Prove generali d’estate

Siamo andati a curiosare tra spiagge pubbliche, stabilimenti balneari, campeggi e impianti sportivi per vedere a che punto sono i preparativi per l’alta stagione e ci siamo fatti un’inaspettata ricarica d’ottimismo quanto mai necessaria di questi tempi

Nell’insenatura di Valdifora si fa già il bagno

Da ieri la Croazia è allineata con i Paesi europei che vanno allentando il lockdown, e si spera di essere finalmente sulla buona strada. Qualcosa si muove, dopo tutto. Da Zagabria arrivano voci rassicuranti: ci stiamo muovendo verso la soglia dei centomila vacanzieri e siamo soltanto a fine maggio. È vero, due anni fa a quest’ora erano quasi il triplo, ma è anche vero che l’anno scorso se ne contavano appena ventimila ed erano tutti sul “chi va là”. Insomma: va meglio anche se va peggio. Siamo andati a curiosare tra spiagge pubbliche, stabilimenti balneari, campeggi e impianti sportivi per vedere fino a che punto le cose “vanno meglio” e ci siamo fatti un’inaspettata ricarica d’ottimismo quanto mai necessaria. Va bene così: l’estate può iniziare, i turisti possono riprendere a circolare liberamente e l’industria dell’ospitalità e i servizi possono sperare di recuperare il tempo perduto. Fino a un certo punto, si capisce.

Pronti, attenti, via!

Camper attrezzati di tutto punto

Ora i tedeschi, con qualche “comparsa” dai Paesi Bassi e della Francia, stanno cominciando a popolare le coste e le vie di Pola. Il campeggio è la scelta di una clientela che sa il fatto suo, benestante, amante della natura ma non meno dipendente dagli agi della vita moderna. C’erano una volta la tenda, il fornello a gas, la sdraio, il telo da bagno, il romanzo in allegato col giornale e bastava così. Oggi è tutta un’altra storia. Stoia è piena di camper e minivan camperizzati già da aprile, e c’è gente che ci passa anche qualche mese l’anno. Non è il turismo dei poveri, questo è certo. Ci sono dei camper grandi quanto gli autobus di linea, più cari degli appartamenti al mare e sono super attrezzati per servire il turista come se si trattasse del Delfino di Francia. A bordo sono la cucina, la camera da letto, il WC chimico, la satellitare per vedere i programmi dei propri Paesi d’origine, mentre alcuni si portano dietro intere biblioteche e naturalmente le biciclette per tutta la famiglia, meglio se elettriche. In più sono sempre connessi e c’è chi lavora da remoto. Con uno stipendio “occidentale” a Pola si può condurre una vita da pascià, in campeggio. Peraltro da Stoia sono sparite le mobilehome, che l’azienda alberghiera Arena Hospitaliy ha donato più che generosamente ai terremotati di Sisak e della Banovina. Non che sia un bene – per carità – nessun terremoto è un bene, ma Stoia ci ha guadagnato in originalità e bellezza volente o nolente, al punto che vorremmo si mantenesse libera dalle case mobili omologate perché non sono l’espressione più genuina della vita di campeggio. Si vedrà. Per ora non sono state sostituite.

I turisti tedeschi amano gli sport acquatici

Valovine, scariche di adrenalina

In compenso, la vita in riva al mare è tutt’altro che sedentaria. I tedeschi si sono provati grandi estimatori e specialisti di sci d’acqua e, non soffrendo il freddo per natura, a Valovine si trovano più che a proprio agio. Lo ski lift è sempre in moto. Una ventina di tute da sub sono costantemente appese sul filo ad asciugarsi. Questo dello sci d’acqua non è uno sport super conveniente: ci vuole un investimento iniziale e poi i soldi per le “corse” o per l’abbonamento. Con 20 euro si “corre” un’ora, con 35 euro mezza giornata, con 40 un giorno intero e con 80 l’intero fine settimana. I più fissati hanno a disposizione una miriade di abbonamenti più o meno personalizzati e adeguati alle varie esigenze sportive e alla durata delle vacanze: si va dai 180 euro per la settimana ai 350 euro per il mese intero. In compenso si gode di quell’ebbrezza che danno la velocità e il mantenimento dell’equilibrio, la resistenza dell’onda. Si compra il biglietto dello ski-lift si ottiene l’equivalente in scariche di adrenalina. C’è gente che viene a Pola soltanto per questo, tra l’altro in bassa stagione. Ma l’offerta non finisce qui. Ci sono un sacco di coppie amanti della tranquillità che preferiscono andare in kayak e poi c’è il sup, la tavola con pagaia, che negli ultimi anni ha fatto proseliti in tutte le nazioni d’Europa che formano la clientela del turismo istriano.

Stoia è già piena di camper e minivan camperizzati

Sapore di sale, sapore di mare

Lasciamo Stoia e Valovine per fare due passi fino al Lungomare. Belle coste, le nostre, abbiamo poco di che lamentarci. Da Valdifora a Valsaline l’acqua è di un colore cristallino che riflette tutti i raggi visibili dello spettro solare. Bambini, donne e uomini fanno il bagno, ma sono ancora in minoranza. A Valcane troviamo il poker delle quattro “c”: camminata, carte, caffè e chiacchierata. La pineta è gremita e soddisfa ugualmente le esigenze degli anziani e dei giovani, ma non delude nemmeno l’età media. Chi si ferma a occupare un posto al bar, chi le panchine pubbliche: mamme e carrozzine al seguito, uomini e donne, ragazzini, adolescenti. Squadre di ragazze che giocano a beachvolley si danno il cambio ogni paio d’ore e così si va avanti fino alla sera. I bagnanti sono pochi, ma è così quando si deve rompere il ghiaccio. Allo stabilimento balneare di Stoia è uguale: si prende il sole piuttosto che fare il bagno, in attesa che le temperature dell’acqua facciano qualche balzo. Tutto sommato, Pola aspetta l’estate con una buona dose d’ottimismo e di speranza. Cominciasse il caldo e finissero i drammi della pandemia, sarebbe l’ideale. Intanto, conviene vaccinarsi e abbiamo già dato un calcio al virus prima di inferirgli il colpo di grazia. Un passo alla volta.

Allo stabilimento si prende il sole
Caffé, carte, camminata e chiacchierata: il poker del successo di Valcane…
Per i giovani il beach volley dalla mattina alla sera
Ljudevit Krpan, Sonja Šišić e Alen Udovič

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