Tartarughe marine liberate a Verudella

Dusko Marusic/PIXSELL
Il saluto alla tartaruga

La spiaggia “al Faro” non solo è un luogo di culto della storia della balneazione polese, ma è anche il luogo in cui da diciotto anni a questa parte si assiste alla pittoresca cerimonia della liberazione delle tartarughe marine curate presso il Centro 
di recupero dell’Acquario marino di Verudella. E si tratta ormai di una tradizione che centinaia di famiglie polesi seguono con devozione perché questi placidi animali marini suscitano immediata simpatia, mentre il fatto che siano a rischio d’estinzione ne ha fatto un simbolo della lotta contro l’inquinamento dei mari. Non c’è da stupirsi dunque che nemmeno l’acquazzone estivo che si è riversato di colpo sulla città venerdì scorso non abbia trattenuto il pubblico dal desiderio di salutare le tartarughe prima del loro ritorno al mare aperto. Dopo la cura da alcune settimane ad alcuni mesi prestata loro dai veterinari e dai biologi marini del Centro, sotto la supervisione di Karin Gobić Medica dell’Acquario di Verudella, Stella, Rada, Cuki, Mimi, Neven e Marinela sono state dichiarate in grado di cavarsela da sole in mare aperto e quindi liberate con tanto di applausi e manifestazioni di giubilo del folto pubblico. Ma tre dei rappresentanti della stessa specie non hanno avuto la stessa fortuna. Lunga, Tylago e Rafael resteranno in cura fino a quando non avranno dato segni duraturi di buona salute.
Ogni tartaruga in cura a Pola ha una propria storia. Stella ha 25 anni e pesa 42 chilogrammi. È stata trovata in condizioni di ipotermia, apatia e malnutrizione lungo le coste dell’isola di Lussino. Rada (30 anni, 40 chilogrammi) è stata salvata nel Parco naturale di Talaščica sull’Isola Lunga (Dugi Otok), galleggiante e agonizzante. Cuki è stato liberato dalla morsa di una rete da pesca presso Medolino e ricoverato per accertamenti sul caso, Mimi “la grande” (70 centimetri la lunghezza del carapace) è stata tirata a secco perché sembrava malata, ma poi gli esami veterinari hanno provato il contrario.

Il piccolino Neven di 3 chilogrammi e Marinella di 2, praticamente due cuccioli di tartaruga, sono rimasti intrappolati nelle reti da posta e ricoverati per cure e accertamenti. 

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