Pola. Troppo cemento in città: «Istria Verde» non ci sta

Stando agli ambientalisti la situazione più critica è nei rioni di Grega, Monvidal e Valvidal, dove i centri commerciali spuntano come funghi

Irena Burba e Dunja Mickov all’incontro stampa di ieri

“Pola negli ultimi anni è diventata un’enorme cantiere edile ovvero un’oasi dell’asfalto e del cemento”. Così Irena Burba e Dunja Mickov, dell’Associazione ambientalista “Istria verde” – Zelena Istra”, durante una conferenza stampa indetta ieri per denunciare il fatto che la città sia sempre meno… verde. Nel concreto, sono sotto la lente d’ingrandimento i rioni di Grega, Monvidal e Valvidal, nei quali edifici e centri commerciali “spuntano come funghi”, mentre i loro parcheggi si sono “mangiati” il verde pubblico e gli orti urbani.

 

“In Grega – così la Burba –, in un’area di 3-4 chilometri quadrati si stanno costruendo il settimo centro commerciale e un nuovo distributore di benzina, ai quali farà seguito una nuova strada. Di conseguenza, la zona dei nuovi orti urbani nel rione si limiterà a meno di un ettaro di superficie, mentre dall’altra parte della circonvallazione sono stati eliminati un’infinità di orti urbani e alcuni ettari di area verde. È ovvia quindi l’insoddisfazione dei cittadini residenti in zona, che non possono far altro se non osservare la veloce trasformazione di Grega, però anche dei rioni di Monvidal e Valvidal, con la costruzione di nuovi grandi edifici. Non ci sono più aree verdi, parchi e prati. A pieno diritto i residenti hanno definito la politica d’amministrazione delle aree pubbliche un ‘urbanicidio’”.

“Questa situazione che definirei criminale – ha proseguito la Mickov –, è la conferma che il Municipio non ha una visione e non possiede un’idea strategica di sviluppo sostenibile e crescita della città. L’uso delle aree deve essere sostenibile in base a piani urbanistici che promuovono la tutela degli spazi verdi i quali, tra l’altro, combattono i cambiamenti climatici. Il piano di crescita e di sviluppo di ogni città è d’importanza fondamentale in quanto le decisioni di oggi influiranno sulle future emissioni di biossido di carbonio che potranno mettere a rischio le prossime generazioni. Anche al giorno d’oggi la situazione non è idilliaca e lo confermano l’inquinamento dell’aria e gli ingorghi stradali. Pola dunque sta divenendo un’isola di calore, insomma una città spiacevole. Va detto inoltre che i cittadini dovrebbero partecipare maggiormente nel processo decisionale sul tema e ciò tramite i singoli Comitati di quartiere. Formalmente vengono svolti dei dibattiti pubblici, però questi vengono organizzati dalla Città nei periodi in cui per vari motivi manca l’interesse e i cittadini sono poco informati. Pola, che ha ereditato dei parchi bellissimi dal periodo austro-ungarico, e nell’insieme ha moltissime aree verdi, purtroppo con l’andare del tempo rimane senza le stesse”, ha concluso la Mickov.

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