Rifiuti a Palazzo municipale

Il Centro di gestione di Castion continua a tenere banco. Ieri pomeriggio comizio di protesta in piazza Port’Aurea, poi in via Sergia e infine in piazza Foro, alcuni minuti prima dell’inizio della seduta del Consiglio cittadino. Il sindaco Peđa Grbin: «Stiamo facendo il possibile per mettere ordine in questa faccenda»

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Rifiuti a Palazzo municipale
Foto DARIA DEGHENGHI

Cittadini furiosi in corteo in piazza Port’Aurea, in via Sergia e poi in piazza Foro, sotto le finestre del sindaco e del Consiglio municipale, hanno manifestato tutta la propria esasperazione per la puzza che viene da Castion nei mesi caldi, quando i rifiuti straripano. Hanno urlato ripetutamente una sola parola, ritmata, cadenzata, riproposta fino alla nausea: “basta!”, intercalandolA degli occasionali “abbasso Castion” e “vergogna”. Al piano nobile del Palazzo municipale stava per iniziare la quarta sessione del Consiglio cittadino. Chi entrava per partecipare o assistere ha incassato la sua parte di fischi e insulti. I peggiori hanno investito il direttore dell’Herculanea, Robi Fuart, che tutti conoscono. Per assurdo il direttore del Centro di gestione dei rifiuti Aleksandar Budisavljević se l’è cavata meglio perché è nuovo del mestiere, o meno noto, o forse perché ha scelto di raggiungere il Municipio passando dal retro della piazza. Naturalmente l’ora delle interpellanze non poteva che trascorrere all’insegna dell’emergenza rifiuti.

