Tamara Brussich: «I nonni non hanno sostituti»

Prima conferenza autunnale del ciclo «Gli anni d’oro» a cura dell’Istituto regionale di salute pubblica

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Tamara Brussich: «I nonni non hanno sostituti»
Quando il display mostra 134/77 mmHg è il caso di tenere la pressione sotto controllo. Foto: DARIA DEGHENGHI

Bruciano le tappe, gli anziani, e superano persino gli scolari, che torneranno tra i banchi di scuola solo l’8 settembre. Diversamente dai nipoti, i nonni sono tornati tra i “banchi” della Sala di lettura del Club dei pensionati ai Giardini per la prima conferenza autunnale del ciclo “Gli anni d’oro”, promossa dall’Istituto regionale di salute pubblica in collaborazione con la Biblioteca civica di Pola. Nel ruolo di relatore Tamara Brussich del Dipartimento per la promozione della salute dell’ente pubblico di profilassi, che negli ultimi vent’anni dedica notevole tempo e risorse alla prevenzione per ridurre le conseguenze più spiacevoli delle malattie croniche tendenzialmente trascurate. L’argomento ha toccato varie discipline pedagogiche e psicologiche, la qualità dell’educazione moderna rispetto a quella di un tempo, i suoi pregi ma anche i suoi difetti, con un accento particolare sul ruolo dei nonni in famiglia, che “non si riduce assolutamente a quello di baby sitter di ripiego”, come ha fatto presente la Brussich, perché il nonno, la nonna o, meglio ancora la coppia dei nonni, sia materni che paterni, con la pazienza maturata negli anni, la capacità di ascoltare senza le distrazioni della tecnologia di cui non sono succubi come i figli e i nipoti, l’abitudine di raccontare le storie alla vecchia maniera, sono artefici di un’educazione parallela che la famiglia di base o la scuola non sono in grado di produrre.

Un bagaglio di memorie
I nonni insegnano la storia delle famiglie, possiedono un bagaglio di memorie molto più suggestivo di quello dei genitori, insegnano e trasmettono “l’identità” del ceppo famigliare, locale o nazionale, sono custodi di tradizioni che altrimenti si perdono, e in verità col passare di un tempo sufficientemente lungo si trasformano o si perdono comunque. Le filastrocche, le poesie, le fiabe, i racconti, gli aneddoti di famiglia, il modo di attaccare discorso cominciando con “quella volta che non avevamo nemmeno la televisione…” non ha pari nell’educazione che viene impartita dalle istituzioni ma anche dai genitori e quindi, per tagliare corto, i nonni non hanno sostituti. La sola fortuna sta nell’averli ancora accanto, perché al giorno d’oggi, con la posticipazione delle gravidanze e dei parti, si esaurisce anche la stessa capacità dei nonni di accudire i figli dei propri figli.

Amore incondizionato
I nonni offrono amore incondizionato laddove i genitori devono per forza fare leva sui divieti tassativi, producono sicurezza, insegnano i valori di ieri e di sempre, contribuiscono al benessere emotivo di tutti i membri della famiglia. Sono i depositari della storia famigliare e collettiva, insegnano a guardare indietro nel passato, a considerare l’esperienza che l’umanità ha già vissuto per non lasciarsi abbagliare da un futuro che promette tanto ma poi si smentisce o inganna deliberatamente. I nonni insegnano a guarire un trauma psicologico, un danno emotivo precoce già sperimentato in famiglia che rischia di provocare conseguenze durature, talvolta indelebili. Infatti la maturità e l’esperienza dell’anziano hanno prodotto quel bagaglio di strumenti indispensabili per cercare la soluzione migliore ad alleviare i primi tormenti del bambino alle prese con un mondo che non è mai stato né mai sarà il paese di Bengodi. Per cominciare bene la stagione delle iniziative autunnali, un appuntamento quasi d’obbglio al Club dei pensionati non è potuto mancare: la misurazione del tasso glicemico e della pressione arteriosa che hanno dipinto un quadro di anziani in perfetta salute (o quadi).

Tamara Brussich nel ruolo di relatrice.
Foto: DARIA DEGHENGHI

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