Tecnologia germicida per combattere i virus

La Comunità islamica polese ha donato all’Ospedale 4 strumenti per la disinfezione di stanze ambulatoriali

Donatori e team ospedaliero al momento della consegna

I procedimenti di sanificazione dell’ambiente ospedaliero necessitano di disinfettanti, amuchina, perossido d’idrogeno e quant’altro, ma grazie alle innovazioni è possibile anche ricorrere a sistemi e metodologie all’avanguardia e particolarmente efficaci contro gli agenti patogeni, incluso il coronavirus. L’istituzione sanitaria di Pola, in piena fase di trasloco dal Marina alle strutture di via Zagabria, ha guadagnato e sistemato nei nuovi ambienti attrezzature aggiuntive, una tecnologia a forte effetto germicida del valore di 34.100 kune: quattro apparecchi per la disinfezione di stanze ambulatoriali o camere dei degenti mediante filtri e raggi ultravioletti. Il contingente è stato consegnato grazie al contributo della Comunità islamica polese, specificatamente dalla sezione cittadina dall’Associazione umanitaria Zinat. Sentiti i ringraziamenti rivolti alla medesima da parte del dott. Ivica Fedel, responsabile dell’Unità ospedaliera per il controllo delle infezioni. “Questi apparecchi – ha detto – aiuteranno una più facile osservanza delle misure epidemiologiche pur permettendo una maggiore fluttuazione dei pazienti, per cui non saranno necessarie pause, arieggiamenti e disinfezioni aggiuntivi negli ambienti dove troveranno utilizzo. Come tali serviranno sia al personale medico sia ai pazienti”. Onorata di poter effettuare la consegna, la presidente della Zinat, Sadžida Jukan, che a nome della Comunità islamica polese ha tenuto a risaltare la volontà di fare beneficenza e di impegnarsi per aiutare il prossimo, in sintonia con il periodo del Ramadan, che invita a compiere gesti di solidarietà. Dalla Jukan un ringraziamento ai tanti donatori che hanno partecipato alla raccolta di fondi per rendere l’acquisto fattibile su indicazione della direzione ospedaliera. A seguire una dimostrazione sul funzionamento pratico e l’uso dell’apparecchiatura da parte della dott.ssa Lorena Stipanović Lazarić, del team addetto al controllo delle infezioni mediche. A parte il fatto che la luce ultravioletta, fioca e azzurrina, colpisce l’occhio ed è molto pericolosa per la vista, ecco che in detto caso i raggi non vengono irradiati da una lampada esterna, ma “trattenuti” all’interno dell’apparecchio che fa passare l’aria attraverso un filtro e i raggi UV-C germicidi fino a rimescolare 80 metri cubi di aria nel giro di un’ora. Basta quindi un’oretta di funzionamento per sanificare una stanza di 50 metri da virus, batteri, funghi, muffe e acari grazie all’effetto distruttivo esercitato dalle radiazioni sul loro DNA. Detti congegni potranno essere facilmente trasportati con le loro ruote in tutto l’ospedale garantendo la disinfezione con un buon margine di sicurezza contro il Covid-19.

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