Vacanze di lavoro a raccogliere olive

La proposta è dell’azienda Castelier d’intesa con l’Ecomuseo e l’Agroturist

La raccolta delle olive richiede braccia, tempo e fatica

La raccolta delle olive richiede braccia, tempo e fatica, ma per chi non è del mestiere potrebbe anche costituire un’avventura. Non per niente l’azienda municipale “Castelier” ha deciso di costruirci intorno un prodotto turistico a tutti gli effetti. Certamente ci saranno dei villeggianti interessati a partecipare, e questo è il momento migliore perché tra ottobre e novembre si passa dalla raccolta alla lavorazione, vale a dire dalla terra al frantoio: dall’agricoltura all’industria. Dove scoprire la filiera se non a Dignano? La località è la capitale istriana dell’olio d’oliva, è l’unica cittadina delle sue dimensioni con ben otto oleifici da cui escono ettolitri del migliore extravergine che si possa trovare in circolazione sul Mediterraneo. C’è ancora bisogno di dirlo? La guida Flos Olei 2021, nota come “Bibbia dell’extravergine”, ha rieletto l’Istria migliore regione olivicola al mondo, per il sesto anno consecutivo. Ecco dunque perché visitare Dignano in ottobre, come invitano a fare, appunto, la società “Castelier” e i suoi partner nel progetto: l’Ecomuseo e l’associazione degli agricoltori “Agroturist”. Il pacchetto vacanza messo a punto dagli olivicoltori e dalle società di Dignano consiste in una tre giorni in aperta campagna a raccogliere le olive, ma anche a osservare il ciclo della frangitura, ossia il procedimento meccanico che serve a estrarre l’olio di oliva “grezzo” da mettere in commercio come extravergine di bassa acidità. Il pacchetto include una sistemazione nel centro storico, il lavoro da “braccianti” nell’oliveto, visite all’agro dignanese e all’Ecomuseo, colazioni e cene “della tradizione”, merende al sacco in campagna, appuntamenti allo sportello informativo sull’olivicoltura allestito nell’edificio della “pesa” di Dignano e via elencando.

 

”Abbiamo un potenziale unico da mettere a frutto ed è la prima volta che ci accingiamo a proporlo al pubblico: si tratta di un turismo sostenibile basato sulla sensazione di calma, su uno stile di vita al massimo della semplicità e sul rispetto delle tradizioni e della cultura locale. Negli ultimi vent’anni sul territorio dignanese sono confluiti importanti investimenti nell’agricoltura e in particolar modo nell’olivicoltura. Ora è venuto il momento di fare un passo avanti, di unire agricoltura, cultura, tradizioni e gastronomia in un unico prodotto turistico che abbia il potere di arricchire l’offerta della bassa stagione”, ha dichiarato Andrea Manzin, direttore dell’azienda comunale “Castelier”. Mezzo milione di olivi della campagna dignanese attendono i primi turisti che non hanno paura di rimboccarsi le maniche.

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