Nel 2021 la DDI era stata molto vicina a perdere la carica di presidente della Regione a favore del Partito Socialdemocratic. Questa volta l’SDP punta su Sanja Radolović per arrivare all’ambito traguardo. Abbiamo incontrato con la candidata per parlare del suo programma e sulle cose da realizzare in Regione.
Al ballottaggio delle elezioni di 4 anni fa tra il presidente della Regione eletto Boris Miletić della DDI e il suo avversario Daniel Ferić dell’SDP c’erano soltanto 40 voti di differenza. La metamorfosi vissuta dal partito della capra da allora ad oggi può cambiare le carte in tavola?
Dobbiamo tenere presente che in quel momento Možemo! non aveva un proprio candidato a presidente della Regione e che quest’anno prenderà una percentuale di voti in una fetta simile di elettorato simile. Credo che come partito abbiamo lavorato molto bene e che il programma che ho creato insieme al mio team è orientato allo sviluppo. In generale, la campagna preelettorale è andata abbastanza bene, abbiamo un buon riscontro tra i cittadini, cerchiamo di essere presenti sui media, visitiamo tutte le città e i comuni. Sono davvero contenta di quello che ho fatto, indipendentemente da come finirà il 18 maggio giorno delle elezioni, anche se penso che la mia storia finirà il 2 giugno con il ballottaggio e sarò il primo presidente donna della Regione. Penso che sia reale aspettarsi un secondo turno.
Il partito che per 30 anni ha avuto la maggioranza nell’Assemblea regionale (la DDI nda.) non l’avrà più e, naturalmente, le cose cambieranno. Uso il termine naturalmente apposta in quanto non è naturale che il Centro di Castion emani la quantità maggiore di malodori prima delle elezioni, non è naturale che i medici passino più tempo con le pratiche che con i pazienti e non è naturale che le cure d’urgenza non siano urgenti. Invito le persone ad andare al voto, a esercitare il loro diritto, indipendentemente dal fatto chi voteranno. Purtroppo alle ultime elezioni l’astensione è sempre più grande, ma poi tutti sono pronti a criticare bevendo un caffè.
Lei ha alternato una campagna elettorale tradizionale a una innovativa. Da una parte manifesti, comunicati e conferenze stampa e presentazioni, dall’altra ha fatto uso di TikTok e video di breve durata?
Utilizzo Instagram e TikTok per raggiungere gli elettori più giovani, che sono i più difficili da convincere ad andare al voto. I giovani preferiscono rimanere a letto fino a tardi e fare passeggiate piuttosto che esercitare il loro diritto di voto. Altrove la situazione è completamente diversa: ai giovani piace votare, vogliono che la loro voce venga ascoltata. In alcuni Paesi, le persone possono votare per il loro rappresentante in Parlamento all’età di 16 anni e in altri il voto è obbligatorio. Il motivo per cui ho utilizzato i social media è appunto raggiungere gli elettori giovani.
Quale sarà la prima decisione su cui insisterà se verrà eletta?
La concorrenza è molto forte. Una delle prime riguarderà sicuramente il sistema sanitario e di previdenza sociale. L’edificio dell’hospice a Pola dovrebbe essere aperto il prima possibile. Per ridurre il carico dei ricoveri ospedalieri d’urgenza, bisognerebbe aprire un cosiddetto piccolo pronto soccorso a 50 metri da quello già esistente. Quando parliamo di Case per anziani e disabili, le città hanno bisogno di aiuto: a Pisino e ad Albona i costi per gli assistiti sono troppo alti. Per quanto riguarda l’istruzione, sono necessari un sistema più equo nelle quote d’iscrizione alle scuole medie e un cofinanziamento dei trasporti per tutti gli studenti delle medie in Istria. D’altro canto, il Bilancio deve essere pur riempito in qualche modo per cui bisogna creare zone imprenditoriali, perché quelle esistenti si sono trasformate in zone commerciali. Il Centro per la gestione dei rifiuti di Castion è già sovraffollato e dobbiamo modificare l’intero sistema, dobbiamo aumentare la capacità dei centri di smistamento e dei centri di riciclaggio nelle città in modo che i rifiuti che arrivano a Castion siano differenziati il più possibile. L’impianto a biogas è strettamente correlato al Piano territoriale della Regione istriana e questo sarà uno dei miei primi passi: apportare modifiche al Piano territoriale. Un tema importante è la transizione energetica. Oggi in Istria siamo stabili dal punto di vista energetico, ma non siamo affatto indipendenti. Abbiamo bisogno dell’installazione di pannelli solari in tutti gli edifici pubblici e nei condomini.
Si ha la sensazione che in Istria si produca sempre meno…
Purtroppo è così. Ci manca la forza lavoro. Quest’anno la Regione istriana sarà al primo o al secondo posto per il numero di permessi rilasciati ai lavoratori stranieri. Non ho nulla contro i lavoratori stranieri che dovrebbero essere integrati il più possibile nella comunità locale, ma la nostra gente dovrebbe essere pagata il giusto. Con stipendi migliori non emigrerebbe così tanto. Il fatto è che viviamo di turismo, ma è necessario incoraggiare lo sviluppo di un turismo sostenibile, anche se non possiamo contare solo su questo settore. Dobbiamo incrementare la produzione industriale e agricola. Per quanto riguarda l’agricoltura, vanno incoraggiati i nostri giovani a dedicarvisi e, allo stesso tempo, dobbiamo incoraggiare le città e i comuni ad adottare programmi di usufrutto dei terreni agricoli, in modo che la Regione e lo Stato possano poi intervenire per riutilizzarli.
Quando si parla di turismo siamo vicini a un punto di non ritorno con l’eccessivo sovraffollamento?
Per quanto riguarda i nostri albergatori e gli affittacamere privati che svolgono onestamente il loro lavoro, possono e devono essere in convivenza. Assistiamo a una proliferazione di affitti illegali, perlopiù da parte di proprietari stranieri che hanno trasformato condomini in zone turistiche, affittando a cosiddetti amici e parenti senza non avendo alcun obbligo verso l’erare. Il numero di posti letto nelle strutture ricettive non commerciali supererà quello dei posti letto che hanno le carte in regola.
Come giudica la utela dei diritti della Comunità Nazionale Italiana in Istria?
Se lo chiedessimo alla comunità stessa risponderebbe che potrebbe essere migliore. Questo è qualcosa per cui mi batterò, per ottenere maggiori diritti, non solo per la minoranza italiana, ma anche pere le altre. Penso che il bilinguismo in Istria sia qualcosa che dobbiamo coltivare. Inoltre, dovremo avere una migliore collaborrazione con la comunità italiana in Istria e con l’Unione Italiana.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































