Sette piani con spazi strutturali di accoglienza per gli anziani di oggi e per quelli che saranno gli anziani del futuro. La residenza sanitaria assistenziale “Alfredo Stiglić” non è più un grattacielo dalla riconoscibile colorazione turchese che si staglia alto nel cielo, bensì una presenza più “gentile” dalle cromature caffè-latte, aderente ad un secondo grattacielo ancora nudo e da rivestire di intonaco cementizio e protettivo di finitura. Più che una nuova ala, quello che è cresciuto adiacente alla vecchia Casa degli anziani, ridipinta a nuovo e ancora avvolta da impalcature e teli, è un secondo enorme edificio multipiano, una sfida unica per gli addetti ai lavori della Radnik di Križevci, che affrontando le esigenze tecniche e architettoniche, sono riusciti a gestire i flussi verticali ed erigere tanto di strutture “incollandole” alla già esistente costruzione di via Krleža 33. Se alla fine della scorsa estate si era arrivati esattamente a metà dell’opera, appostati tra il terzo ed il quarto piano, a fine febbraio è ormai visibile tutta la futura verticalità assistenziale, nonché la vittoria conseguita sugli ostacoli progettuali e costruttivi dettati dalla necessità di crescere in altezza.
Tecnologie costruttive in atto
Enorme è l’area del cantiere che ancora circonda le strutture destinate a ospitare le esigenze attuali e future degli anziani, al punto da inglobare anche ristrutturazioni e opere di rifacimento delle facciate di grattacieli e condomini vicinanti e precludere il passaggio attraverso buona parte della zona verde e boschiva ai residenti in loco. In effetti, a metà strada si è arrivati appena adesso, spostando le forze in campo dalla costruzione edile vera e propria, per concentrarsi all’interno dei sette livelli dell’edificio costruito “al grezzo” e con tanto di porte, finestre, infissi e serramenti già applicati. Spiando più da vicino, ecco in atto le opere di tramezzatura e suddivisione interna con alla mano materiali d’ogni sorta (laterizio, cartongesso, blocchi vari…), per definire le future stanze e corridoi e realizzare i controsoffitti, nonché applicare gli isolamenti interni. Che l’impiantistica sia giunta a buon punto, lo dimostrano i fili sporgenti dalle pareti e tanto di tubazioni da posare per l’installazione degli impianti di riscaldamento e condizionamento, nonché dei sistemi di aerazione ed antincendio. Un’altra sfida costruttiva sarà rappresentata anche dall’accessibilità: gestione di ascensori e montalettighe (necessari al trasporto dei residenti allettati) e, fatto questo, i rivestimenti di piastrelle e la tinteggiatura verranno dopo, assieme all’installazione degli infissi interni e ai completamenti finali vari.

La crescita dei nuclei residenziali
Stando alle dinamiche di procedura e alle previsioni formulate in precedenza, la grande impresa pubblica finanziata con 10,69 milioni assicurati a pari merito dalla Regione d’Istria e dalla Città di Pola, potrebbe venire ultimata entro la fine dell’anno in corso, spianando la strada all’accorciamento della lista d’attesa per il ricovero, che a suo tempo superava le tremila richieste. Per Casa Stiglić, l’avvio della costruzione della nuova ciclopica ala ha gioco forza generato una situazione che rasenta il sostenibile. Come illustrato a suo tempo della direttrice, Doris Ivanković, tutto era partito dalla demolizione della vecchia ala, che aveva comportato la perdita di ben 24 ambienti, in funzione di degenza, cucina, ambulatori e magazzino. I 153 posti letto di prima si sono ridotti a soltanto 115, dentro alla struttura ancora assoggettata ad una totale riorganizzazione provvisoria degli spazi, alla rinuncia alla comodità, alla perdita di luoghi di sosta e di passaggio. Con l’inaugurazione della nuova grande struttura, entro un ambiente in stile domestico e meno ispirato a quello ospedaliero, lo Stiglić potrà accogliere 241 assistiti, ossia 88 in più rispetto al numero massimo degli accolti prima dell’avvio del cantiere edile.
Costi dei servizi lievitati del 30%
Nell’attesa di una sistemazione logistica più adeguata e più facilmente ottenibile, gli utenti che hanno già potuto raggiungere l’ottenimento dei servizi di degenza e di assistenza varia offerti dall’istituzione per anziani, si sono ritrovati nella condizione di dover affrontare spese aggiuntive. Il 2026 è l’anno foriero degli aumenti dei costi di degenza nelle residenze sanitarie assistenziali di tutta la Croazia e manco l’Istria fa eccezione. Nonostante il sovvenzionamento del servizio da parte della Regione istriana, i prezzi sono lievitati all’incirca del 30 per cento, facendo assestare a 639 euro il costo minimo di degenza offerto in camera singola a un anziano autosufficiente e con necessità minime. Lo Stiglić sta offrendo quattro differenti gradi di servizio suddivisi in base all’intensità dell’assistenza sanitaria, infermieristica e riabilitativa richiesta dall’anziano oltre al suo stato di (non) autosufficienza. I costi si adeguano ai medesimi e alla modalità di sistemazione in camera doppia o singola, con o senza comodità aggiuntive, per cui una monocamera con doccia costa ora 737 euro, mentre per esempio una stanza per due comporta 589 euro di spesa per utente.

Come aumenta il tariffario
Il tariffario cambia in caso di attenzioni rivolte ad anziani con una parziale autosufficienza o bisogni sanitari meno complessi. L’assistenza di secondo grado è principalmente socio-assistenziale, con il supporto infermieristico e medico garantito mediante versamento di 737 euro per la monocamera senza doccia, rispettivamente di 844 euro per quella con doccia. I servizi destinati ad anziani non autosufficienti con necessità sanitarie elevate, che offrono assistenza medica e infermieristica quotidiana, riabilitazione, gestione di lesioni (piaghe da decubito), nutrizione artificiale o terapie complesse implicano un tariffario ora ancora più lievitato: 785 euro per la stanza ad uso singolo, 884 per la medesima con doccia e 737 per la camera doppia. All’interno dello Stiglić vi è la sezione specializzata per ospiti affetti da demenze senili o morbo di Alzheimer, che richiedono un’assistenza specifica di riorientamento e tutela personale ed è qui che i costi saltano al livello del servizio di IV grado, per cui la permanenza in camera singola costa ben 1.252 euro, mentre in quella riservata per due si paga comunque una retta mensile da 1.204 euro. Sarebbe auspicabile che con l’acquisto di nuovi e modernissimi spazi a misura d’anziano, anche il tariffario si mantenga a misura dei medesimi.
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