Pola. Venduto il «palazzo della stampa», giornali, libri e riviste fanno le valigie

L’edificio è stato rilevato da un imprenditore viennese che si occupa di amministrazione e affitto di locali per eventi

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Pola. Venduto il «palazzo della stampa», giornali, libri e riviste fanno le valigie
Ai piani un tempo lavoravano i giornalisti. Foto: DARIA DEGHENGHI

Niente di nuovo sotto il sole quando un locale chiude per lasciare il posto ad altre attività presumibilmente più attraenti o più richieste sul mercato di beni e servizi. Succede ogni giorno e nessuno ci fa caso. Tuttavia ci sono luoghi che hanno fatto epoca e quando cambiano proprietario o gestione lasciano dell’amaro in bocca, perlomeno tra quelli che sono stati gli spettatori dell’epoca (non certo tra i giovani). Il palazzo che fa angolo tra via Flanatica e piazza Port’Aurea è uno di questi luoghi. Il pianterreno era sempre riservato ai giornalai (Vijesnik, Tisak), mentre i due piani superiori erano stati occupati da giornalisti quando il cartaceo non era ancora minacciato da internet e dai social. Chi esercita il mestiere da qualche decennio ricorda benissimo il fascino delle redazioni vecchia scuola con i tavoli pieni di giornali di una decina di testate ancora disponibili, portacenere pieni di mozziconi di sigarette, tazze e tazzine di caffè fumante (i distributori automatici e i bicchierini di carta plastificata sono venuti dopo) e naturalmente le macchine da scrivere occupate dai cronisti di turno. Questo palazzo ha avuto diverse redazioni per vari quotidiani e un’agenzia di stampa (Večernji list, Vjesnik, Slobodna Dalmacija, Sportske novosti e Hina), sempre con una buona dozzina di cronisti e corrispondenti in circolazione, sempre brulicante di personaggi da intervistare o personaggi che volevano farsi intervistare, informatori veri o presunti tali, curiosi, indagatori, osservatori, ficcanaso, pettegoli e invadenti di ogni genere e specie.

Un poco alla volta l’era del cartaceo è finita, le redazioni sono state chiuse o trasferite in uffici meno prestigiosi, se non addirittura nelle abitazioni private dei cronisti, e la stessa edicola ha preso a smerciare giocattoli, libri e articoli di cartoleria perché con i soli giornali avrebbe fatto la fame. Fino a oggi. Ora lascia il locale anche Tisak media. Recentemente il palazzo è stato rilevato da un imprenditore di Vienna di origini croate, Josip Šušnjara, che in Austria si occupa di amministrazione e affitto di locali per concerti e spettacoli, ristorazione, cultura e turismo. L’edificio che un tempo tutti chiamavano “Vjesnik” (e dopo la bancarotta del quotidiano, “Tisak”), resta così vuoto in attesa che il nuovo proprietario decida come mettere a frutto il capitale di recente acquisizione. Lo spazio non è molto: si tratta di appena 500 metri quadrati disposti su tre livelli con scala interna e tre entrate: due per il pianterreno e una per i piani superiori. In città corrono voci che il palazzo è stato acquistato a 1,7 milioni di euro e che qualcuno vorrebbe farne un albergo di modeste dimensioni, un bed and brekfast per lo meno, in ogni caso una struttura ricettiva, ma il titolare non ha ancora concepito un piano concreto. Dice che ci sta ancora pensando e che ascolterà volentieri le proposte di eventuali partner d’affari ferme restando le due condizioni tassative: che l’impresa abbia un tornaconto materiale e che abbia un valore per gli abitanti di Pola. Intanto l’edicola sta facendo le valigie. I giornali, i giocattoli e i libri stanno per essere trasferiti in altri punti vendita della stessa catena commerciale, proprio come verranno trasferite le edicolanti. Nessuno perderà il posto.

Il palazzo sarebbe stato venduto a 1,7 milioni di euro.
Foto: DARIA DEGHENGHI

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