SMSI Dante regista de «La Locandiera»

Gli studenti della Scuola media in lingua italiana si sono qualificati alle gare regionali di Lidrano

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SMSI Dante regista de «La Locandiera»
Foto Smsi Dante Alighieri

Divertimento, applausi e tanta approvazione: è questo che ha suscitato la Scuola Media Superiore Italiana, Dante Alighieri di Pola tra il pubblico di Lidrano, tradizionale e apprezzata rassegna nazionale dedicata alla creatività letteraria, drammaturgica e giornalistica degli allievi delle scuole elementari e medie-superiori. E la giuria, incaricata a livello della Città di Pola, ha detto sì al piazzamento per le gare regionali della Regione, in calendario il 23 febbraio. La nostra squadra di rappresentanza ha difeso i colori della scuola scendendo in campo con una formula vincente. La messa in scena de “La Locandiera”, un assoluto evergreen adatto anche ai laboratori teatrali scolastici e alla Dante si è stati in grado di intuire quanto il capolavoro teatrale di Carlo Goldoni sia in grado di toccare corde che gli adolescenti sentono ancora molto vicine, nonostante i costumi del “cicisbeo”, Settecento.
Nessuna pretesa di salire sul palcoscenico con tutti e tre gli atti della commedia, bensì con un sunto, un estratto volutamente eloquente e ben architettato per trasmettere quelle idee di fondo, che fanno funzionare così bene e per secoli il pensiero del grande drammaturgo. Ecco cosa hanno fatto. La bibliotecaria Alda Trbojević, già esperta professionista in materia di partecipazione alle edizioni di Lidrano, ha fatto da capitano all’allestimento della famosa locanda fiorentina e da mentore agli allievi suoi avventori, che hanno infilato i panni degli intramontabili personaggi protagonisti, nei costumi originali della Serenissima moda. Et voilà la leggendaria Mirandolina, alias Anna Bianco, il pappamolle e decaduto marchese di Forlimpopoli ossia Alex Mečava, il borioso Conte di Albafiorita cioé Ivan Terlević e ovviamente, “Lui” il gran misogino, il burbero Cavaliere di Ripafratta di cui si è travestito Oscar Penso. E poi tanto per “tradire” Goldoni ecco pure la voce narrante di Danea Crevatin, che ha aiutato il pubblico ad accomodarsi meglio nel movimentato locale, simbolo di una società dinamica e di intricati rapporti umani.
Hanno sgobbato più o meno quattro settimane, e, così poco e bastato per farsi riconoscere, grazie alla passione investita, all’entusiasmo, all’impegno, allo spirito di squadra. È di questo che si compiace maggiormente la prof. Trbojević, da regista e sceneggiatrice, che però lascia ad intendere quanto l’esperienza educativo-formativa sia scaturita da tanto divertimento. Vi è il gioco della seduzione e dell’identità, l’imitazione dell’intelligenza della protagonista nel gestire i rapporti sociali e nello smontare l’arroganza maschile, la voglia di prendersi per i fondelli e di ridere tutti assieme. Per i ragazzi, la presa in giro e l’ironia tra teenager è spasso, maliziosità ed anche dinamica di corteggiamento rifiuto e manipolazione tra coetanei che si simpatizzano e cominciano ad intessere le loro prime “maldestre” storie d’amore giovanile. Sarà che i personaggi ricostruiti in versione Dante non sono tipizzati, ma resi simpaticamente reali fino a trasmettere con trastullo il tema serio del buon senso e della saggezza che, come dimostrato da Mirandolina, astuta, sensuale, ingegnosa e spiritosa, simbolo precursore dell’emancipazione femminile, “è più forte dei titoli e dell’oro”. Auguri per la prossima messa in scena.

I partecipanti della Dante con l’insegnante Alda Trbojević. Foto Smsi Dante Alighieri

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