Basta con gli adescamenti online, basta con il cyber bulling, basta con le violazioni della privacy e soprattutto basta con la pornografia e gli abusi sessuali che arrivano via Internet: a dirlo è la Regione istriana che pur non detenendo strumenti a sufficienza per contrastare in tutta efficienza le piaghe dell’era tecnologica diffusesi su scala planetaria, ha individuato una modalità con cui tentare di difendere i suoi cittadini, giovani soprattutto, dall’imperante aggressione elettronica. Il presidente della Regione istriana, Boris Miletić ha annunciato ieri l’avvio delle prime attività all’istituendo Centro per la sicurezza in Internet. Lo ha comunicato in sede di incontro stampa assieme a Tomislav Ramljak, direttore del Centro per bambini dispersi e maltrattati di Osijek, ente operante da ben vent’anni a livello nazionale anche sotto forma più estesa a unità di difesa dei bambini dalle insidie Internet. É a Osijek che Pola ha ricorso per riuscire ad istituire ed organizzare un centro tutto suo, con uffici e ambienti da conferenza e laboratorio, in via Venezia (adiacenti alla Società di sviluppo istriano IDA), che come da contratto di collaborazione con Osijek, avrà garanzia di funzionamento tramite assegnazione di 450mila euro da versare nel corso dei prossimi cinque anni, per cui il bilancio regionale 2026 ha già devoluto la cifra di 90mila euro.
Responsabilità sociale
“Abbiamo voluto agire con responsabilità sociale in questa direzione perché – così Miletić – la Regione istriana ci tiene particolarmente alla tutela dei suoi cittadini, soprattutto dei bambini che hanno ogni diritto di venire salvaguardati usufruendo di una navigazione in Rete in tutta sicurezza. Conta pertanto disporre di questo che vuole essere un’istituzione di qualità, un punto di riferimento per un Internet più sicuro in grado di informare, consigliare, assistere i ragazzi, i genitori, gli insegnanti, i pedagogisti e i prestatori di assistenza in merito alle questioni digitali e alla lotta contro l’abuso sessuale su minori online”. La fondazione del Centro istriano di sicurezza Internet non è un’iniziativa nata ad hoc, quanto un buon prodotto preconfezionato dopo che Osijek aveva già promosso numerose proposte itineranti (seminari, conferenze, consultazioni negli ambiti scolastici soprattutto), tese alla sensibilizzazione del pubblico in merito al problema che si sta aggravando in maniera direttamente proporzionale ai progressi della tecnologia. Lo scorso maggio 2025, era stata sottoscritta la lettera d’intenti, poi alla fine dell’anno scorso anche l’accordo su obblighi e responsabilità reciproche tra Istria e Osijek, fino ad arrivare alla contrattazione definitiva.
Conoscenza e prevenzione
Stando a quanto annunciato dal leader regionale, sarà questo un luogo di conoscenza, di informazione, di supporto e soprattutto di prevenzione atto ad organizzare in maniera più sistematica e mirata consultori e iniziative, da estendere in tutti i luoghi della penisola dove ci siano bimbi: oltre alla dimensione privata, scuole, associazioni ricreativo-sportive, enti che propongono attività creative ecc… Pur prendendo atto che numerosi Paesi del mondo stanno facendo ricorso a misure maggiormente restrittive, come nel caso dell’Australia, la parola d’ordine in Istria si chiama per ora prevenzione, tanta prevenzione in quanto si considera che sicuramente un 90 per cento di alunni abbiano subito a scuola almeno una forma di aggressione, mentre la violenza elettronica sarebbe invece un fenomeno quotidiano.
Tomislav Ramljak ha rivolto i propri complimenti alla Regione istriana. “Bravi perché siete riusciti a compiere quest’importante passo e aver procurato uno strumento con cui intervenire nella giungla digitale nella quale è ritenuto che l’80 per cento degli scolari si imbattano in determinate forme di molestia sessuale. La Croazia sta avendo un aumento preoccupante di situazioni registrate: negli ultimi 7 anni si è passati dalle 120 alle 500 segnalazioni, mentre 10mila casi in tutto risultano inseriti in fase di procedura”.
Assistenza psicosociale
Il dispositivo di sicurezza istriana fornitore di strumenti contro le minacce digitali elegge sì i bambini a fruitori primari del servizio, promette sì attività allargata pure ai giovani, ai genitori e ai professionisti, tuttavia si rende disponibile anche alla popolazione intera e agli anziani, troppo spesso vittime ingenue di frodi e ruberie. Stando a quanto aggiunto da Ramljak, al Centro di Pola si dedicherà attenzione pure alla dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorder, IAD), all’uso eccessivo e incontrollato della Rete che per i ragazzi compromette la vita quotidiana, le relazioni sociali e lo studio. Interessante è poi il proposito di attivare veri e propri programmi di assistenza psicosociale e servizi di psicoterapia altamente inclusivi, ovvero rivolti sia alle giovani vittime della rete che ai coetanei che commettono violenza navigando in rete.
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