Prevenzione e benessere per una mente longeva

Una serata dedicata alla salute e alla prevenzione con la neuropsichiatra Vida Demarin alla Comunità degli Italiani

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Prevenzione e benessere per una mente longeva
Foto STEFANO REVELANTE

Nell’ambito del Mese Rosa, dedicato alla sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno, il Club delle donne operate al seno “Gea” di Pola ha proseguito le proprie attività con una nuova conferenza dal titolo “Stile di vita e salute del cervello”. L’incontro ha avuto luogo mercoledì sera presso la Comunità degli Italiani di Pola, e ha visto come relatrice l’accademica, neuropsichiatra e professoressa, Vida Demarin, che ha tenuto il suo intervento in collegamento Zoom. Demarin, neurologa di fama mondiale e promotrice di uno stile di vita sano, ha offerto una conferenza ispiratrice su come le abitudini quotidiane – alimentazione, movimento, equilibrio emotivo – influenzino la vitalità del cervello, spiegando come piccoli cambiamenti possano mantenere a lungo termine la salute e il benessere generale.

Il suo intervento è iniziato con la domanda: “Come raggiungere la longevità del cervello e funzioni cognitive ottimali a qualsiasi età?”. Ha quindi citato lo scienziato spagnolo Santiago Ramón y Cajal, ricordando la celebre frase: “Ogni uomo può, se lo desidera, diventare lo scultore del proprio cervello”. Da qui, l’accademica ha sottolineato l’importanza della neuroplasticità, spiegando che solo il 20% del nostro destino cerebrale dipende dalla genetica, mentre l’80% dipende da noi.
Demarin ha poi illustrato numerose ricerche internazionali sul tema della prevenzione del decadimento cognitivo e della demenza. Tra queste, ha ricordato lo studio del neurologo americano Ralph Sacco, che individua i cosiddetti “Basic 7”: essere fisicamente attivi, controllare il colesterolo, seguire una dieta equilibrata, mantenere la pressione arteriosa sotto controllo, perdere peso, ridurre la glicemia e smettere di fumare. Questi sono i sette fattori di rischio modificabili su cui possiamo agire direttamente. A questi, studi successivi hanno aggiunto altri due elementi: l’obesità (legata al diabete di tipo 2 e alla pressione alta) e la perdita dell’udito, secondo una ricerca del 2017 che ha stimato una possibilità di prevenzione fino al 35% dei casi di demenza. Un’ulteriore ricerca, pubblicata nel 2020 da Daniel J. Levitin (Successful Aging), ha messo in evidenza l’importanza delle attività fisiche di gruppo, come il ballo, dell’alimentazione mediterranea (ricca di verdura, frutta e olio d’oliva), della positività, della musica e del sonno di qualità. Ha inoltre consigliato di evitare tre fattori di rischio aggiuntivi, portando il totale a 12: il consumo eccessivo di alcol, le lesioni traumatiche o incidenti che possono danneggiare il cervello, e l’inquinamento atmosferico, raccomandando di non uscire quando l’aria è particolarmente inquinata e di mantenere puliti i filtri dei condizionatori. L’inclusione di questi tre fattori porta la percentuale di prevenzione complessiva al 45%. Secondo una ricerca dell’agosto 2024, si è aggiunto anche un tredicesimo elemento di rischio: i disturbi della vista.
La professoressa ha poi parlato del BDNF (fattore neurotrofico derivato dal cervello), descritto da Rita Levi-Montalcini, una proteina collegata al fattore di crescita nervoso, codificata dal gene BDNF, fondamentale per la crescita e il mantenimento del sistema nervoso.

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