Posteggi. La Best in parking ci prova

Partnership pubblico-privata. La società leader nel settore interessata a costruire in città due autosili

Un parcheggio multipiano interrato a due livelli con palestra sul tetto in via Venezia

Presentando il suo primo Bilancio di previsione, il sindaco Filip Zoričić ha detto che col 2022 la contabilità municipale sarebbe completamente rivoluzionata: si sarebbe puntato su fonti di finanziamento alternative al gettito fiscale tradizionale e alla (s)vendita di lotti edificabili e pensato massimamente agli strumenti di finanziamento UE, all’emissione di obbligazioni, alla partnership pubblico-privata. Ecco che cominciano a delinearsi all’orizzonte le prime possibilità reali di questo strumento completamente ignorato dalle pubbliche amministrazioni passate: il partenariato pubblico-privato o PPP è una forma di cooperazione tra i poteri pubblici e i privati che ha l’obiettivo di finanziare, costruire e gestire infrastrutture o fornire servizi d’interesse pubblico massimizzando le risorse. Una forma di cooperazione, in breve, che consente alla pubblica amministrazione di attrarre investimenti e competenze non disponibili al suo interno. Non si tratta di una categoria giuridica e non è un istituto compiuto quanto piuttosto una nozione descrittiva di un modello di azione che nella pratica funziona anche se non vi sono definizioni normative esatte in merito.

 

I due siti individuati

Alla scorsa sessione del Consiglio municipale sono emerse due di queste possibilità concrete: la costruzione di una Casa di riposo nella periferia urbana di Pola con il concorso di capitale privato straniero (austriaco) e la costruzione di due autosili di diverse tipologie, dimensioni e capacità di ricezione, anche qui con apporto di capitale austriaco. Il direttore della Pula Parking Branislav Bojanić si è sbottonato. L’interessata a investire in città è l’azienda Best in parking, una società leader nella progettazione, costruzione e gestione di parcheggi in Austria, Italia, Croazia, Svizzera, Slovacchia e Slovenia. Il suo diametro di estensione delle attività va dal Piemonte alla Croazia centrale e include 166 località e 72.000 posti auto con il maggior numero di autosili nel Nord Italia (Torino, Milano, Piacenza, Bergamo, Venezia, Bologna), in Austria (Salisburgo, Klagenfurt, Vienna, Graz e Lienz) e diversi in Croazia (Fiume, Zagabria, Varaždin, Ludbreg). Stando a Bojanić, due sono i siti che interessano la Best in parking a Pola: il campo sportivo del Ginnasio croato tra le vie Venezia, Supilo e Treviri e il parcheggio del nuovo ospedale generale di Pola che corre lungo via Santorio. L’amministrazione Zoričić ci ha già fatto un pensierino ed ora è sul punto di scendere a patti. Tra capitale pubblico e privato, solitamente l’ente locale partecipa con l’apporto di infrastrutture e diritti di superficie mentre la società specializzata nel campo investe capitali e competenze. La gestione è dell’azienda privata, che riscuote, ma non senza pattuire i costi del servizio con la pubblica amministrazione. Questo avviene in teoria, poi resta da vedere come vanno a finire gli accordi al tavolo delle trattative.

Branislav Bojanić, direttore della Pula Parking

Un eliporto sul tetto

Ma intanto sull’aspetto, le dimensioni e la capacità di ricezione dei due autosili le idee delle due parti collimano: la struttura di via Venezia dovrà essere un parcheggio multipiano interrato, di due soli livelli invisibili in superficie, dove troverà sistemazione la futura palestra del complesso scolastico di via Zagabria (“scuola gialla”) a servire più di 1.300 studenti e la cittadinanza. Diversamente da via Venezia, dove le possibilità di edificazione sono ridotte, in via Santorio l’attuale parcheggio potrebbe trasformarsi in un autosilo propriamente detto a cinque livelli con 650 posti e con un eliporto sul tetto ad uso dell’ospedale. Ma non basta. La costruzione degli autosili richiede il suo tempo e non è mai una questione di pochi mesi. Per risolvere almeno in parte il problema delle code e degli ingorghi di traffico dei mesi estivi, la municipalizzata è stata investita del compito di concepire un sistema di Park&Ride che trova larga applicazione nelle città d’arte e nelle località turistiche d’Europa. In questo caso dall’idea alla realizzazione non dovrebbero passare che pochi mesi e, anzi, il sindaco Zoričić conta di poter inaugurare il nuovo regime di circolazione già a partire dalla Pasqua 2022.

Il parcheggio dell’Ospedale dove verrebbe costruito un autosilo a 5 livelli con eliporto

Intanto un servizio navette

Non c’è assolutamente nulla di rivoluzionario in questo modello di gestione della viabilità, ampiamente utilizzato in tutta l’Europa. Il turista che arriva in città con la propria auto si ferma (è costretto a fermarsi, perché non fornito di lasciapassare) nell’area riservata allo scambio del mezzi e prendere una navetta dell’azienda trasporti locale. I due punti di sosta in piano di allestimento sono quelli di Vallenunga-Mandracchio nell’area portuale settentrionale e uno nell’area commerciale della Tangenziale est (Harvey Normann). Nel primo caso si può raggiunge l’Arena e il centro storico anche a piedi, nell’altro sarà consigliata la fruizione della navetta. Niente che non si possa realizzare sul breve periodo, benché la questione dei lasciapassare non ci è chiara fino in fondo. Chi avrà diritto di entrare in centro nei mesi estivi? Soltanto i mezzi dei rifornimenti o tutti i cittadini residenti senza esclusione oppure a determinate condizioni? E chi sorveglierà le varie entrate in città per frenare l’accesso alle automobili di troppo? Niente di questo è ancora di dominio pubblico. Il sindaco promette conferenze stampa tematiche a scadenze regolari per rendere noto il grado di avanzamento dei progetti in cantiere. Questa della viabilità è una delle più attese.

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