Togli loro di mano i videogiochi di ruolo d’azione/picchiaduro, impediscigli di visitare il mondo in dimensione virtuale o attraverso le fiction mass mediatiche e vedrai che successone. É la linea di pensiero evidentemente adottata dalla Scuola elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, che per ospitare l’edizione 2025 della storica manifestazione “I colori dell’autunno” coniata dall’Unione Italiana, ha fatto centro.
Colpito nel segno con la didattica più genuina e autentica che ci sia, perfetta per lasciar scoprire le piccole eccellenze storiche racchiuse dentro alla “misteriosa” città dell’Arena. Perché propinare il falso artificiale a quei 258 bambini (classi terze e quarte), provenienti da tutte le scuole della Comunità Nazionale Italiana di Croazia e di Slovenia, quando “Pola nel tempo” (titolo del progetto di quest’anno), si può toccare con mano, vivere senza schermo e assaporare in ogni suo angolo e pietra foriera di vecchi racconti. Basta andare all’arrembaggio, da bravi piccoli corsari assetati di desiderio di trovare il tesoro. Il tesoro più prezioso, quello della conoscenza.
Accoglienza alla Martinuzzi
Gli allegri equipaggi sono salpati in prima mattinata a bordo delle loro navi alias corriere delle elementari di Fiume, Capodistria, Pirano, Umago, Rovigno, Buie, Cittanova, Parenzo, Dignano, Umago e pulmini di tantissime sezioni periferiche (Momiano, Siciole, Gallesano, Verteneglio, Valle, Bassania…), per arrivare a destinazione, nonché rifocillarsi con merenda e bevande necessarie ad aguzzare l’ingegno, anche perché non è facile affrontare poi la sfida del leggere e capire quella mappa delle rotte e cifre occulte, che si intersecano dentro alle raffigurazioni delle stradine e clivi di città-vecchia.
Il divertimento in compagnia, attraverso percorsi unici che si sono snodati nel cuore urbano, sventolato dai refoli ancora “impertinenti” della bora, si era acceso subito, già dal piazzale antistante la scuola che ha ingaggiato a sorpresa gli artisti trampolieri con le loro attraenti performance. Poi la foto aerea scattata dal drone sopra i campi sportivi del circondario scolastico, il benvenuto canoro-musicale offerto dalla compagine diretta da Samantha Rocco Popović in palestra, l’ufficialità dei discorsi d’inaugurazione dell’evento e, finalmente, il “comando” alla flotta impartito dall’insegnante Anna Giugno, regista, ideatrice e coordinatrice della colorata impresa autunnale, concepita in seno alla “Martinuzzi”. Ed ecco, tutti protagonisti di un’avventura senza pari prendendo d’attacco l’Arena, Piazza Dante, l’Arco dei Sergi, il Teatro romano minore, il Castello, il rifugio Zerostrasse, Monte Zaro, il Casinò Marina, il Quartiere di San Teodoro, il Ninfeo. Finita felicemente in ostaggio anche la Comunità degli Italiani di Pola.

All’arrembaggio: è caccia al sapere
Non è stata una competizione quanto, esattamente come annunciato da Anna Giugno, un viaggio emozionante attraverso un percorso su tante tappe che hanno permesso di svelare la profonda e autentica identità storico-culturale del territorio urbano e delle comunità che lo hanno abitato in epoca romana, veneziana ed austriaca. Ogni squadra, guidata dal team degli alunni, ciceroni della Martinuzzi (riconoscibili dalle verdi corone d’alloro), ha avuto l’opportunità di immergersi negli angoli di Pola, trasformati in escape room, giochi di fuga dal vivo. Hai voglia a trovare codici e indizi per risolvere enigmi, rompicapo e indovinelli di ogni sorta. La Martinuzzi ha architettato veramente di tutto, in stile ambientale e temporale, a prova di logica ed intuito: la scacchiera di Polibio e il suo sistema crittografico, i codici di Cesare con cifrari per comunicazioni protette, puzzle, preparazione di merende romane e histriche, i sette colli di Pola da trovare con l’aiuto della bussola, cruciverba, rebus dei cocci d’anfora da risistemare per rigenerare il recipiente frantumato ed anche recite, canzoni.
Apertura dello scrigno con suspance
A seguire, ecco il gran raduno in Piazza Foro – salutato dal vicesindaco in quota CNI, Vito Paoletić – per portare con sè i misteriosi codici individuati ed estrapolati dai vari siti grazie al buon spirito di gruppo. Soltanto mettendoli insieme è stato possibile aprire lo scrigno del tesoro. Dentro, tantissimi bei regali in ceramica da portare via come meritato trofeo. Premi anche alla Comunità degli italiani. A parte il bel pranzo e le prove generali per cantare tutti assieme l’inno di Pola “Vedendo te mia Rena”, in segno di commiato, c’è stato ancora un momento molto molto speciale. La consegna in omaggio a tutte le scolaresche della nuova mascotte dell’Unione Italiana su banner: un gufo con tocco (cappello universitario), inequivocabile simbolo ancestrale di saggezza e sapienza, in quanto legato alla dea greca Atena.
Gufo sapiente, mascotte dell’UI
Come mai quest’animale che nelle fiabe dispensa consiglio e conoscenza? La risposta è arrivata per voce del presidente della Giunta esecutiva UI, Marin Corva ancora nell’ambito dei discorsi ufficiali a scuola: “Quest’anno, abbiamo per voi la presentazione della nuova mascotte dell’UI. È una proposta davvero particolare perché l’abbiamo voluta far nascere con l’aiuto dei bambini di silo, prima e seconda classe, che tramite concorso hanno ricevuto il compito di idearla e votarla, per poi farla stilizzare dai designer. Non è da considerarsi un’iniziativa vitale, però molto interessante, perché stiamo notando che anche con queste piccole proposte si riesce ad essere più incisivi. Con questa mascotte su roll up i bambini riusciranno a riconoscere ed a inquadrare l’UI, non come concetto astratto ma qualcosa di tangibile”.
Propositi raggiunti e soddisfazione
Al gran raduno scolastico c’è stato il saluto ufficiale di Luka Brussich, dirigente della scuola che si è guadagnata tutte le lodi e la piena ammirazione del vertice dell’UI, per l’enorme mole di lavoro compiuto al fine di generare un vero e proprio progetto allargato in tutta città ad un enorme pubblico di bimbi protagonisti. Parole di saluto riservate anche a Debora Radolović, preside della SMSI Dante, scuola vicinante che condivide sempre i più bei momenti di vita scolastica dall’elementare in su, come pure a Patrizia Pitacco e Sabrina Bachich, titolare rispettivamente referente del settore “Istituzioni prescolari, scolastiche ed universitarie” della GE dell’UI. Interpelliamo la prima che ci esprime la propria soddisfazione nel vedere realizzata un’ulteriore giornata di studio interdisciplinare del territorio. “La caratteristica di quest’incontro è che ogni scuola ospitante interpreti l’appuntamento come meglio crede e soprattutto in base alle peculiarità del luogo di accoglienza, perché allo stesso tempo si saluta sì l’autunno però propone anche una lettura del territorio. Un tanto perché cerchiamo di correlare quest’attività – che può sembrare ludica ma che in effetti è attività di apprendimento – con quello che è la caratteristica della materia di natura e società” Non vi è ombra di dubbio che l’augurio formulato da Luka Brussich: ”sono sicuro che porterete con voi un bel ricordo vivo nel tempo…”, si sarà eccome avverato.

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