Un anno di consigli e misteriose «strigarie»

Le proprietà curative della malva

Streghe, maghi, fattucchiere, incantesimi, malocchi e pozioni magiche. Questo per puro divertimento, si capisce. Lasciando da parte gli scherzi e l’ingenuità dei tempi passati, il calendario-almanacco della Comunità degli Italiani di Pola è diventato un vero e proprio taccuino dell’erborista provetto, che passa in rassegna una dozzina di erbe officinali, elargisce consigli sulla raccolta, la conservazione e la preparazione, ne elenca le principali proprietà curative e depurative per l’organismo, fino a fornire una singolare lista di ricette originali per la produzione di decotti, macerati, tinture, balsami e pomate. Bellissimo, questo calendario 2020 della CI. La particolare impostazione del tema (oltre l’erboristeria, un prezioso novero di aneddoti, leggende e curiosità sulla superstizione dei tempi passati) viene così a sposarsi perfettamente con la curiosa… numerologia dell’anno a venire, di cui la perfezione del numero doppiamente “tondo” (2020) controbilancia l’imperfezione dell’anno bisesto (infatti il 2020 avrà 366 giorni invece che 365). Per cui, se i numeri dicono che c’è da temere il peggio, nulla ci vieta di sperare nel meglio.
Come i nostri veci
Vediamo di descrivere la pubblicazione nei suoi tratti essenziali. Testi, grafica e impaginazione sono di Alessandro Lakoseljac Ukmar, che ha attinto a varie fonti popolari, in una certa misura fornite da Roberto Hapaker. La tiratura è di 750 copie, che vengono distribuite ai soci della Comunità degli Italiani, editore della pubblicazione. Il calendario-almanacco è stato presentato nel corso della serata artistico-conviviale di fine anno che ha avuto luogo la scorsa settimana. Nella prefazione si legge, per esempio, che ai dodici mesi sono state affiancate dodici piante, alcuni modi di dire e numerosi rimedi popolari per sconfiggere problemi di salute reali e immaginari (allontanare paure ataviche, malocchi, incantesimi e diavolerie varie). Un tempo – si legge ancora nella prefazione – ogni nonna è stata un’enciclopedia vivente di inspiegabili “strigarie” apprese nel momento del bisogno da altre nonne non meno sapienti, sicché l’arte di riparare ai danni del destino avverso è stata tramandata da generazione in generazione come un bisbiglio magico da custodire con gelosia (e un po’ di riverenza) entro le mura di casa. Si ricorda per esempio che un tempo, “i nostri veci” usavano inchinarsi e farsi il segno della croce di fronte al presunto bassorilievo di San Giovanni Battista sulla cinta muraria. In realtà il bassorilievo raffigurava Esculapio, il dio pagano della medicina, e non san Giovanni, al quale la tradizione popolare attribuì gli stessi suoi poteri. Le credenze, dunque, cambiavano (o mutavano di nome) ma le preoccupazioni rimanevano le stesse. Il passaggio dalla sfera sacra e da un registro elevato a una dimensione più terrena e profana dei fenomeni e delle cose, accadeva di continuo, sicché denominazioni e personaggi nuovi andavano a colmare continuamente i vuoti di quelli che erano caduti in disuso.

Il ginepro in cucina e in medicina

La saggezza dei mesi
Gennaio apre il calendario con un detto popolare verissimo (“Le erbe xe tante quante xe le malattie”) e propone come primo rimedio ai mali dell’uomo il rosmarino. Quali sono le parti utili della pianta, come si raccoglie, come se ne preparano tinture, sciroppi, macerati e vini aromatizzati, quali sono le sue azioni sull’apparato digestivo e respiratorio, quali le controindicazioni. Il mese chiude con un consiglio di quelli che ormai non fanno altro che suscitare sorrisi: “Bisogna star ‘tenti a cossa se porta in scarsela: porta ben gaver una castagna selvadiga, ma guai portar l’osso del persigo”. Similmente, si susseguono gli altri mesi dell’anno: febbraio passa in rassegna le proprietà del carciofo e i poteri magici della scopa in quanto “strumento de lavoro dela suocera e dele strighe”, marzo esordisce con un’altra sacrosanta verità (“Erba no fa grasso”) per passare ad annoverare tutti i pregi e le proprietà depurative, diuretiche, emostatiche dell’ortica, fino a svelare i poteri magici del cavolo, altrimenti detto “capuso”, per cui basta tenerne una foglia sulla parte del corpo che ci duole, durante il sonno, e tutto il male verrà meno.
Aprile dice tutto sulla ruta e i suoi benefici per l’apparato muscolare e poi spiega per filo e per segno i significati del modo di dire “toca fero”. Naturalmente, come sappiamo bene, il gesto relativo porta via tutte le “pegole”. Maggio parla del papavero rosso e di altri rimedi contro le “strighe”, giugno propone un sunto delle qualità benefiche della malva e un curioso elenco dei pregi e delle virtù delle “strighe” (che evidentemente non sono sempre alleate del demonio), luglio passa in rassegna tutti i vantaggi della salvia e spiega perché non bisogna mai farsi il segno della croce con la mano sinistra (“che xe la man del diavolo”). Agosto porta in scena il dente di leone, altrimenti detto soffione, e le sue proprietà depurative, diuretiche, lassative. Settembre introduce le virtù della “panocia” e accenna al timore per la presenza della civetta, l’uccello del malaugurio per eccellenza. Gli ultimi tre mesi dell’anno parlano del ginepro e delle porte (ottobre), dell’alloro e dei fazzoletti (novembre), dell’olivo e del pane (dicembre). A proposito del pane. “Guai tignirlo voltado. El rapresenta el corpo del Cristo e tignirlo girado xe giogarse col diavolo”.

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