Posteggi per disabili. È un male cronico

Dusko Marusic/PIXSELL

Quando una persona che viene definita normodotata, occupa abusivamente il posto di sosta di un disabile, la parola più blanda da usare è dire che si tratti quasi certamente di un cafone. E se questo stesso incivile è anche fortunato perché non viene sanzionato, risparmierà le 700 kune di multa previste e continuerà a fare quello che ha sempre fatto: strafegarsene di queste particolari aree di sosta e di coloro a cui sono destinate, tanto da parcheggiare lì la propria automobile anche una seconda, terza volta.

Multa e rimozione

Ieri, la Polstrada di Pola ha pattugliato in svariate zone della città e del circondario i parcheggi per disabili generici (quelli personalizzati, nelle aree condominiali, sono un’altra cosa) e si è portata appresso il carro per le rimozioni delle vetture, multando e rimuovendo automobili ferme nei posti assegnati alle persone disabili in possesso del dovuto contrassegno. Il sanzionamento è stato minore della volta scorsa; infatti, un’azione di questo genere ha avuto luogo a dicembre, quando i contravventori pare siano stati più numerosi. Noi abbiamo raggiunto una delle due pattuglie, – con uno dei responsabili della Polstrada di Pola, Pejo Mandir insieme alla collega Ana Rutić –, in via Carrara. Lì vicino, infatti, ai Giardini, ci sono alcuni posti di sosta per disabili. La Polizia ne ha controllato altri nelle vie Nazor e Marulić; in piazza del Popolo, in piazza Dante e nelle vie Smareglia e Antico. In via Carrara, accompagnato da un volontario della Società dei disabili fisici cittadina, abbiamo trovato anche Marin Giljanović, un giovane ragazzo sulla sedia a rotelle che ci ha detto di non essere nuovo ad azioni di questo genere, e di avere notato questa volta un numero minore di contravventori.

Pola sopra la media nazionale

Ma quanti parcheggi per disabili ci sono nei posteggi pubblici liberi e a pagamento, e nelle aree commerciali? Insomma, ce ne sono abbastanza oppure non soddisfano che parzialmente i bisogni della categoria? A risponderci è Zuzana Radolović segretaria della Società per disabili fisici cittadina, che precisa per prima cosa come unicamente le persone con un minimo di disabilità pari all’80 per cento, proprietarie di automobili e in possesso del dovuto contrassegno, non paghino la sosta nei parcheggi pubblici a pagamento (nei posti a loro designati). Gli altri infatti devono farlo, pena una sanzione pari a quella comminata a chi occupa il luogo senza pagare il tempo di sosta. Gli invalidi per farsi assegnare l’abbonamento annuale devono rivolgersi alla Pulaparking. Detto questo, sempre la Radolović ha precisato che Pola in confronto ad altre città, detiene una quota percentuale più alta di parcheggi per disabili, avendo infatti per norma non il 5 bensì l’8 per cento delle aree di sosta complete. Tanto per fare un esempio, ci dice che in un parcheggio (che sia esso “a pettine”, o lungo il senso di marcia o a spina di pesce ecc.), di un minimo di 20 posti, uno dev’essere assegnato alla categoria.
“I problemi sono principalmente due – così Zuzana Radolović –, e sono concatenati con quelli che affliggono tutti gli automobilisti. In primo luogo, Pola ha una mancanza cronica di posti-macchina. E se in una città un residente normodotato non riesce a parcheggiare l’auto, sai già che a un cittadino diversamente abile succederà anche di peggio, tanto da trovare occupato abusivamente il posto che gli è stato assegnato. In secondo luogo si è riusciti a creare una situazione quanto meno imbarazzante tra le persone con lo stesso problema. Infatti, ci sono aree urbane come i Giardini, piazza Dante e altrove, dove c’è un uso permanente (quasi personalizzato) dei posti di sosta da parte dei disabili che risiedono in quelle zone. Tanto che gli altri disabili non arrivano quasi mai a trovarli liberi”.

L’abuso del contrassegno

Importante anche la storia dei contrassegni o tagliandi che dir si voglia: chi guida (quando non è lo stesso disabile a farlo) deve sapere che se il disabile non è a bordo del mezzo, oppure non va a prenderlo di persona, non può e non deve lasciare il proprio veicolo sul parcheggio disabili, poiché si tratta di un atto improprio. Il fatto di avere una persona disabile in famiglia, non autorizza tutti i componenti del nucleo familiare a usare il tagliando per poter parcheggiare comodamente in un parcheggio disabili.
Però, le situazioni più incredibili, di furbetti, di maleducati e di veri ignoranti della questione, conclude la segretaria della Società per disabili fisici, succedono davanti ai centri commerciali. Solitamente, i posti si trovano vicino all’entrata dei negozi. “Quante volte ho visto macchine senza contrassegno che occupano non uno, ma due posti macchina, motociclette lasciate nel bel mezzo dell’area, e quant’altro. Ieri hanno trovato pure il furbetto che nel grande parcheggio mezzo vuoto dell’Ospedale, in via Santorio, si è fermato su uno dei nostri posti, allestiti a lato dell’entrata temporanea nel Civile, per renderci più agevole la circolazione nel cantiere dell’ospedale in costruzione”.

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