Pola. SOS per i pesci cartilaginei. L’Acquario corre in soccorso

Si procede alla mappatura in Adriatico in collaborazione con lo Sharklub Adria e la WWF Adria

L’entrata nell’Acquario di Verudella

Giungono dati allarmanti dall’Acquario polese, stando al quale sia negli oceani, che nel Mare Adriatico, è stata notata una drastica diminuzione (addirittura sino al 50 p.c.) della popolazione dei pesci cartilaginei (o Condritti), tra cui squali e razze. Lo indicano i dati e le testimonianze dei pescatori, però è da puntualizzare che i resoconti sono scarni e allo stesso tempo gli studi scientifici rari, per cui si presume che la situazione sia ancora peggiore. Di conseguenza, il team dell’acquario congiuntamente ai pescatori locali, dopo aver ricevuto il permesso da parte del ministero della Tutela dell’ambiente ha avviato delle attività volte alla tutela di queste specie marine. Le misure comprendono il controllo della presenza di tutti i tipi di pesci cartilaginei, che vengono misurati, e ai quali vengono prelevati dei campioni di pelle. È in piano, a detta della biologa marina Milena Mičić, proprietaria dell’Acquario polese, contrassegnare le specie protette in collaborazione con lo Sharklub Adria e la WWF Adria. In seguito al procedimento, i pesci saranno rilasciati in mare. Le ricerche si svolgeranno nell’Adriatico settentrionale (dove si accoppia lo squalo grigio, Charcharhinus plumbeus), centrale (caratteristico per il pesce angelo, Squatina squatina) e meridionale, che è un territorio di transito per le varie specie di Condriti. I quali saranno sistemati nell’enorme nuova piscina costruita, per la quale è stata ristrutturata la cupola del forte austro-ungarico di Verudella.

Lo squalo verdesca

Il progetto, comunque, a causa dell’emergenza coronavirus, è iniziato a rilento, per cui i dipendenti dell’Acquario, per non perdere tempo, hanno catturato nelle nostre acque diverse specie di pesci cartilaginei. Allo stesso tempo, in collaborazione con i pescatori locali, verrà effettuato un accertamento preliminare su un’eventuale presenza della verdesca (Prionace glauca) e di altri tipi di squali minori, in mare aperto della costa occidentale dell’Istria. Sarà un’ottima occasione quindi, a detta della Mičić, per raccogliere delle informazioni su questi pesci carismatici di essenziale valore per la salute degli oceani. Ma non è tutto. L’Acquario collabora con il biologo e patobiologo Andrej Gajić del National Geographic, che lavora a Malta e negli Usa. L’esperto ricercatore, nativo di Sarajevo, sinora ha scritto oltre 60 ricerche scientifiche sui Condriti, è direttore del Centro per la biologia marina Sharklub ADRIA con sede a Malta, nonché responsabile del Shark Tales del National Geographic. Il secondo partner del progetto è il WWF-Adria, che ha già iniziato le ricerche sul pesce angelo, nell’Adriatico centrale.

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