Rin Tin Tin, patto d’alleanza genitori-asilo

Anche il «Rin Tin Tin» deve fare i conti con l’emergenza Covid, ma la situazione è sotto controllo

Casa Giardini del Rin Tin Tin

Mentre le elementari e medie-superiori di Pola tengono chiuso e continuano a ripiegare sulla didattica a distanza, il mondo degli asili è aperto e continua a mettere in campo tutta una serie di regole che permettono di conciliare le precauzioni necessarie per ridurre il rischio di contagio da Covid-19 e le necessità pedagogiche ed emotive dei piccoli. Tutelare la loro sicurezza e gestire fino alla fine quest’anno scolastico è tutt’altro che semplice. Il beneficio del gioco e dell’apprendimento di nuove abilità in presenza ha il suo prezzo. In un momento quando la quasi totalità dei contagi che si contano è rappresentata da nuove varianti di virus capaci di evadere la risposta immunitaria e di colpire anche l’età scolare e infantile, pure il Rin Tin Tin, scuola d’infanzia in lingua italiana di Pola, sta correndo ai ripari, investendo molta precauzione ed energia per affrontare al meglio una siffatta, pesante contingenza. Tuttavia, nonostante la totale osservanza delle misure di sicurezza, non si riesce sempre a mantenersi immuni.

 

 

Dopo l’isolamento, sezioni aperte
“Noi, in questo periodo, abbiamo avuto casi di contagio importati da fuori – informa la direttrice dell’istituzione prescolare, Tamara Brussich –. Ieri ha potuto fare rientro una sezione rimasta precedentemente in isolamento. Nelle ultime due settimane ci sono stati due casi di contagio verificatisi in altrettante famiglie. Quattro erano i gruppi prescolari rimasti a casa in isolamento preventivo, mentre in questo momento vi sono ancora alcune positività in corso. Sono casi ormai isolati. Quanto alle sezioni, ora sono tutte aperte e stanno svolgendo attività in sede. Ci tengo a rivolgere un grazie a tutti i genitori per l’ottima collaborazione instaurata con la nostra istituzione, che ha generato un rapporto di considerazione e rispetto reciproco. Le famiglie fruitrici dei nostri servizi si meritano un plauso per la serietà dimostrata nel rispettare il protocollo di sicurezza e nel fornire un’informazione tempestiva in merito ai propri figli e ad eventuali problemi di salute. La comunicazione è molto intensa, al punto che ogni assenza dei frequentatori viene immediatamente notificata all’infermiera specializzata della nostra scuola“.

Sede off-limits per i genitori
In sostanza è come se i genitori e la scuola d’infanzia avessero firmato un patto d’alleanza contro il Covid. Alla sede centrale del Rin Tin Tin, non si entra per niente. L’ingresso non è precluso soltanto nel caso del giardino esterno. In Casa Giardini, che non dispone di spazi antistanti all’aperto, si accolgono i genitori nell’ampio atrio soltanto per affidare i figli e senza possibilità di trattenersi. Tutti sono consapevoli e a conoscenza dell’importanza di attenersi alle linee guida e a mettere in atto alcuni accorgimenti ormai diventati prassi quotidiana per il personale educativo, per i genitori e, attraverso il gioco e un clima sereno, anche per i bambini.

Come funziona il tirocinio studentesco, che comunque rappresenta un ingresso in istituzione che arriva dall’esterno? “Gli studenti di scienze della formazione in lingua italiana dell’Ateneo Juraj Dobrila hanno assolto il periodo di praticantato ancora lo scorso febbraio – spiega Tamara Brussich – e tutto ha funzionato in pieno accordo con l’Università e il Servizio epidemiologico regionale, con il quale si sta intrattenendo una stretta, ottima cooperazione. I tirocinanti, non più di cinque, avevano prestato il proprio contributo alle attività a debita distanza dai frequentatori dei soggiorni, senza mai togliere la mascherina, previe misurazione della temperatura e profilassi d’igienizzazione”.

Tamara Brussich

I bambini nella «bolla»
La buona prassi d’adattamento alla difficile situazione e di tutela dal Covid non è mai venuta meno. Le attività sono sempre organizzate per gruppi separati l’uno dall’altro, nei quali è possibile realizzare esperienze di socialità, gioco e apprendimento naturali e spontanee, come è fondamentale che sia, mentre l’organizzazione degli spazi – interni ed esterni – ha impegnato tutti a far trovare ai bambini interessanti spunti per le loro attività. È importante che i bimbi siano divisi in piccoli gruppi con le educatrici dedicate. Tutti sono chiusi nella loro “bolla“, completamente indipendenti tra loro. Così possono stare insieme senza indossare la mascherina e senza distanziamento fisico, che con i piccoli ovviamente rappresenta una modalità non applicabile.

“Moltissima è l’attività che passa attraverso la piattaforma Zoom – aggiunge ancora la direttrice del Rin Tin Tin – come iniziative collettive, incontri di lavoro, aggiornamenti professionali e anche tante proposte da laboratorio per i genitori. Attraverso il medesimo canale in Rete avvengono pure gli incontri viruali in serie con l’elementare italiana Giuseppina Martinuzzi, allo scopo di preparare i bimbi che stanno per raggiungere l’età scolare alla futura più esigente esperienza nella nuova istituzione. È un lavoro che si avvale del supporto professionale degli educatori, della pedagogista e della psicologa”.

I progetti in cantiere
Sfidando i problemi imposti dall’emergenza epidemico-sanitaria, il Rin Tin Tin, non sta con le mani in mano, in quanto a progetti. E vi è uno che merita particolari attenzioni e che farà certamente scalpore in occasione dell’inaugurazione della rinnovata sede del Museo archeologico istriano. Il servizio pedagogico museale, coordinato dalla studiosa Giulia Codacci, sta mettendo a punto una mostra di lavori artistico-figurativi realizzati dai bambini del Rin Tin Tin, destinati a trovare posto a fianco di reperti archeologici, nell’ambito del futuro allestimento permanente.

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