Pola, una città «rinata dalle ceneri più volte»

Sala Ciscutti del Teatro popolare istriano ha ospitato la seduta solenne del Consiglio in occasione dell'81esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Consegnate le benemerenze cittadine e i premi del sindaco

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Pola, una città «rinata dalle ceneri più volte»
I vincitori dei riconoscimenti cittadini. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Pola festeggiata e festeggiante nel duplice ruolo di chi offre e di chi riceve la festa. Non può essere altrimenti quando le celebrazioni riguardano la liberazione della città dal nazifascismo, di cui ricorre l’81esio anniversario, e quando a partecipare sono tutti dall’ultimo al primo nato, se non altro idealmente. Una volta l’anno, e solo il 5 maggio, il Consiglio cittadino si riunisce in sessione solenne fuori sede, in Sala Ciscutti, la sala maggiore del Teatro Popolare Istriano. Non è stato diversamente questa mattina, martedì 5 maggio, con i palchi e la platea gremiti in ogni ordine di posti di polesi ospiti, autorità civili, religiose e militari, delegazioni delle città gemelle o amiche, consiglieri e parlamentari, sindaci, rappresentanti di enti, istituzioni, associazioni e organizzazioni, cittadini. Hanno fatto gli onori di casa il sindaco Peđa Grbin e il presidente del Consiglio municipale Valter Boljunčić, con le rispettive orazioni trilingui, pronunciate in croato, in italiano e in inglese per gli ospiti stranieri. Il primo cittadino ha augurato a tutti i polesi una felice giornata della Città a cui si attribuiscono tremila anni di storia e non a caso, visto che è “rinata dalle ceneri più volte”, solo l’ultima essendo quella del 5 maggio 1945, quando venne liberata dal giogo nazifascista.

I destinatari del premio del sindaco. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

La liberazione

Questo il messaggio dei primo cittadino ai polesi: “Nei suoi tremila anni di storia Pola ha avuto alti e bassi, alterne fortune, cadute e rinascite. Ciò che conta è la capacità di risollevarsi, come ha fatto sempre e come continuerà a fare sempre: quando nessuno di noi sarà qui per testimoniarlo, questa città vivrà. Nella sua storia Pola ha avuto un momento particolarmente sinistro: quello dell’occupazione. Prima che s’affrettino a correggermi che il periodo dell’amministrazione italiana non era un’occupazione, vi ricordo che nel 1943 l’Italia è passata dalla parte degli Alleati e che, come sono state occupate Roma, Bologna, Firenze e Trieste, così è stata occupata anche Pola. Ottantuno anni fa la nostra città è stata dunque liberata dagli invasori e dai loro adulatori, e questo va ripetuto e ricordato con orgoglio proprio come va ricordato con orgoglio l’apporto di Pola alla liberazione della Croazia tra il 1991 e il 1995. Pola è sempre stata schiva e non ha mai chiesto lodi e plauso per fare la cosa giusta. Pola è una città splendida con una storia ricchissima che rispetta il passato ma guarda al futuro, una città in cui si lavora, si crea, si vive. Non basta edificare; siamo in dovere di assicurare ai polesi una vita piacevole, serena”, ha detto il sindaco scusandosi con i cittadini per tutti i disagi che subiscono con i cantieri aperti da un capo all’altro della città, soprattutto i residenti di Montegrande e Stignano dove sono in corso importanti opere stradali e infrastrutturali.

