Università «Juraj Dobrila». Quando la scienza sposa il blu del mare

Presentata la Notte dei ricercatori: ventaglio di appuntamenti

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Università «Juraj Dobrila». Quando la scienza sposa il blu del mare
Moira Buršić, Neven Iveša e Ivona Peternel. Foto: ARLETTA FONIO GRUBIŠA

Nella lista delle Notti tematiche – dei musei, dei teatri, delle biblioteche… delle streghe e dei pipistrelli – anche la scienza vuole la sua parte. La ricerca, scientifica soprattutto, svolge un ruolo chiave per il benessere della società e anche l’Università Juraj Dobrila intende promuoverla favorendo un incontro tra ricercatori e cittadini, programmato per domani (venerdì), 29 settembre, dalle 17 alle 22, nell’area del Campus universitario di via Zagabria 30, specificatamente negli ambienti della Facoltà di Scienza del mare (ex reparto di dermatologia). L’Ateneo ci ha già provato l’anno scorso, con il primo evento notturno di divulgazione scientifica ed era andata molto bene, nonostante la brutta intemperie che avrebbe potuto scoraggiare ogni iniziativa. Il pubblico aveva partecipato numeroso, nonostante gli ostacoli meteo, dimostrando che l’interesse è grande, soprattutto tra i giovani, ma anche tra i ragazzini, volenterosi di scoprire il fascino della ricerca.

Nel caso di Pola, l’edizione 2023 della “Notte dei ricercatori” torna a proporre una chiave di lettura tutta speciale e dedita alla ricerca del mondo marino, quello che nel caso dell’Istria rappresenta il futuro della Regione e della sua caparbia ostinazione a puntare sullo sviluppo turistico. Facendo proprio il motto europeo che recita “Reconnect science with the blu society”, che vuole la scienza impegnata nella costruzione di una “società blu”, in grado di privilegiare una gestione collettiva e sostenibile del mare, s’intende catturare nuovamente il largo pubblico entro spazi che si meritano tutta l’attenzione dei cittadini, alla pari dei tanti progetti d’indagine e analisi scientifica che l’Ateneo “Juraj Dobrila” sta portando avanti, in detto caso, con la sua Facoltà di Scienze naturali. Il programma della Notte è stato esposto ieri presso la sede del Rettorato dalla sua coordinatrice, Ivona Peternel, responsabile dell’Ufficio universitario per il partenariato e i progetti e alcuni dei proff. di scienze naturali coinvolti nella sua realizzazione, Neven Iveša e Bojana Buršić. Quello che i visitatori della Notte potranno trovare e toccare con mano, saranno acquari pieni di organismi marini, stand ed esposizioni informative, angoli dedicati all’esperimento di laboratorio interattivo e soprattutto tutta la disponibilità di docenti e studenti esperti in grado di spiegare il nostro ecosistema marino e gli sconvolgimenti climatici di cui sta soffrendo. Tutto si concentrerà all’interno di quattro laboratori scientifici.

Laboratori: quattro assi
Uno tratterà “Gli sconvolgimenti climatici: il mare oggi e tra 50 anni”, che dipingerà un inquietante quadro del futuro dimostrando i pericoli per gli organismi quali cozze, crostacei e gasteropodi per cause ecologiche, di salinità, temperatura e pH. Un secondo laboratorio racconterà “La storia invasiva della Mnemiopsis leidyi o noce di mare” e della sua ingombrante presenza nell’habitat naturale, mentre un terzo si concentrerà su “I visitatori venuti dal sud”, alias il famelico granchio blu diventato motivo di grande disperazione alla foce del Po e dei pescatori italiani, la calappa granulata e il paguro Bernardo (Dardanus calidus), crostaceo decapode, emigrati alla grande nelle acque dell’Adriatico settentrionale sostituendosi alle specie autoctone (la brava gransievola). “Plastic is not fantastic”, ovvero il quarto laboratorio affronterà il problema dei rifiuti di plastica e vorrà dimostrare un eclatante dato di fatto: il materiale non biodegradabile, nel caso nostro, non avrebbe “ancora” irrimediabilmente intaccato la fauna marina come altrove e per tanto si consiglia di consumare soltanto pesce catturato nel nostro mare. Questo soltanto come piccola parte, un assaggio di quanto verrà offerto durante una nottata dai ricercatori marini.

Parte di Horizon Europe
Non guasta specificare che la versione “polese” della Notte europea dei ricercatori è un evento che rientra nel pacchetto del progetto Horizon Europe, realizzato con le azioni Marie Skłodowska-Curie, e si svolge dal 2005 in 430 città dell’Unione europea, coinvolgendo milioni di visitatori, decine di migliaia di ricercatori, centinaia di Centri ed Enti di ricerca, Università, associazioni e numerose altre importanti realtà impegnate nella divulgazione scientifica. Tutte le attività realizzate per la Notte europea dei ricercatori sono gratuite e hanno lo scopo di avvicinare i cittadini dei Paesi dell’UE al mondo della scienza e di rafforzare la comprensione e la fiducia nei suoi confronti.

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