spiagge della periferia meridionale. Vero è che questo spiacevole risultato si sarebbe potuto evitare se la scorsa primavera l’Assessorato all’Edilizia avesse intrapreso l’opera di risanamento già pianificata in precedenza ma andata a monte per ovvie ragioni legate al primo lockdown di marzo. Poi è venuto il momento della fugace e scarsa stagione turistica, che come sappiamo vieta i cantieri edili in riva al mare, ed infine è venuto il secondo lockdown. Gira e rigira, il molo è crollato, il mare gli ha dato la mazzata finale ed ora c’è da rifare tutto da capo, fondamenta comprese. Siccome il cantiere richiede una grande quantità di mezzi e strumenti di lavoro, la strada del Lungomare è parzialmente chiusa al traffico e la circolazione è consentita in una sola direzione di marcia: verso Valsaline. L’appalto è andato al costruttore polese “Murgons”. Ieri mattina è stata ricostruita la scalinata e frattanto la strada è rimasta chiusa al traffico per tre ore. Il valore dell’opera ammonta a 287 mila kune.

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