Su Casa Štiglić premono 3.200 richieste di ricovero

In mancanza di soluzioni a più breve termine, l’istituzione istriana ha in piano di effettuare una totale revisione e verifica delle domande accumulate. «Sarà un lavoro amministrativo enorme», spiega la direttrice Doris Ivanković

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Su Casa Štiglić premono 3.200 richieste di ricovero
La nuova struttura che andrà ad aumentare le capacità ricettive dell’Aldredo Štiglić. Foto: GIULIANO LIBANORE

I lavori di costruzione del nuovo edificio da 7 piani in via Krleža in funzione della Casa degli anziani, stanno procedendo in maniera ininterrotta, senza aver subito sosta alcuna manco nel periodo estivo più critico, ma il vero “miracolo”, in fatto di capacità di adattamento alla temporanea situazione da regime edile, si sta compiendo all’interno della vecchia residenza sanitaria assistenziale. Sulla medesima premono niente meno 3.200 richieste di ricovero inoltrate da altrettante persone in lista d’attesa! Mai così tante. A confermare il dato di fatto è la stessa direttrice della Casa, Doris Ivanković, mentre è lecito risaltare che non si tratta di soli numeri, dietro ad ogni domanda c’è una persona, una famiglia con un bisogno reale. A causa di forze maggiori, il lunghissimo elenco che la scorsa primavera contava circa 2.800 richieste adesso è diventato ancora più lungo e continua a crescere di giorno in giorno. La natura dell’impasse è aggiuntiva, a parte la dimensione sociale e sanitaria dell’invecchiamento che pesa anche su Pola e su tutta l’Istria meridionale, è lo stesso cantiere in loco, con la demolizione di numerosi ambienti di ricezione, ad avere aggravato una situazione insostenibile nella struttura per anziani, cui fa capo la Regione istriana. Pur mettendo in campo un operato oltremodo efficiente e di qualità nel caso dello Štiglić, è tutto il contesto reale della popolazione sempre più anziana che continua a gridare una necessità di intervento allargato in direzione della apertura di più istituzioni, strutture e indirizzi su un territorio allargato.

Non esiste un’istituzione cittadina
“Grazie alla Regione istriana, stiamo sì ampliando la nostra Casa, ma quello che manca è una struttura prettamente cittadina – evidenzia Doris Ivanković –. Il problema di fondo è che Pola non dispone di una residenza per anziani propria al pari di Albona, Pisino, Umago e Parenzo. Ben venga la costruenda sistemazione cui sta provvedendo il Comune di Medolino con il quale collaboriamo in vista della realizzazione di un progetto, che contribuirà eccome ad accontentare le necessità pubbliche e distribuirle su un territorio più allargato. Va precisato, che l’allungamento esponenziale della lista d’attesa, dovuta alle richieste che si spingono nella nostra direzione, è dovuto in parte anche alla riduzione della disponibilità: avevamo 153 posti letti, calati a soltanto 115 in seguito all’apertura del cantiere, perché si è dovuto procedere con la totale demolizione dell’ala aggiuntiva dove ci stavano ben 24 ambienti, in funzione di degenza, cucina, ambulatori e magazzino. Un tanto aveva comportato una totale riorganizzazione degli spazi, la rinuncia alla comodità, la perdita di luoghi di sosta e di passaggio, con tanto di comprensione da parte degli assistiti e loro famiglie che hanno accettato di buon grado le esigenze del cantiere”. Come attesta la direttrice, la prospettiva è buona: da quei precedenti 153 posti letto si passerà a 241 (distribuiti in camere doppie con bagno per ciascuna), e l’inquietante lista dovrebbe poter ridursi pur dovendo aspettare ancora più o meno un anno.

