Pola. Tecnologia e sanità a braccetto

L’Università «Juraj Dobrila» e l’Istituto tecnico-scientifico hanno messo in campo una vera task force impegnata nella stampa in 3D di visiere protettive da destinare al personale medico e infermieristico impegnato nella lotta al coronavirus

Il dottor Ivica Fedel durante la consegna delle visiere protettive

Tecnologia e solidarietà. Da questo binomio è nata l’eccezionale donazione di visiere protettive al reparto di Malattie infettive dell’Ospedale generale di Pola. La consegna è stata effettuata dall’Università “Juraj Dobrila” di Pola, che in collaborazione con l’Istituto universitario tecnico-scientifico “Visio” ha messo in campo una vera e propria task force, occupata nella stampa in 3D di visiere da destinare al personale medico e infermieristico impegnato in prima linea nella lotta al coronavirus. A darne notizia è stato il vicedirettore dell’Ospedale polese, Ivica Fedel, che ha colto l’occasione per ringraziare l’Ateneo e l’Istituto tecnico-scientifico, che già prevedono di stampare e recapitare all’Ospedale numerose altre visiere protettive. Quelli consegnati nei giorni scorsi sono infatti soltanto i primi campioni di una lunga serie di visiere che la “Juraj Dobrila” e l’Istituto “Visio” prevedono di stampare e consegnare ai medici e agli infermieri nei prossimi giorni e settimane. A dirlo è stato sempre il rappresentante dell’Ospedale generale di Pola, il quale ha svelato che la task force messa in campo dagli “addetti ai lavori” dell’Università e dai suoi partner è riuscita a stampare in 3D visiere innovative e leggermente diverse rispetto a quelle oggi in commercio.
Campo visivo più ampio
Le visiere protettive realizzate dalla “Juraj Dobrila”, o meglio dall’Assemblea studentesca dell’Ateneo, in collaborazione con “Visio” presentano un campo visivo molto più ampio e panoramico. Inoltre, la parte alta della mascherina è completamente chiusa e offre quindi un buon grado di protezione. “Grazie alla soluzione adottata, queste visiere minimizzano il rischio che il virus eventualmente presente nell’aerosol venga a contatto con il volto del personale medico”, ha commentato Fedel, il quale ha precisato che le visiere non sono di certo degli scafandri che proteggono del tutto i medici, ma sono un’ottima prima linea di difesa, soprattutto se i contatti tra medici, infermieri e persone malate vengono ridotti allo stretto necessario. Ivica Fedel ha successivamente dichiarato che “questa è una donazione preziosa da ogni punto di vista, anche spirituale”.
In questi momenti emerge la creatività
“Tutti in questa situazione difficile desiderano dare il proprio contributo”, ha continuato il vicedirettore, secondo il quale è proprio in questi momenti che emerge la creatività delle persone. “Tutte le singole azioni – come avvenuto in questo caso –, devono essere però coordinate con i medici per non perdere né tempo né risorse”, ha commentato il rappresentante dell’Ospedale generale di Pola. Il responsabile dell’Istituto “Visio”, Sven Maričić, ha invece ricordato che i prototipi di visiere facciali sono il risultato di una decina di giorni di studi. Maričić ha successivamente dichiarato che presto saranno realizzate altre visiere protettive, alcune delle quali saranno ulteriormente migliorate. Il direttore di “Visio” ha successivamente rilevato che i materiali per la realizzazione delle visiere sono stati donati dalle Assemblee degli studenti degli Atenei di Varaždin e Fiume.
I tempi di produzione
La parola è stata poi ceduta a Jasmin Rami, presidente dell’Assemblea studentesca dell’Università polese, il quale ha ricordato che i primissimi modelli stampati in 3D sono stati realizzati sulla base di vecchi disegni e licenze. “Non soddisfatti abbiamo deciso di rivolgerci al professor Maričić, assieme al quale abbiamo gettato le basi dei nostri prototipi”, ha detto il presidente, al cui fianco, al momento, lavorano altre cinque persone dell’Università “Juraj Dobrila” e un’altra trentina di collaboratori esterni. Rami ha poi voluto ringraziare il personale del Trasporto medico, che ritira le visiere prodotte in altre parti dell’Istria e che vengono poi rielaborate. Rami ha successivamente svelato che la stampa di una visiera può durare dalle 2,5 alle 4 ore. Dopodiché è necessario procedere al taglio e alle finiture. Il presidente ha infine evidenziato che accanto ai modelli consegnati all’Ospedale sono state stampate altre 50 visiere tradizionali, che sono già state consegnate al Comando cittadino della Protezione civile e al personale del Pronto soccorso.

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