Pola. Tornano gli affari di strada… stagionali

Ritrattisti, illustratori, caricaturisti, artisti dei tatuaggi «finti» sono ritornati in centro città

Ritratti a pastello e caricature su richiesta

È vero, c’è qualcosa che stona. In teoria, ci sarebbe il pienone negli alberghi e nei campeggi, nei centri vacanza, negli appartamenti in affitto. Ancora una volta l’Adriatico ha avuto più fortuna che giudizio. I turisti stranieri non si sono tirati indietro, né si sono fatti pregare a lungo. Eccoli nuovamente ai loro posti, ognuno nella località prediletta, nell’appartamento preferito. Eppure, in centro città non c’è la calca alla quale eravamo abituati gli altri anni: quel senso di claustrofobia, di soffocamento che ti prende in via Sergia se per sbaglio finisci nel fiume dei vacanzieri che scorre ora in direzione del Foro, ora verso piazza Port’Aurea (a seconda degli orari). Niente pigia pigia quest’estate: lo spettro del coronavirus è dietro l’angolo e così l’istinto gregario va a farsi benedire. Ognuno preferisce starsene in qualche modo in disparte. Chi è in campeggio, rimane a “casa”, chi in albergo, resta in riva al mare, chi affitta un appartamento, si gode tutta la privacy della periferia urbana. Quest’anno è così ed è già un bene se è così.

Ritratti a pastello e caricature su richiesta

Artisti di strada
Ciò non toglie che in centro città c’è del fermento, timido timido, d’accordo, ma ancor sempre un sintomo di vita che non china il capo di fronte al pericolo. Con qualche ritardo sono tornati in piazza i vari ritrattisti, illustratori, caricaturisti e compagnia bella, poi gli artisti dei tatuaggi “finti”, quelli che a distanza di giorni si portano via il sudore, la doccia e i bagni in mare. Sono tornati in strada i soliti musicanti: la fisarmonica in piazza del Popolo, la “triestina” in via Flanatica, il duo violino e violoncello, o chitarra acustica e voce degli studenti di musica, i flauti, i percussionisti, gli archi, i sassofoni e chi più ne ha più ne metta: gli angoli dei musicisti sono sempre occupati, giorno e notte. Le orchestre musicali “ufficiali”, che di norma sono sponsorizzare dalla Pro loco, hanno naturalmente un trattamento diverso, a cominciare dal posto d’onore sotto il Tempio d’Augusto e sotto l’Arco dei Sergi, e naturalmente il forfait assicurato, ma si tratta di musicisti di professione, che quest’anno effettivamente stanno facendo fatica a sbarcare il lunario. Difficile dire come vanno gli affari “in strada” di questi tempi. I bancarellisti ci sono tutti, nessuno è mancato all’appello, anche se la stagione turistica è parecchio accorciata rispetto agli altri anni. Dai commessi si sente dire che “tutto sommato, gli affari vanno bene”, ma anche che “dipende dai punti di vista”: “Il mio stipendio – ci confessa uno di loro – non subisce gli urti della crisi come gli incassi del mio padrone. Immagino che i proprietari abbiamo più ragioni per lamentarsi che i dipendenti”.

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