Le richieste reali sarebbero 1.500
Nel frattempo, per poter un giorno godere di una maggiorata possibilità di accoglienza in seno alla residenza, in questo momento, a Pola, si sta soffrendo di una delle peggior crisi di posti letto per anziani entro strutture convenzionate. Chi si trova in questo momento a gestire lo Štiglić sta facendo l’(im)possibile per funzionare con pochissimo spazio di manovra a causa di una crisi logistico-strutturale che mette a dura prova, mentre da fuori preme il crescente bisogno di ricovero. Vero è anche che la lista dei 3.200 non contiene del tutto necessità impellenti. Mettendo al bando il rischio di interpretare una situazione in maniera ancora più critica di quella che è nella realtà, la direttrice dello Štiglić rende chiara una valutazione statistica: “Il problema risulterebbe deflagrare anche per ragioni di prenotazione molto anticipata da parte di numerosi cittadini, che pianificano il proprio futuro assistenziale. Delle 3.200 richieste finite sul tavolo, vi sono circa 1.500 inoltrate da anziani con bisogno impellente. É questa la reale quota di popolazione interessata da sindromi croniche come l’Alzheimer e altre demenze, che veramente impatta sulle famiglie ed il sistema sanitario locale”. Un tanto senza contare coloro che hanno “concesso” lo sgravio al sistema assistenziale pubblico facendo ricorso al settore privato delegando l’enorme peso al budget di casa.

In vista l’aggiornamento delle liste
In mancanza di soluzioni a più breve termine e per rendere il quadro della trafila meno drammatico, più ordinato e meglio gestibile, l’istituzione istriana ha in piano di effettuare una totale revisione e verifica delle domande accumulate. “Sarà un lavoro amministrativo enorme – annuncia Doris Ivanković – tale da metterci davvero alla prova per inventariare, una per una ciascuna richiesta. L’obiettivo è quello di addivenire a due liste separate: quella delle maggiori urgenze e l’altra riguardante i notificati per un futuro più lontano, che con questa modalità cercano una maggiore garanzia assistenziale. Non so quanto tempo impiegheremo, tuttavia da qualche parte bisogna pur cominciare tanto che tutti i prenotati verranno uno ad un contattati, al fine di aggiornare le liste. Meno critica è invece la situazione a livello di altri servizi da noi offerti: centri e nuclei di assistenza diurna, aiuti a domicilio, distribuzione dei pasti, per i quali l’attesa non va oltre ad un paio di mesi”.

Come cresce il nuovo grattacielo
Dalle finestre del vecchio Štiglić, intanto, si sta a guardare come cresce il nuovo grattacielo, per una spesa pubblica di 10,69 milioni suddivisa a metà tra Regione e Città di Pola. Ad occhio e croce si è saliti fino a metà, all’altezza del quarto piano pronti a compiere la scalata sulle costruende strutture del prossimo, il quinto. Stando al rapporto appena fornito dalla Regione istriana, i lavori in cemento armato avevano raggiunto il terzo piano entro la fine del primo semestre del 2025, e avevano riguardato la costruzione dei muri, delle colonne portanti, delle strutture piane dallo scantinato in sù, completando nel contempo la deviazione del sistema della canalizzazione in funzione del nuovo edificio, nonché i primi interventi per la realizzazione del circondario. Tutto è tranquillo ora, memori dello spauracchio del rumore che aveva scosso soprattutto i degenti nella fase invernale, che riguardava la demolizione delle vecchie costruzioni e gli scavi per le nuove fondamenta. Dallo Štiglić lodano la pazienza di tutti, anche del vicinato in virtù del fatto che si è pienamente coscienti dell’importanza dell’opera in atto.
Organizzazione e logistica a parte, alla Casa per anziani si sta di giorno in giorno affrontando un’ulteriore vera impresa. Reperire i quadri professionali ad assicurare le necessità dell’utenza dei servizi entro un mercato del lavoro sempre più carente. Servono infermieri e assistenti per la prestazione delle cure e dell’igiene. L’energia viene spesa in colloqui quotidiani alla ricerca dei candidati, mentre si rinnova l’appello a coloro che detengono le qualifiche professionali richieste di farsi avanti.

L’area del cantiere recintata.
Foto: GIULIANO LIBANORE

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