Scuole della salute: un progetto per far crescere bene i giovani

La CI di Pola ha ospitato un convegno promosso congiuntamente dall’Istituto regionale di salute pubblica e la Regione istriana che vede conivolte sei scuole della penisola

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Scuole della salute: un progetto  per far crescere  bene i giovani
L'intervento di Tamara Brussich. Foto Fredy Poropat

Promosso dall’Istituto regionale di salute pubblica e dalla Regione istriana, nella sede della Comunità degli Italiani di Pola si è tenuto il primo Convegno professionale del progetto pilota “Škole zdravlja – Le scuole della salute”, avviato all’inizio di quest’anno. Allo stesso hanno preso parte 6 istituti scolastici, ossia tre Scuole medie superiori e altrettante Scuole elementari della penisola, di cui la Regione istriana è fondatore. Nello specifico, la Scuola media di Arti applicate e design di Pola, la Scuola di formazione professionale “Eugen Kumičić” di Rovigno e la SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie, nonché le scuole elementari “Vladimir Gortan” di Gimino, “Vitomir Širola Pajo” di Santa Domenica e quella di Marzana.

Il boccone della ragione

La prima giornata, quale… introduzione alla conferenza, era dedicata a tre laboratori intitolati “Il boccone della ragione”, indirizzati in primo luogo all’alimentazione sana e sono stati seguiti da una quarantina di alunni. Ieri invece erano in agenda gli interventi dei rappresentanti dei singoli istituti scolastici che hanno aderito a questo primo progetto, con la coordinatrice dello stesso Tamara Brussich, del Dipartimento per la promozione della salute nella società presso l’Istituto regionale per la salute pubblica che ha illustrato questa nuova iniziativa. A prendere per primo la parola è stato il direttore dell’Istituto Aleksandar Stojanović, il quale ha rilevato che accanto a tutti gli incontri che vengono organizzati negli ultimi anni con le istituzioni prescolari e i bambini sino ai 13 ani d’età, la camminata “La salute viene camminando”, i convegni e le attività per gli anziani, si è giunti all’idea di coinvolgere nei programmi i ragazzi delle scuole elementari e medie, considerata le necessità di una corretta educazione in merito all’alimentazione, alla salute mentale e alle attività fisiche, ossia di promuovere degli stili sani di vita.

“All’inizio dell’anno – così Stojanović – abbiamo dato vita a questo progetto pilota intitolato ‘Le scuole della salute, finanziato dalla Regione. Stando a varie indicazioni i bambini e i ragazzi sono persone a rischio, in quanto influenzate da molti fattori che poi ‘si riflettono’ negativamente sulla loro salute e che a lungo termine possono portare a conseguenze gravi. Confidiamo nel fatto che questo non sarà l’unico convegno e che negli prossimi anni allo stesso aderirà un numero maggiore di istituti scolastici. Fermo restando che il programma proseguirà regolarmente pure nel 2026, sempre grazie al finanziamento della Regione istriana”.

La salute mentale

“Accanto alla salute e all’assistenza sociale, l’istruzione rientra tra le priorità nel Piano regionale per la salute 2025 – 2027, in quanto le scuole rappresentano le basi dell’investimento quindi del futuro – ha proseguito Gordana Antić –, vicepresidente della Regione istriana. Il nostro fine è quello di formare una rete regionale delle ‘scuole della salute’, con il compito di far crescere giovani sani, non solamente fisicamente, ma anche mentalmente. Da non scordare nemmeno il problema del sovrappeso che affronteremo parallelamente agli altri obiettivi prefissati”, ha detto Antić, che nella circostanza ha ringraziato tutte le scuole, i docenti e i partner, che con la loro dedizione al lavoro stimolano gli alunni ad un comportamento responsabile nei confronti si sè stessi e degli altri.

L’educazione sanitaria

Tamara Brussich ha puntualizzato che i partecipanti a questo progetto hanno l’occasione di ottenere nuove conoscenze sulla salute mentale, sull’importanza di un’alimentazione sana, dell’attività fisica e delle scelte di vita sostenibili. “La nostra intenzione è quella di introdurre l’educazione sanitaria quale materia interdisciplinare – così Brussich -, come già praticato da alcune scuole. L’integrazione, le attività pratiche, la collaborazione con gli esperti e l’inclusione dei genitori attraverso cicli di istruzione dovrebbero realizzarsi con questa materia interdisciplinare, e in questo senso noi possiamo offrire supporto. I temi principali da trattare sono il sovrappeso e l’obesità, la postura scorretta, nonché la salute mentale, che sono dei problemi davvero grandi in questa età. Inoltre, è importante lo sviluppo delle capacità e/o il potenziamento delle competenze, gli stili di vita sani, l’alimentazione, l’attività fisica e via dicendo. Da non dimenticare la tutela dalle malattie infettive, dall’importanza della vaccinazione in primo luogo contro il HPV (Papillomavirus umano) e così via.

Per portare a termine tutto ciò sono necessarie esperienze nuove, ma anche stare in compagnia, assistere a videolezioni, frequentare laboratori, come fatto dagli alunni nella prima giornata di questo incontro. Perché aderire al progetto? Per il fatto che è vario, moderato ed equilibrato e ultima istanza efficace come tra l’altro lo sono gli altri progetti promossi dall’Istituto regionale di salute pubblica”, ha tenuto a sottolineare Brussich.

SMSI Buie, istituto polivalente
Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti (tra presidi e pedagoghi) dei succitati istituti scolastici, i quali hanno illustrato le rispettive attività svolte nel corso del progetto. Sul finire della prima parte del Convegno a intervenire è stato Franko Gergorić, preside della SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie, nuova e moderna in quanto è stata aperta appena tre anni fa. “Il nostro è un istituto scolastico polivalente, che conta 38 docenti e 123 allievi, e oltre ai singoli indirizzi che offriamo svolgiamo numerose altre attività e progetti, prendiamo parte a concorsi vari e gare sportive, e uno dei vanti è il nostro Gruppo artistico culturale GAC, che conta 30 alunni e che sinora ha ricevuto numerosi premi. Abbiamo svolto numerose visite in città importanti italiane, slovene, francesi e britanniche mentre un’altra peculiarità è rappresentata dal giornalino scolastico ‘Leonardo’, curato dal gruppo di giornalismo.

Infine, dal 2024 prendiamo parte al progetto dell’Unione europea Erasmus+, che viene seguito da 40 alunni delle IV classi. Nell’ambito dello stesso i professori dell’Università degli Studi Roma 3 ci inviano un questionario, e parallelamente stiamo preparando uno spettacolo teatrale, che proporremo il prossimo anno, e che segue le tracce di San Francesco, non per il suo ruolo religioso, bensì guardandolo dal punto di vista come primo globalista e ambientalista”, ha concluso Gergorić.

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