Un’italianità ritrovata e poi fatta crescere

Fasana. 30.esimo anniversario della Comunità degli Italiani

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Un’italianità ritrovata e poi fatta crescere
Il coro misto. Foto: MARKO MRDENOVIC

I grandi traguardi storici vanno festeggiati e la Comunità degli Italiani di Fasana ha voluto celebrare i suoi 30 anni riunendo per un grande festa tutta la grande “famiglia allargata” di attivisti, soci, collaboratori e amici, che in un modo o nell’altro hanno contribuito a mantenere viva e forte l’italianità di quest’angolo d’Istria. Una grande festa che è stata ulteriormente impreziosita dalla presenza del Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, dal presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, dal presidente dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin, dai due vice consoli onorari, Tiziano Sošić e Giuseppina Rajko, dalla rappresentante del sindaco di Fasana, Sandra Piljan Lorencin, dal presidente del Consiglio comunale, Timotej Pejin, dalle direttrice dell’Ente per il turismo di Fasana, Melita Peroković, dal vicesindaco italiano di Pola, Bruno Cergnul e da molti altri. Ad accoglierli e dare loro il benvenuto nella casa degli italiani della piccola cittadina dell’Istria sudoccidentale, non poteva che essere il presidente del sodalizio, Luciano Paris, che ai tanti ospiti presenti ieri in sala ha ricordato che nelle vie e nelle piazzette di Fasana l’italiano, o meglio l’istroveneto, continua a farsi sentire, così come il dialetto continua a essere parlato da tanti giovani fasanesi.

Con volontà e coraggio
E a proposito di giovani, il presidente Paris ha detto che “la CI di Fasana si rinnova di anno in anno, accogliendo sempre più ragazzi che qui hanno deciso di vivere abbracciando i valori e le tradizioni della nostra comunità”. Il presidente ha quindi tenuto a ricordare gli anni difficili del dopoguerra e la soppressione forzata (nel 1956) dell’allora Circolo Italiano di Cultura. Detto ciò, Paris ha sottolineato che “oggi non festeggiamo soltanto il 30.esimo anniversario della CI, ma anche la volontà, il coraggio e la tenacia che hanno spinto i nostri connazionali Giancarlo Moscarda, Fabrizio Valente, Carlo Šuran, Antonio Devescovi e Boris Brussich a ricostruire dal nulla la nuova Comunità degli Italiani di Fasana”. Nel prosieguo, ha ricordato anche che il primo presidente della CI fu proprio Antonio Devescovi, che assieme ai suoi più stretti collaboratori seppe risvegliare l’italianità e il senso d’appartenenza. Devescovi fu inoltre il responsabile della costituzione del coro misto, oggi guidato da Mondina Gavočanov e in passato (fino al 2010) dalla maestra Maria Grazia Crnčić Brajković. La guida della Comunità dalle mani di Devescovi è poi passata in quelle di Giancarlo Moscarda (1996 – 2010) e quindi in quelle di Claudia Valente Novak, che nel 2018 ha ceduto la carica di presidente, nuovamente, ad Antonio Devescovi. Luciano Paris ha assunto l’incarico quest’anno. E proprio il neo presidente, prima di cedere la parola agli ospiti, ha voluto ringraziare in modo particolare la Repubblica d’Italia, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, senza il cui supporto la “risorta” Comunità degli Italiani non sarebbe potuta sopravvivere, crescere e prosperare.

«L’Italia sempre vicina»
“Sono fiero e orgoglioso di essere qui oggi (ieri per chi legge n.d.a) e di poter celebrare assieme a voi questo 30.esimo anniversario”. Queste le prime parole rivolte dal Console, Davide Bradanini, che nel suo intervento si è soffermato sulla ferocia con la quale la storia del ‘900 si è abbattuta sull’Istria intera e in modo particolare su Fasana e sul coraggio con il quale, nel dopoguerra, i connazionali della stessa Fasana hanno saputo mantenere viva l’italianità del luogo. “È giusto e doveroso ricordare quanto fosse difficile dichiarasi italiani ai tempi e mantenere salde le proprie radici e la propria italianità”, ha continuano il rappresentante della Repubblica d’Italia, che per quanto riguarda, invece, il presente e il futuro si è detto convinto che la CI di Fasana saprà ulteriormente rafforzare l’italianità del Fasanese. “Tra poche settimane la Croazia adotterà la stessa moneta in uso in Italia ed entrerà nello spazio Schengen. Si tratta di importanti progressi, che permetteranno agli italiani della Croazia di avere un rapporto nuovo con l’Italia, più semplice e facile. Sono convinto che saprete affrontare e superare tutte le sfide future. Lo Stato italiano, l’attuale governo e anche quelli futuri saranno sempre al vostro fianco”, ha dichiarato il Console, che ha quindi colto l’occasione per ricordare come il sottosegretario agli Esteri, Giorgio Silli, di recente in visita in Croazia, ha parlato proprio della rilevanza delle minoranze nazionali croata in Italia e italiana in Croazia.

«Avanti con orgoglio»
Ieri a Fasana non sono mancati gli interventi dei vertici dell’UI. Così, invitato sul palco, il presidente della Giunta esecutiva della massima organizzazione rappresentativa della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, Marin Corva, ha sottolineato come la CI di Fasana sia effettivamente uno dei sodalizi più giovani, ma non per questo meno importanti. “L’UI ha sempre sostenuto questa Comunità, alla quale non mancherà mai nemmeno in futuro il nostro supporto. Siamo al vostro fianco e vi aiuteremo nella realizzazione dei vostri desideri. Siamo pronti a sostenere anche la vostra idea di riavviare a Fasana una scuola elementare italiana”, ha commentato il presidente.
“Auguri a tutti voi. E grazie per avere saputo e voluto mantenere vive la nostra storia, la nostra dimensione e la nostra identità”. Così il presidente dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin, che ha continuato dicendo che non è necessario trovare una formula particolare per portare avanti l’italianità. “Dobbiamo semplicemente portare avanti quell’orgoglio e quei valori che trent’anni fa hanno spinto un gruppo di persone a fondare la CI di Fasana”, ha detto Demarin, chiedendosi poi come sarebbe oggi Fasana senza quel particolare momento storico. “Sarebbe una località privata di parte della sua identità, perché noi siamo parte integrante di questo territorio”, ha concluso Demarin.
La grande festa di compleanno è poi proseguita assieme al coro misto del sodalizio e ai piccoli della sezione dell’asilo “Sunce” di Fasana, che hanno offerto al pubblico un paio di brani e un intermezzo musicale. Prima di congedare i presenti, il presidente della CI ha ricordato che la festa proseguirà anche oggi (a partire dalle 18) negli spazi del Centro multimediale di Fasana, dove non mancheranno musica, canti, balli e tanti ospiti delle Comunità degli italiani limitrofe.

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