La settima edizione della rassegna corale organizzata dalla Comunità degli Italiani si è aperta con l’entusiasmo e la freschezza delle presentatrici dell’ottava classe della Scuola elementare “Giuseppina Martinuzzi” Marina Verko, Laura Štifanić, Cora Andačić e Beata Batel. A loro il compito di inaugurare la serata portando i saluti ufficiali della presidente della CI di Pola, Tamara Brussich, e del vicesindaco in quota CNI, Vito Paoletić. L’evento, la cui prima edizione risale al 2014, ha dovuto fermarsi durante gli anni della pandemia, ma è ripartito lo scorso anno con rinnovato slancio. L’edizione 2025 ha assunto un valore particolarmente intenso: il 22 novembre, giorno dedicato a Santa Cecilia, patrona della musica, la rassegna è stata dedicata alla memoria di Linda Milani, indimenticabile pedagogista musicale, fondatrice dello Studio Zaro, già direttrice per molti anni del coro maschile della SAC “Lino Mariani” e poi del coro misto, scomparsa nei giorni scorsi. A ricordarla e onorarla a nome della CI di Pola è stata Chiara Jurić Božac, responsabile del Settore Cultura della Comunità, che con emozione ha sottolineato come “per Linda Milani la musica fosse vita e, ne siamo certi, sarebbe stata la prima a volere che le danze continuassero. Con questo spirito – ha dichiarato – diamo avvio alla nostra serata musicale”.
L’apertura delle esibizioni è stata affidata al coro “Carillon”, fondato dalla Comunità nel 2013 e considerato la radice stessa di questa rassegna. Nato come coro misto, da quest’anno si presenta come ensemble interamente femminile, sotto la direzione della Maestra Irena Vladisavljević. Il coro ha proposto una raffinata interpretazione di “Fly me to the moon”, un vivace potpourri di canti polesani intitolato “Le scarpete per balar” e il brano “Ballo in Fa diesis minore”.
A seguire è salito sul palco il coro misto della Comunità degli Italiani di Dignano, realtà storica che affonda le sue radici ben prima della fondazione della Comunità stessa, ai tempi del Circolo Italiano di Cultura. Nel corso dei decenni il coro è stato guidato da Maestri di grande rilievo, da Giovanni Ferro e Giuseppe Moscheni fino ai più recenti Edi Svich, Franca Moscarda, Orietta Šverko e Georgie Goldin, per arrivare all’attuale dirigente, Tena Bevčar. Con un organico di una trentina di voci, la formazione ha proposto un repertorio eseguito a cappella che spazia dalla tradizione popolare a quella operistica, presentando i brani “El campanil de Dignan”, “La montanara” e “Doman l’è festa”.
La serata è proseguita con il coro femminile “Theremines” della CI di Sissano, fondato quattro anni fa e cresciuto costantemente sia nel numero di componenti sia nella varietà del repertorio. Diretto da Sandra Petrović Dishpalli, il gruppo si distingue per l’interpretazione di evergreen e canti popolari cari al pubblico e per la partecipazione attiva a numerose rassegne e festival. Per l’occasione ha presentato una toccante sequenza musicale composta dai brani “Star me prosija”, “Adiemus” e “Carezze”.
Subito dopo è stata la volta del gruppo corale “Castrum Veneris”, attivo dal 2011 all’interno della Comunità degli Italiani di Castelvenere e dal 2014 diretto dal Maestro Teo Biloslavo. La formazione, composta da nove membri, propone un repertorio ampio che spazia dalla tradizione italiana, croata, slovena e dalmata fino a brani spirituali e alla musica internazionale. Il pubblico ha potuto ascoltare le loro interpretazioni di “Molighe el fil”, “La vilanella” e “Marinaresca”.
A chiudere la serata è stato il coro misto della Società artistico-culturale Lino Mariani, fondata nel 1950 e oggi articolata in più gruppi vocali e strumentali. Diretta dal Maestro Ronald Braus e accompagnata al pianoforte da Sandro Vešligaj, la formazione ha offerto una conclusione di grande eleganza con l’interpretazione del “Coro dei gitani” dal “Trovatore”, del celebre brano “Sapore di sale” e dell’immancabile “Pola son qua”.
L’evento si è concluso con il ritorno sul palco delle quattro giovani presentatrici, che hanno ringraziato il pubblico con un sorriso e un caloroso saluto. È stata una serata intensa, ricca di musica, emozione, memoria e sentimento comunitario, nel segno indelebile lasciato da Linda Milani.
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