Il Consiglio studentesco dell’Università Juraj Dobrila di Pola, organo di rappresentazione degli studenti dell’Ateneo, ha deciso di alzare la voce. Dopo un anno trascorso nel nuovo Campus di via Aldo Negri, dove ogni giorno gravitano centinaia di studenti di quattro Facoltà (Filosofia, Informatica, Ingegneria e Scienze della Formazione) e di parte del corso di Design e Comunicazione audiovisiva, una cosa continua a mancare: un pasto caldo e accessibile. La situazione, raccontano gli studenti, è diventata paradossale. L’unica mensa universitaria si trova a 2,4 chilometri di distanza, in via Zagabria (ex Ospedale). Venticinque minuti di cammino per raggiungerla e altrettanti per tornare. Un tragitto impossibile da affrontare nelle bravi pause tra una lezione e l’altra. Così, chi resta al Campus di via Negri, è costretto ad arrangiarsi come può. Durante il trasferimento, continuano gli studenti, era stato promesso che il locale “Marendin” sarebbe stato trasformato in una piccola mensa. Doveva essere una soluzione temporanea, un punto di ristoro in attesa di un servizio completo. Tuttavia, a un anno di distanza, nulla è cambiato e il locale “Marendin” continua a offrire solo toast, tortillas e pochi altri snack, tra l’altro a prezzi non calmierati che oscillano tra i 3 e 6 euro. Una spesa che, per molti studenti, pesa più del previsto. E la frustrazione continua a crescere perché le promesse non sono state mantenute e perché, nonostante la comprensione per le tempistiche amministrative necessarie, la domanda rimane sempre la stessa: quanto ancora bisognerà aspettare per un piatto caldo semplice e accessibile, come ad esempio una zuppa o un pò di pasta? Gli studenti insistono, dunque, sul fatto che non stanno chiedendo privilegi, ma condizioni minime per vivere la vita studentesca in modo dignitoso. Ritengo, infatti, inaccettabile che un Campus frequentano quotidianamente da così tante persone non disponga ancora di un servizio di ristorazione adeguato alle reali esigenze della comunità accademica. Per questo motivo hanno promosso una petizione – disponibile online al link – che chiede il diritto a pasto caldo, l’avvio di un servizio mensa a prezzi calmierati e un intervento tempesto del Centro assistenza studenti e delle istituzioni competenti. In sole 48 ore sono state già raccolta 550 firme. L’obiettivo è raggiungere almeno le mille adesioni per evidenziare la gravità della situazione.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































