San Valentino alle Brioni tra natura, storia e leggende

La tragica storia di Lidia e Gaio, gli amanti delle isole, protagonista con un percorso romantico tra rovine romane e memorie sospese nel tempo

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San Valentino alle Brioni tra natura, storia e leggende
Foto Sasa Miljevic/PIXSELL

Tra le rovine romane della baia di Val Catena, sull’isola di Brioni Maggiore, dove il mare lambisce ancora i resti di antiche ville patrizie, una storia d’amore continua a sopravvivere al tempo. È la leggenda di Lidia Priscilla e Gaio Lucanio, due giovani amanti la cui vicenda, sospesa tra mito e presunta verità storica, torna al centro dell’attenzione in occasione di un’iniziativa speciale dedicata a San Valentino.
La narrazione affonda le radici in un passato remoto. Secondo la leggenda, l’anziano e facoltoso Aulo Faesonio viveva in una villa sontuosa affacciata sulla baia. In età avanzata sposò la giovane schiava Lidia, ma il cuore della ragazza apparteneva a Gaio, figlio del suo migliore amico Terenzio Basso e celebre auriga, imbattuto nelle corse delle bighe. Dopo una delle sue vittorie, durante una traversata da Fasana vero le Brioni, i due giovani si sarebbero lasciati sfuggire parole che tradivano il loro amore. A riferire tutto al geloso padrone fu il supervisore degli schiavi, Rufus. La vendetta di Aulo, racconta la leggenda, fu spietata. Con il pretesto di mostrargli i tesori della villa, attirò Gaio nei passaggi sotterrane e, approfittando dell’oscurità, lo rinchiuse dietro una porta di ferro che gli schiavi murarono poco dopo. Del giovane non si seppe più nulla. Per coprire il delitto, fu diffusa la voce che fosse stato rapito dai briganti sulla strada per Fasana.
Nel 1958 lo scrittore Vitomir Ujčić sostenne che la storia non fosse solo frutto della fantasia popolare. Citò presunti ritrovamenti archeologici: una porta murata, uno scheletro rannicchiato e un bracciale d’oro con inciso il nome Gaius Lucanius Basso. Tuttavia, gli studiosi non hanno mai confermato tali scoperte. “È un invenzione turistica”, dichiarò anni più tardi Štefan Mlakar, già curatore del Museo Archeologico dell’Istria, ricordando che nessun archeologo dell’epoca menzionò simili reperti. Eppure, come spesso accade, la forza della leggenda ha superato la verifica dei fatti.
Proprio su questo confine sottile tra storia e immaginazione si muove il programma organizzato per il 14 e il 15 febbraio. L’Ente Parco nazionale delle Isole Brioni propone due giornate dedicate agli innamorati – e non solo – con escursioni pensate come una passeggiata lenta tra natura, archeologia e suggestioni romantiche. I visitatori potranno inoltre esplorare i resti romani della baia di Val Catena in un periodo dell’anno in cui l’isola principale dell’arcipelago si mostra nella sua veste più silenziosa. Il costo del biglietto è di 17 euro per gli adulti e di 12 euro per i ragazzi dai 7 ai 18 anni. L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 7 anni. A tutti i partecipanti sarà offerto un piccolo omaggio, simbolicamente legato alla storia di Lidia e Gaio, un dettaglio pensato per rendere l’esperienza ancora più immersiva.
Maggiori informazioni sul programma, gli orari e i biglietti sono disponibili sul sito Internet del Parco www.np-brijuni.hr.

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