Un futuro più roseo per le Pinne nobilis

Dalla scorsa estate quattro esemplari sono cresciuti di 10 millimetri

Un subacqueo davanti a una Pinna Nobilis

Tara, Sara, Mara e Pina sono ancora vive. Quattro preziosi esemplari di Pinna nobilis stanno davvero opponendo resistenza all’Armageddon capitato in tutto il Mare Mediterraneo, dove un parassita killer ha spinto la specie del grande mollusco bivalve sull’orlo dell’estinzione. A comunicare che la natura continua a lottare per la sopravvivenza sono gli intraprendenti attivisti dell’Associazione Eko more di Medolino e i sommozzatori del Club subacqueo Centar. Il loro monitoraggio condotto nelle acque dell’Istria e del Mare Adriatico settentrionale, soprattutto nell’insenatura di Valetica, ha prodotto la bella notizia: dall’estate a questa parte le quattro piccole nobili pinne sono bell’e vegete e aumentate di dimensioni. Roba da 10 millimetri, com’è tipico della specie, ma la crescita è eccome in atto ed è un miracolo di rinascita nel regno dei fondali marini, zeppi di poveri esemplari senza vita. I subacquei continuano a essere impegnati in un’attività di scandagliamento sistematico dei fondali (ben due volte alla settimana), a una profondità di 2-20 metri nella speranza di trovare ancora qualche individuo marino sopravvissuto per aiutare la scienza biologica nella loro opera di salvataggio della Pinna nobilis. Le speranze sono poche, tanto che Tara, Sara, Mara e Pina sono accuratamente segnalate e inserite nella banca dati dell’Istituto per la tutela dell’ambiente e della natura operante nell’ambito del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile. Si confida in questi pochi, preziosissimi esemplari esistenti per vedere nuovamente colonizzati i nostri mari. L’Eko more di Medolino invita tutti coloro che potrebbero avere un’informazione utile o che notano un’eventuale presenza di pinne sui fondali di segnalarla tramite contatti forniti dalla pagina Facebook dell’Associazione.

La Pinna Nobilis denominata Tara

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