Danni per 3 milioni
I fatti sono noti da qualche giorno. L’ispettorato dell’ambiente aveva imposto il limite di 390 tonnellate di rifiuti conferiti al giorno, non una in più. La direzione del Centro ha fatto ricorso, il ministero competente ha annullato il provvedimento e imposto di far ripartire l’iter da capo. Il sindaco Peđa Grbin ha esordito mortificato: “Credetemi, mi dispiace se davanti a casa vostra i rifiuti puzzano. Ho avuto la fortuna di abitare altrove dove non condivido il vostro disagio, ma credetemi anche se vi dico che stiamo facendo il possibile per mettere ordine in questa faccenda. In primo luogo, in questo momento non abbiamo un limite in termini di tonnellate, perché l’iter è tornato all’inizio. In secondo luogo, per un anno e mezzo Castion ha avuto il divieto di trattare i rifiuti in eccesso pagando il servizio a terzi 420 o 450 euro a tonnellata. Ora io vi dico che si tratta di 3 milioni di euro che Castion avrebbe potuto evitare di spendere e invece ha speso, per cui qualcuno dovrà pagarne le conseguenze. Con le aziende della nettezza urbana istriane abbiamo temporeggiato per evitare un confronto fratricida. Ora ci stiamo organizzando perché è necessario trattare con le aziende dei rifiuti affinché il centro cominci a funzionare a dovere. L’azienda polese si è adeguata riducendo la sua frazione di umido e non supera la sua parte del limite che vogliamo rispettare a prescindere. Ma non basta. Bisogna parlare di investimenti e di finanziamenti, è necessario un impianto di trattamento della frazione metallica, occorre comprare la membrana a copertura dell’area di stoccaggio e speriamo di averla almeno per l’alta stagione se non prima. Poi dobbiamo venire a patti con i sindaci affinché nessuno superi la sua parte di limite”.
Un limite, tante opinioni
Davor Vuković (Možemo!) ha insistito: “La protesta di sotto è più che giustificata. Quello che ci chiedono è responsabilità. Chi ha firmato il ricorso contro il provvedimento dell’Ispettorato?”. Immediata la risposta del sindaco Grbin: “È stato l’ex direttore, Stilinović, all’epoca del sindaco Zoričić. Ma questa è solo una parte della risposta perché la soglia delle 390 tonnellate giornaliere viene ripetutamente separata dal contesto. Mai il progetto per Castion ha fatto parola di un tetto massimo di rifiuti giornaliero, ma solo di uno settimanale. Poi l’ispettorato ha diviso la cifra per sette e ne è venuto fuori il famoso limite diurno. A mio avviso un limite tassativo non offre soluzioni al problema, ed è solo un’approssimazione. Cercheremo di seguirlo comunque: Pola c’è già arrivata, Parenzo segue il passo. Vogliamo che ci seguano anche gli altri, che tutte le aziende osservino un piano di conferimenti settimanale per evitare i picchi nei giorni di massima concentrazione. Però quei tre milioni qualcuno dovrà versarli”.
Rifiuti ingombranti
Ancora su spazzatura e dintorni, questa volta quella visibile in tutti i rioni di Pola. C’è quest’abitudine dei polesi che è dura a combattersi. Sono i rifiuti ingombranti, i resti di arredi dismessi, i famosi materassi e mobili lasciati in strada, generalmente accanto al cassonetto, ovunque se ne trovi uno. Anche il sindaco è scocciato e non comprende cosa spinge i suoi concittadini a scaricare i propri scarti in strada quando il servizio di rimozione è gratuito su richiesta: “L’azienda polese della nettezza urbana rimuove 20 tonnellate di rifiuti ingombranti al giorno. Prima c’era una pattuglia, ora ve ne sono due: una per servire i cittadini che hanno chiamato e prenotato la data e l’ora per il conferimento, e l’altra per le perlustrazioni quotidiane per tutti gli altri. E anche con due squadre sempre al lavoro c’è ancora spazzatura sui marciapiedi. Uno su tre chiama. Due su tre vanno a scaricare i mobili in strada. Quello che vi sto chiedendo è di chiamare, basta fare un numero e attendere che arrivi il furgone. Abbiamo un centro di raccolta e ne costruiremo un altro e si potrà scaricare dall’automobile, senza neanche parcheggiare”, ha concluso il sindaco il suo appello ai concittadini.
Tasse e tributi
Ivica Šugar (DDI) ha voltato pagina con l’interrogazione sull’imminente aumento dei tributi locali. Il sindaco ha cercato di sdrammatizzare: “Si propone l’uno per cento in più di tassa sul reddito, 50 euro in più per posto letto delle locazioni turistiche e 15 centesimi oltre l’attuale importo dell’imposta comunale, quindi, demistificando, da 1 a 3 euro in più al mese per la paga mediana (500 euro l’anno per me che faccio il sindaco) e 1 euro in più al mese per un appartamento di 80 metri quadrati di imposta comunale. Lo sforzo individuale è minimo mentre i benefici per il bilancio sono la stabilità e la liquidità, perché ora come ora il preventivo non è stato pianificato a dovere. A un esame attento abbiamo scoperto che manca un milione di euro di dotazioni dovute alla casa di riposo Alfredo Stiglić. Altri importi sono stati riportati male: scuole, asili, distributore di gas non sono stati spesati al 100% dal PNRR come si postulava ma in varie percentuali in meno in rapporto alla differenza tra importi ammissibili e non ammissibili. E la cosa non finisce qui perché ci aspettano altre quattro palestre e un’altra scuola da costruire. La SE di Siana ci costerà la metà di quello che vale e non zero! Si tratta di soldi che dobbiamo tirare fuori di tasca per non perdere anche quelli che ci offre l’Europa perché si rischia di perdere fino a 2 milioni di euro. Ma un conto è pianificare male e un altro è lavorare male. Due anni di ritardi significano che i costi delle costruzioni sono raddoppiati. Si consideri la prima casa: le famiglie avrebbero speso meno a mettere su casa due anni fa”, ha concluso Grbin a giustificazione degli aumenti delle tasse che propone la sua amministrazione.

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