Pula parking, Riva e Centro Rojc continuano a tenere banco

Il lavoro della municipalizzata e il risanamento della banchina hanno nuovamente animato gli animi all’ora delle interpellanze della seduta del massimo organo cittadino

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Pula parking, Riva e Centro Rojc continuano a tenere banco
Temi già noti durante l’ora delle interpellanze alla seduta del Consiglio cittadino. Foto: DARIA DEGHENGHI

Discussioni animose intorno ad argomenti triti e ritriti all’ultima sessione ordinaria del Consiglio municipale di Pola, convocato per discutere del bilancio di previsione e aperta, come vuole il regolamento di lavoro, dalle interrogazioni dei consiglieri al sindaco e al suo staff. Schieramento che vai, idea fissa che trovi: il gruppo IDS-DDI continua a battere il chiodo della Riva, Možemo! picchia duro sull’azienda dei parcheggi e il suo direttore Branislav Bojanić, mentre i consiglieri fedeli al sindaco (HDZ e SDP) non perdono occasione di accusare Dušica Radojčić d’aver trasformato il Centro sociale Rojc in quartier generale della propria formazione politica. La volta scorsa, lo aveva lasciato intendere la socialdemocratica Sanja Radolović, e ieri ha rispolverato la tesi Sean Soldatić (HDZ). A suo dire il CS Rojc funge da cassa di risonanza di una specifica formazione politica e il sindaco farebbe bene a “pubblicare lo screening che la consigliera aveva commissionato all’amico Teodor Celakoski al costo di 40.000 kune e smascherare così un conflitto d’interesse eclatante”. Per giunta il Rojc è invaso dalla spazzatura (a illustrazione della sua tesi, il consigliere ha fatto proiettare alcune foto). Questo per dire che “Dušica Radojčić non è in grado di applicare l’economia circolare neanche nel proprio cortile di casa, figurarsi altrove”.

Dobrila senza Parco
Soldatić ha avuto da ridire anche sulle proposte della Commissione municipale che presiede allo stradario e all’intitolazione delle vie e delle piazze. Nella fattispecie ritiene che “il Parco della Cattedrale dovrebbe portare il nome di Juraj Dobrila, vescovo e figura di spicco del risveglio nazionale croato in Istria, e non una denominazione all’acqua di rose come quella proposta: Parco dei vescovi istriani”. La stessa considerazione si potrebbe fare per l’elementare di Stoia, cui andrebbe attribuito il nome del patriota antifascista Vladimir Gortan. Secondo Soldatić, il valore della multiculturalismo va difeso in tutti i casi: “Per esempio, oggi votiamo per eleggere un secondo vicepresidente del Consiglio municipale italiano, accanto a Monica Derocchi, e mi sta bene, perché difendiamo la rappresentanza italiana. Mi secca però che non si possa dare degno rilievo a un ispiratore del risorgimento croato come il vescovo Dobrila”, ha concluso il suo ragionamento il consigliere HDZ. Gli ha risposto il sindaco, lapidario, che non vede alcun motivo perché la commissione non debba rivalutare la propria proposta iniziale, anche se personalmente ritiene che col busto di Juraj Dobrila al centro del parco e la sua dedica a tutti i vescovi istriani indistintamente, nessuno ci rimetta. Anzi.

L’apologia della Pula Parking
Milan Rašula, consigliere indipendente in quota Comunità nazionale serba, ha chiesto quanti e di che tipo sono i nuovi parchimetri acquistati dalla società Pula Parking per rendere più accessibile il pagamento del posteggio, e Bojanić gli ha fornito non solo fatti ma anche interpretazioni. I parchimetri sono smart, con software e due interfacce utente per il pagamento contemporaneo di due biglietti e sono stati acquistati al costo di 194.000 euro al netto dell’IVA. Faranno un po’ di tutto: ci si potrà comprare il biglietto dell’autobus oppure pagare le bollette dell’acqua e dei rifiuti, senza spese aggiuntive. Il direttore si è concesso quindi un lungo discorso sul successo della propria azienda, che opera in positivo e che per questo stesso fatto è tenuta a pagare le tasse, mentre l’opposizione fa male a protestare perché così facendo sembra invitare all’evasione fiscale. Il direttore considera il successo della società un suo successo personale, che andrebbe premiato e non svergognato, e invita l’Ufficio per il controllo legale dei conti a indagare la spesa delle associazioni che vivono alle spalle dei contribuenti, piuttosto che la sua municipalizzata, che realizza il grosso dei propri introiti dai turisti stranieri. L’intervento del direttore è sfociato nuovamente in aperta polemica con i consiglieri di Možemo!, e uno in particolare, Noel Mirković, al quale Bojanić rinfaccia il comportamento ipocrita, dal momento che parcheggia in divieto di sosta e se ne frega. Per dimostrare la sua accusa, il direttore ha anche fatto vedere le foto della Volvo del consigliere incriminata.

L’ACI detta le regole?
Valter Boljunčić (IDS-DDI) ha riportato l’attenzione dei consiglieri sull’argomento Riva, che il sindaco vuole ristrutturare lasciandola nelle sue dimensioni attuali, mentre Boljunčić insiste sulla necessità di allargare la banchina a scapito del mare, anche perché i costi supererebbero di un solo milione l’attuale preventivo di 14 milioni di euro. Per tagliare corto, Boljunčić ha fatto notare che il progetto è stato abbandonato dalla Capitaneria di Porto, per cui restano in gioco solo l’ACI e la Città di Pola, con l’ACI a “dettare le regole”, “tirare l’acqua al proprio mulino” e “fermare lo sviluppo del porto per i prossimi trent’anni”. A suo avviso un’azienda che lavora nel solo interesse del proprio profitto non può in alcun caso badare contemporaneamente anche all’interesse pubblico. Il sindaco ha smentito le accuse provenienti dal gruppo IDS-DDI, affermando che l’ACI figurerà come committente del progetto definitivo solo per snellire le pratiche e fare prima, mente è sempre la Città a muovere i fili.

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