Rione di Montegrande: sviluppo accelerato

I piani per il prossimo futuro vedono inseriti due progetti destinati a migliorare la vita nel rione

Una veduta dall’alto del rione di Montegrande

Ancora pozzi neri, bacini di ritenzione, utilizzo e fornitura di gas mediante, bombole, serbatoi fissi per gas liquefatto posati in giardino o interrati. La realtà del popolatissimo e sempre più urbanizzato rione di Montegrande è proprio questa. Ma non per molto. Il progresso infrastrutturale non dovrebbe farsi attendere troppo, giacché la Città e le sue municipalizzate, attingendo anche da fondi europei, hanno messo in campo i preventivi finanziari indispensabili a dare il via a grossi interventi di pubblica utilità per i residenti in zona. Il territorio del Comitato di quartiere di Montegrande comprendente pure gli abitati di Carsiole, Paganor e Vallelunga è una porzione considerevole di area urbana che conta oltre 2.700 abitanti e che come tale si assegna delle priorità principali per il periodo a venire. L’impellenza è dettata dall’espansione, da uno sviluppo accelerato cui si sta assistendo e da un notevole interesse di coloro che cercano abitazione e sistemazione permanente in zona. Nell’ultimo decennio uno degli investimenti più importanti e costosi della Città è stata la costruzione della scuola elementare, con strutture riservate alle istituzioni prescolari e dell’area- piazzale di pubblico raduno, avvenuta dopo che il vecchio edificio scolastico era andato distrutto dalle fiamme.

 

 

Metanizzazione in vista
Per quanto concerne i piani per il prossimo futuro vi sono due progetti destinati a migliorare la vita del grande rione periferico. Uno è la ricostruzione della strada di Padul, che inizierà prossimamente e per la quale la Città investirà 5,5 milioni di kune. Oltre al totale rifacimento della carreggiata e dei marciapiedi ai suoi lati, si procederà con la collocazione della nuova illuminazione pubblica e la costruzione della rete di scolo delle acque meteoriche. Nell’opera s’includerà anche l’azienda municipale Plinara, per assolvere i preparativi preliminari necessari alla metanizzazione di Montegrande, con la quale il gas naturale dovrebbe poter raggiungere tutte le frazioni abitate in maniera da dotarle finalmente di un servizio di fornitura mediante condotte e rete di distribuzione. Un secondo progetto di particolare rilevanza per Montegrande sarà l’opera di costruzione della rete secondaria del sistema di canalizzazione. Come reso noto da Cinzia Počeko Kranjec, presidente del Comitato di quartiere, l’essere riusciti a ultimare la stesura dello studio di fattibilità e della documentazione progettistica per la costruzione della rete di canalizzazione secondaria e della rete di scolo sanitaria mediante investimenti europei, riveste un’importanza eccezionale per gli abitanti di Montegrande e degli abitati limitrofi. L’80 per cento delle questioni inerenti alla proprietà immobiliare dei terreni che verranno attraversati dalle reti infrastrutturali è stato già risolto. Dal Comitato di quartiere si rivolgono ulteriori appelli ai cittadini di avere comprensione riguardo alle previste opere infrastrutturali data l’importanza che rivestono per il progresso rionale.

Una rete di 4,3 chilometri
La costruzione del sistema di canalizzazione è pianificata per quest’anno. È un’opera che procederà a più fasi. La prima di turno riguarderà interventi che interesseranno via Foiba, la Strada per Fasana, via Dignano, via Petrović, via Paganor, via del pozzo e via Geromella. Quale intervento iniziale è programmata la costruzione di una rete che si estenderà per 4.300 metri dotata di una stazione di pompaggio, che favorirà lo smaltimento dei liquami di scarico raccolti, nonché la realizzazione di 105 allacciamenti per altrettante utenze. A impresa completamente finita, Montegrande disporrà di 8.500 metri aggiuntivi di rete fognaria e canali di flusso e scolo, di tre nuove stazioni con pompe di sollevamento, collegate a 340 allacciamenti complessivi. Per diversi cittadini questo significa che sarà possibile ridurre i costi elevati dello svuotamento periodico delle fosse biologiche e che le acque di scolo non si riverseranno nel sottosuolo. Grazie alla prevista collocazione delle condutture si ridurrà anche l’inquinamento del sottosuolo e delle falde freatiche.

Facebook Commenti