Una sfida a remi lunga 69 miglia

Poco dopo le ore 18 di ieri cinque canottieri di Ravenna hanno dato il via a un’impresa particolare: fare il percorso da Pola alla loro città. Secondo la loro stima dovrebbero arrivare nella località dell’Emilia Romagna verso le ore 11 di oggi. Il loro insolito «viaggio» sarà accompagnato da una barca da supporto

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Una sfida a remi lunga 69 miglia
Le prime vogate dei cinque canottieri nel porto di Pola

Ore 18.02. Dal porto polese è scattata l’operazione “Attraversare per unire”, un’impresa di cinque canottieri che cercano di coprire il percorso da Pola a Ravenna lungo 69 miglia nautiche ovvero 125 chilometri. Gli intrepidi avventurieri di questa disciplina che si chiama Coastal rowing, ovvero Gergo Cziraki, Nicola Calisi, Matteo Rosetti, Riccardo Pozzi e Nicola Catenelli della Società Canottieri Ravenna 1873 dovrebbero coprire la distanza in un periodo stimato tra le 17 e le 21 ore a una velocità media di 4 nodi. Un’impresa di questo genere, ovviamente, non poteva passare in sordina tanto che in Riva si sono radunati diversi curiosi che hanno voluto testimoniare la partenza. Tanti, ovviamente, anche i giovani del Club di canottaggio Istra presenti, alcuni dei quali su quattro imbarcazioni hanno anche accompagnato in mare i protagonisti della traversata augurando loro buon viaggio

Poche ore prima della partenza abbiamo incontrato i membri dell’equipaggio pronti davanti alla sede dell’Istra, che ha fatto loro da supporto logistico, mentre mettevano a posto gli ultimi dettagli sull’imbarcazione. Un’imbarcazione ovviamente diversa da quelle che si usano nel canottaggio olimpico: più pesante, più larga, più stabile (tanto che può resistere anche a onde alte due metri), e con una capacità… fuori dal normale. Ci dicono i membri dell’equipaggio che l’imbarcazione dovrà “sopportare”, almeno all’inizio, circa 600 chilogrammi tra il peso dei membri stessi (circa 450 kg), i viveri, le bevande (8 litri d’acqua a testa) e gli indumenti per il cambio. È larga tre-quattro volte quella tradizionale.

Nicola Calisi, Nicola Catenelli, Matteo Rosetti, Riccardo Pozzi e Gergo Cziraki

Tutti al timone
Dunque, l’equipaggio è composto da cinque persone, in pratica un quattro con… con una grossa differenza. Mentre nel canottaggio tradizionale il timoniere non si sposta dal suo posto, qui invece la storia è differente. “Abbiamo previsto turni di mezz’ora per il timoniere ovvero ciascuno remerà per due ore di seguito prima di assumere il ruolo di timoniere. In questo modo avremo tutti modo di riposare un po’. Almeno fisicamente, ma non psicologicamente in quanto anche il ruolo di timoniere prevede delle mansioni ovvero indicare la direzione, controllare come stanno gli altri membri dell’equipaggio…”, ci spiega Nicola Catanelli, al quale è anche venuta l’idea di tentare quest’attraversata. Un’idea balenata già una decina d’anni fa, ma che è entrata nel vivo verso la fine dell’anno scorso.
Ovviamente le condizioni meteo giocano un ruolo fondamentale in questo tipo di imprese. Nicola ci mostra l’ultimo bollettino meteo. “I fattori imprescindibili erano due: che le onde non siano più alte di un metro e che il vento non superi la forza di 15 nodi. Per questo abbiamo deciso di partire alle ore 18 di lunedì in quanto di notte il mare è più calmo. Secondo le previsioni soltanto all’arrivo sono previste onde, ma non superiori al metro appunto”.

L’imbarcazione che farà da supporto

La barca di supporto
L’armo sarà seguito per tutta l’attraversata da una barca sulla quale ci saranno quattro persone. Il comandante, il fotografo ufficiale, un medico e un infermiere. Anzi a dire il vero la barca di supporto viaggerà circa una ventina di metri davanti ai canottieri per dare tutte le informazioni necessarie su quello che i rematori andranno ad affrontare.
A Matteo Risetti abbiamo chiesto qual’è la differenza sostanziale tra il canottaggio classico e questo tipo di avventura. Tutti i membri hanno dietro a sé dai 13 ai 28 anni di carriera nel canottaggio e hanno tra i 28 e i 44 anni di età. Ma per loro questo tipo di impresa rappresenta un’incognita in quanto è una prima volta.
“La differenza è mentale. Devi essere tranquillo e rilassato per tutto il tempo. Comunque siamo molto affiatati, crediamo ciecamente uno nell’altro, potremmo remare anche a occhi chiusi in quanto ci conosciamo veramente bene. Bisogna essere sempre lucidi in quanto si fa un lavoro di lunga durata. Non ci vuole tanta forza come nelle gare tradizionali, ma ci vuole tantissima resistenza. È una maratona. Anzi sono praticamente tre maratone podistiche di fila. La preparazione vera e propria per questo appuntamento è iniziata nove mesi. Due mesi fa abbiamo fatto una prova generale nel mare di Ravenna di quasi 30 chilometri che abbiamo coperto in tre ore. È andata meglio di quanto ci aspettassimo”.

I membri dell’equipaggio con i giovani canottieri dell’Istra

Un bacio e una doccia fredda
La forza mentale dunque conta molto. “Al 70 per cento – aggiunge Matteo –, quella fisica non va oltre il 30 per cento. La forza per fare l’attraversata l’abbiamo. Il problema è che quando ti trovi in mezzo al mare alle due di notte e non vedi niente, un po’ di sonno ti può venire. La cosa buona è che siamo pronti a supportarci a vicenda. Anche se uno ha un crollo mentale sono gli altri a sostenerlo e risollevarlo. E poi c’è la barca d’appoggio che ci segue, ci dà la linea… se c’è qualcosa d’imprevisto sappiamo di poter contare su di loro. Hanno i medicinali e anche un defibrillatore. Ovviamente speriamo di non doverli usare”.
Se tutto va bene l’imbarcazione dovrebbe essere a Ravenna tra le 11 e le 12 di oggi. Abbiamo chiesto a Matteo Risetti che cosa farà una volta… toccata terra. “Un bacio alla mia compagna e poi andrò a farmi una doccia fredda”, ha risposto. A noi non è rimasto altro che augurargli un in bocca al lupo.

È il momento di calare l’imbarcazione in mare

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