Rin Tin Tin, il party dei futuri scolaretti

I piccoli che a settembre frequenteranno le prime classi delle elementari si sono accomiatati dall’asilo con uno spettacolo

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Rin Tin Tin, il party dei futuri scolaretti
Le sezioni Delfini e Titti intonano la canzone della “Ciribiricoccola”. Foto: ARLETTA FONIO GRUBIŠA

Per i maturandi c’è il ballo di maturità, per chi si conquista il titolo accademico il Gaudemus Igitur e per chi esce dall’asilo un magnifico party formato famiglia allargata nel miglior ambiente che ci sia, la Comunità degli Italiani di Pola. In tutto 42 “campioni prescolari” sono appena usciti pimpanti, gioiosi è già dotati di buona autostima dalla scuola d’infanzia in lingua italiana Rin Tin Tin, per salire sul palcoscenico e mostrare quanto di divertente e di utile si è imparato nel corso dell’anno pedagogico che sta per chiudere. Tutto era cominciato con Billo, il gatto (stile Pierino la peste), desideroso di scappare da casa per scoprire che il mondo è fatto di traffico stradale e non di lattine con profumato cibo felino. Fortunatamente c’è il Vigile urbano a metterlo in guardia e tanto di insegnamenti del signor semaforo parlante, delle signore strisce pedonali e dei signorini segnali stradali, tondi a tre punte, rettangolari, colorati esattamente secondo regola della segnaletica urbana. E tutto è bene quel che finisce bene, dando modo al pubblico – genitori, fratellini, nonni, zii, amici… – di capire, e applaudire con gusto, che il progetto per eccellenza dell’anno pedagogico 2022/2023 alla Sezione Delfini, erano stati proprio il comportamento nel traffico, la conoscenza della segnaletica, le modalità di attraversare la carreggiata, l’utilità di incontrare un agente della Polstrada e via imparando. Girare per strada diventa semplice anche se ti gira la “Ciribiricoccola”, delizioso motivetto dello Zecchino d’oro, cantato tutti assieme ai bimbi della Sezione Titti, che poi hanno dato vita alla cultura hip hop fatta di esibizioni da break dance, come simpatici mini teenager afro-americani del Bronx, impegnati in assoli a stretto contatto con l’asfalto di una metropoli.

Poi un breve e sentito discorso di circostanza pronunciato dalla direttrice del Rin Tin Tin, Serena Sirotić. “Sembra ieri che si aprivano le porte della nostra Scuola dell’infanzia per un nuovo anno pedagogico, tra nuove lacrime tra i più piccoli e nuove aspettative tra i più grandicelli. Sembra ieri che le educatrici si riunivano in Consiglio piene di piccole preoccupazioni da gestire, di novità, di entusiasmi non corrisposti… beh, credo fermamente che anche quest’anno abbiano condotto un egregio lavoro. Credo che per loro vedere in una giornata come oggi i bambini entusiasti, pieni di sorrisi e parecchi genitori con le lacrime agli occhi dall’allegria che emanano, sia il regalo più meritato. Grazie maestre”. Parole di gratitudine, dunque, per le educatrici della Scuola d’infanzia italiana, per gli abbracci, per le regole insegnate, per la pazienza dimostrata, per i sorrisi regalati e anche per i castighi, in quanto anche questi fanno crescere e migliorare in un’istituzione prescolare come la nostra che intende educare e istruire con amore, serenità, disciplina e tenerezza. Un ringraziamento tutto speciale è andato ai genitori che hanno scelto quest’istituzione come propria e riposto fiducia nei confronti dei responsabili del processo formativo-educativo.
La festicciola di saluto ai soggiorni ludici e di commovente addio all’età prescolare (perché a settembre si andrà a scuola), si è conclusa con il cerimoniale di consegna di un importante attestato: il diploma d’asilo. Altro che Gaudemus da Ateneo. A seguire l’Inno del Rin Tin Tin e la distribuzione generale delle famose Valigette della scuola d’infanzia, zeppe di requisiti didattici, ricordini da conservare, disegni prodotti nei laboratori e atelier e tanti tanti bei momenti vissuti all’asilo. Un bagaglio di esperienze da portare simbolicamente appresso per tutta la vita. Tanti i fiori alle maestre, Xenia Dajčić e Sandra Brakus Brženda (Delfini), Manuela Peressa e Sara Pancun (Titti) che assieme all’educatrice-tenica-regista Nicolina Verk hanno dato forma e contenuto allo spettacolo.

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