Pola soffocata dallo smog: livelli record di inquinamento

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Pola soffocata dallo smog: livelli record di inquinamento
Foto: Dusko Marusic /PIXSELL

I cittadini di Pola ieri e oggi si sono svegliati sotto una fitta nebbia grigia e un odore acre nell’aria, una scena ormai familiare in questo novembre insolitamente stagnante. Ma dietro quella foschia apparentemente innocua si nasconde un grave problema: l’aria nel principale centro urbano dell’Istria è tra le più inquinate della Croazia.

La stazione di monitoraggio di Stoia, nei pressi del cementificio Calucem, ha registrato nelle ultime ore valori di polveri sottili (PM10 e PM2.5) di gran lunga superiori ai limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Alle 9.45 di ieri, la centralina segnalava 85,15 µg/m³ di PM10 e 79,75 µg/m³ di PM2.5, oltre a valori elevati di biossido di azoto (NO₂) e biossido di zolfo (SO₂). In pratica, oltre dieci volte i livelli considerati sicuri per la salute umana.

«Sapore metallico in bocca e difficoltà a respirare»

Nel quartiere di Stoia, molti residenti raccontano di percepire un “sapore metallico” e di non riuscire a respirare profondamente senza fastidio. “È da giorni che sentiamo questo odore soffocante. Brucia la gola e provoca mal di testa”, racconta una residente.

Dati analoghi sono stati confermati anche dal portale svizzero IQAir, che segnala alti livelli di inquinamento anche nell’area del Centro regionale di gestione dei rifiuti di Castion e in altre zone dell’Istria.

La situazione, secondo gli esperti, non mostra segnali di miglioramento. Il sindaco di Pola, Peda Grbin, ha dichiarato di voler chiedere chiarimenti ai vertici del cementificio e all’Istituto di salute pubblica della Regione istriana.

Anche Zagabria in «rosso»: sei giorni sotto la coltre di smog

La capitale croata non respira meglio. A Zagabria, le stazioni di misurazione indicano da giorni livelli “rossi” di inquinamento atmosferico, dovuti alla combinazione di nebbia, inversione termica, traffico e riscaldamenti domestici. Molti cittadini segnalano mal di testa, irritazioni e difficoltà respiratorie.

“È una situazione tipica di questo periodo dell’anno, quando mancano vento e pioggia e le particelle restano intrappolate nell’aria”, spiega Vesna Kauzlarić, responsabile del Dipartimento per la tutela ambientale. Le previsioni meteo, tuttavia, lasciano spazio all’ottimismo: un cambio di vento previsto per il fine settimana potrebbe contribuire a migliorare la qualità dell’aria in tutta la regione.

Gli esperti: «Le polveri sottili sono pericolose come il fumo passivo»

L’internista e pneumologo Saša Srića, intervenuto sulla televisione nazionale HRT, ha lanciato un avvertimento: “Le particelle PM sono così piccole da penetrare nei polmoni e raggiungere il sistema cardiovascolare, aumentando il rischio di infarti e problemi respiratori”.

Negli ospedali croati, i medici segnalano un aumento delle infezioni respiratorie e delle polmoniti, soprattutto tra anziani, bambini e persone con patologie croniche.

Meglio restare al chiuso

Le autorità raccomandano di limitare le attività all’aperto, in particolare durante le ore di maggiore concentrazione di smog — al mattino presto e in serata. Per le persone più vulnerabili, come bambini, anziani, donne incinte e malati cronici, i medici suggeriscono di restare in ambienti chiusi e, se necessario, utilizzare mascherine protettive.

“Chi soffre di patologie respiratorie deve proseguire la terapia e consultare il proprio medico in caso di peggioramento dei sintomi”, consiglia il dottor Srića.

Per ora, i cittadini di Pola e Zagabria non possono far altro che sperare nel ritorno del vento, unico alleato naturale contro la cappa di smog che da giorni avvolge le due città.
Fino ad allora, la Croazia si ritrova a fare i conti con un problema sempre più evidente: l’aria che respira sta diventando un rischio per la salute pubblica.

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