Pola. Un Acquario amico del mare

A colloquio con l’oceanografa Milena Mičić, titolare della struttura di Verudella che di recente è stata insignita della certificazione internazionale «Friend of the Sea», rilasciata dalla World Sustainability Organization con sede in Italia: «Promossi a pieni voti»

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Pola. Un Acquario amico del mare

Sostenibile di nome e di fatto, ora con tanto di certificazione internazionale “Friend of the Sea”, rilasciata dalla World Sustainability Organization con sede in Italia. Il titolare del prestigioso riconoscimento è l’Acquario di Pola, il maggiore acquario del Paese, uno dei più attivi nella conservazione delle specie a rischio in Europa col suo Sea Turtle Rescue Center e il Noble Armor Sanctuary, entrambi riconosciuti dal governo croato. Pochi premi piovono dal cielo, senza merito. A maggior ragione se si parla di sostenibilità e dedizione all’ambiente, qualità difficili da professare senza risultati tangibili da esibire. Ci siamo rivolti alla titolare dell’Acquario, l’oceanografa Milena Mičić, per capire come ci si guadagna un attestato internazionale in questo campo.

La titolare dell’Acquario di Verudella, l’oceonografa Milena Mičić.
Foto: SRECKO NIKETIC/PIXSELL

Insomma, come si diventa «Amici del mare»?

Non è una certificazione che si compra, questo è certo. L’Organizzazione mondiale di sostenibilità ci ha seguito per un anno e oltre a rilasciare l’attestato, ci ha promosso a pieni voti, col punteggio massimo tra i candidati, e quindi si può ben dire che si tratta di una vittoria senza macchia. Non le dico quanti e quali sono i parametri presi in considerazione, ma si va dalla quantità e qualità del mangime per i pesci, cosa che si dimostra letteralmente con le ordinazioni e le fatture del fornitore, all’ammontare degli stipendi e alla soddisfazione del personale. La gamma dei fattori che influenzano la qualità del servizio è tale che non c’è particolare che passi inosservato o difetto che passi sotto traccia.

Per esempio?

Una miriade. Siamo plastic-free dal 2017, molto prima che le autorità nazionali decretassero il divieto di commercializzazione della plastica usa e getta. Questo significa che non vendiamo neanche una bottiglietta d’acqua in PVC. Chi visita la nostra istituzione, si porta la borraccia dietro e l’acqua gliela versiamo noi volentieri, oppure si compra il bicchiere in vetro nel negozio di souvenir. Poi ci sono i parametri dell’efficienza energetica: quanto e come si spende per il riscaldamento e il raffreddamento dell’acqua e degli ambienti, quanto si fa per ottimizzare la spesa energetica e influisce di riflesso sulla riduzione dei gas serra. Ebbene qua si fa economia da sempre, perché questa è un’attività commerciale che, a conti fatti, vive staccando biglietti d’entrata. Ovvio che non c’è spreco di risorse. L’acqua di mare per la piscina centrale che va mantenuta a 14 gradi, si fa scorrere nell’impianto di raffreddamento. Lo stesso vale per l’acqua calda degli organismi tropicali, che viene utilizzata per il riscaldamento degli ambienti. Anche la soddisfazione del personale è tra i parametri della sostenibilità certificata. Le politiche dell’Aquario sono family-friendly nel senso che i dipendenti non lavorano pomeriggio e sera. Per le fasce orarie alte cerchiamo le collaborazioni degli studenti. Insomma, tutti questi fattori messi insieme incidono su quella che chiamiamo sostenibilità, ma l’aspetto fondamentale è il nostro coinvolgimento nella conservazione delle specie a rischio, e si tratta di un lavoro di utilità sociale che si distingue nettamente dalla parte commerciale della nostra attività. In vent’anni il nostro Centro di recupero delle tartarughe marine ha salvato più di 180 esemplari della specie Caretta caretta. Dal 2020 ci occupiamo anche di tutela delle Pinne nobilis, e siamo l’unico centro ex situ di conservazione di questa specie a rischio d’estinzione”.

In vent’anni sono state salvate più di 180 tartarughe.
Foto: http://www.facebook.com/AQUARIUMPULA

La pandemia ha tenuto l’Acquario chiuso per una stagione intera, come siete sopravvissuti, visto che l’attività è – come ci dice – esclusivamente commerciale?

Nel 2020 siamo rimasti chiusi e abbiamo dovuto fare leva sugli incentivi del governo per l’occupazione in tempo di pandemia. Non abbiamo licenziato nessuno. Ma abbiamo avuto un colpo di fortuna eccezionale l’anno precedente. Il 2019 è stato un anno record per cui siamo riusciti a estinguere il finanziamento per la vasca centrale e la cupola in metallo a copertura della fortezza. Siamo talmente abituati a fare economia che non abbiamo mai diviso l’utile, ma abbiamo sempre reinvestito ogni centesimo. Così, per precauzione o per premonizione, i ricavi record del 2019 sono stati utilizzati immediatamente a copertura del mutuo acceso l’anno prima per le vasche degli squali a tre livelli e la cupola. Questo ci ha permesso di superare il 2020 con maggiore serenità. A quel punto abbiamo avuto la possibilità di cavarcela con un prestito di liquidità. L’anno scorso c’è stato già qualche guadagno che ci ha permesso di sbarcare il lunario, ma alcuni propositi si sono dovuti rimandare nonostante tutto. Per esempio siamo in attesa di entrare nel progetto di tutela degli ambienti marini protetti con un nostro contributo economico alla protezione delle specie a rischio: si tratta di devolvere ogni anno una percentuale fissa dai biglietti per le zone sotto protezione della Repubblica, ma è difficile impegnarsi in questo senso ora che una nuova emergenza minaccia il nostro turismo. Con la guerra in Ucraina, il booking scende e quindi si teme un altr’anno magro dopo i due anni d’emergenza Covid. Insomma, questo progetto, come altri, si rimanda all’autunno e poi vedremo come va a finire.

Vasche in costruzione per una nuova collezione di meduse.
Foto: http://www.facebook.com/AQUARIUMPULA

Ma ai piani a breve termine non si rinuncia…

No, assolutamente. Alcune iniziative non possono aspettare. Per esempio gli squali hanno bisogno di più spazio. Nel 2018 hanno avuto vasche del volume di 50 metri cubi e ora ne avranno altre, ben più comode, da 130 metri cubi, quasi il triplo della loro prima ‘casa’. Anche questa è sostenibilità per un acquario. Poi stiamo rendendo abitabile e funzionale la batteria di San Giovanni, dove hanno trovato sistemazione il vivaio degli organismi marini e degli insetti. Una struttura che in futuro avrà sempre più importanza. In secondo luogo abbiamo in mente di impiegare altri due specialisti con gli incentivi per le nuove assunzioni. Si parla di un laureato in medicina veterinaria e uno in biologia marina. L’intento del potenziamento del personale è quello di ampliare la gamma delle attività di tutela delle specie a rischio nei reparti specifici dei pesci cartilaginei, dei coralli, dei pescecani, delle tartarughe marine, delle nacchere e via elencando.

Più spazio per i pescecani.
Foto: SRECKO NIKETIC/PIXSELL

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