Il sindaco Peđa Grbin. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Lo sviluppo

“Abbiate pazienza voi vivete ogni giorno tra tutti questi crateri. Vi assicuro che quando i lavori termineranno, nei vostri rioni e in tutti gli altri la vita sarà migliore: avrete reti fognarie, reti ottiche, internet ultraveloce, strade più larghe, meno code, avrete condizioni di vita migliori”. Quanto migliori, si è visto nel film proiettato per mostrare le opere e in corso o in procinto di costruzione: due asili, quattro palestre scolastiche, 12 autobus elettrici in arrivo, la riqualificazione della tangenziale, il ripristino del manto d’asfalto in una decina di vie, la lastricatura di largo Tomasini, il restauro e la riqualificazione energetica del Centro sociale Rojc, dello stabilimento balneare di Stoia, del pattinaggio, dei campi sportivi di Montegrande e via discorrendo. Ma non è tutto, perché come ha avuto modo di mettere in chiaro il presidente della Regione Boris Miletić, vi sono opere che Pola non avrebbe potuto affrontare senza la partecipazione della Regione e dello Stato. Tra queste le scuole di Medicina e di Alberghiera, il Centro di Coworking, l’Hospice in collaborazione con la Diocesi, il Campus universitario di via Negri, il nuovo Ospedale generale, la Casa di Riposo Alfredo Štiglić, la diga foranea, lo scalo passeggeri e le rive settentrionali del porto, ma anche tre milioni di euro in arredi, strumenti ed equipaggiamento per le scuole medie superiori di Pola. E tuttavia non basta ancora. Il problema di Castion, ossia della gestione dei rifiuti, rimane aperto e chiede urgentemente una soluzione che i spera arrivi al più tardi nella legislatura in corso. Ai saluti, agli auguri e alle orazioni in occasione della giornata della Città di Pola si sono uniti inoltre il presidente del Consiglio municipale Valter Boljunčić e l’inviata del Presidente del governo Plenković, la ministra della Sanità Irena Hrstić. L’antifascismo non è solo la nostra storia ma deve essere anche il nostro futuro, ha detto Boljunčić, mentre Hrstić ha messo in evidenza il flusso costante di investimenti del governo centrale verso i poteri locali di Pola e dell’Istria, quantificabili in vari miliardi di euro dal 2016 a questa parte.

Il presidente della Regione istriana, Boris MIletić. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Le benemerenze

La sessione solenne del Consiglio municipale è terminata con la consegna delle benemerenze cittadine. Il Premio Città di Pola è finito in buone mani, quelle di Cinzia e Dino Pašalić, genitori adottivi di cinque ragazzi con difficoltà di sviluppo, due dei quali dello spettro autistico, per “elevata umanità e amore genitoriale incondizionato”. I coniugi Pašalić sono venuti a ritirare il premio con tutti e cinque i ragazzi, applauditi con scroscianti applausi. “Non crediamo di meritare questo premio, ma lo ritiriamo volentieri perché offre visibilità ai bambini in difficoltà. Il giudizio comune è che abbiamo salvato cinque vite, mentre è vero il contrario: sono stati questi bambini a salvare noi”, ha detto Cinzia Pašalić a nome della famiglia. La kickboxer Elizabeta Crnković è stata insignita dello Stemma della Città di Pola e l’associazione ambientalista Zelena Istra-Istria verde premiata col Diploma di benemerenza della Città di Pola. Il titolo di cittadina onoraria è stato assegnato a Vedrana Špada, scienziata dei Laboratori di ricerca dei metalli Metris nell’ambito dell’Università istriana di scienze applicate. Le benemerenze speciali assegnate direttamente dal sindaco di Pola sono andate alla Società di pallacanestro “Stoja”, a Radio Pola nell’occasione del 65º anniversario della fondazione e all’Unità di crisi del 1991. A ritirare il premio Branko Kjurko, già questore e primo direttore dell’Interpol croata, anima e cuore della task force che ha negoziato il ritiro dell’Armata Popolare Jugoslava senza colpo ferire. È stata anche l’unica, come ha ricordato Kjurko, ad aver recuperato 40 tir di armi da fuoco dall’esercito jugoslavo all’epoca in funzione della rivolta dei Serbi della Krajna. Kjurko ha ricordato i membri dell’unità di crisi che non sono più tra noi: i due ex sindaci Luciano Delbianco e Igor Štoković e Attilio Radolović.

La ministra della Salute, Irena Hrstić. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

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