Primizie stagionali in piazza del Popolo

Vasta scelta di frutta e verdura sulle bancarelle del mercato

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Primizie stagionali in piazza del Popolo

Una rassegna di primizie della stagione dal primo al dessert, senza scordare il contorno e l’insalata. Così è la scelta della frutta e della verdura a cavallo tra aprile e maggio: c’è solo da munirsi di banconote perché – come sappiamo – le primizie sono sempre sensibilmente più care. Ecco l’esempio della giornata: sono arrivate le barbabietole rosse novelle che si riconoscono bene dalla buccia e dalle dimensioni. Intanto sono più piccole e la pelle è più liscia. In secondo luogo hanno la “coda” delle radici e il ciuffo della pianta che si staccheranno solo a maturazione terminata. Naturalmente le barbabietole novelle sono dolcissime e succose, ma costano care: in questo periodo sono offerte a 16 kune il chilogrammo, mentre tutto il resto dell’anno la barbabietola rossa si trova in vendita a 10.

Tra le primizie ritroviamo anche lo scalogno, in vendita a 5 kune il fascio (o a 20 il chilogrammo, a scelta), i primi fagiolini a 25 kune, gli spinaci di primo taglio a 20 (gli altri sono più economici e costano 10 kune il chilo ma si sà che la metà si butta). Le prime patate novelle dei nostri orti si trovano in vendita a 16 kune il chilogrammo e quindi costano esattamente il doppio delle patate del vecchio raccolto ma anche il doppio delle patate novelle d’importazione. Questione di gusti, questione di scelta, questione di potere d’acquisto. Anche gli asparagi selvatici costano un occhio della testa: si arriva alle 50 kune per il mazzetto di esemplari più in carne ed è chiaro che si tratta di costi che non tutti possono permettersi. Per quanto attiene le fragole, invece, i costi sembrano in calo visto che alle fragole d’importazione si sono unite finalmente anche quelle nostrane. Da pagare 40 kune per un chilogrammo. Sempre meglio che 50, d’accordo, ma siamo ancora lontani dalla convenienza.

Parlando di caro prezzi, vediamo il radicchio di primo taglio a 100 kune il chilogrammo oppure a 10 all’etto se si preferisce usare un eufemismo. Certamente sono prezzi da capogiro, e infatti la maggior parte dei clienti ci gira alla larga. D’altronde è anche vero che ci sono prezzi e prezzi. Cioè: ci sono i prezzi nominali (leggi: quelli esibiti per i turisti stranieri) e quelli effettivi, in applicazione “sotto banco” ossia per servire una clientela locale. Come fare a riconoscerli? Il trucco consiste nell’osservare la merce e fare finta di non essere interessati. O brontolare tra sé e sé sul carovita, sull’inflazione, sulle spese di casa… Nel giro di un paio di secondi – è scontato – la “venderigola” suggerirà la soluzione: “Si può fare lo sconto” oppure “gliela vendo sottocosto”… Ed ecco che si ragiona. Allora si comincia a trattare e la spesa può iniziare.

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