Sono anni che se ne parla. Al Rojc c’è poca chiarezza in materia di affitti, non c’è una distinzione netta tra attività di interesse pubblico e attività a fini di lucro, non è chiaro chi dà e chi prende. Nell’ottobre del 2024 la parlamentare Sanja Radolović aveva rotto il silenzio davanti al Consiglio municipale affermando che “al Centro sociale si fa attività commerciale sotto mentite spoglie”, cioè dietro il paravento dell’organizzazione no profit. La consigliera ha anche fatto notare che il Coordinamento delle associazioni non lavora nella massima trasparenza, e alluso al fatto che la sua presidente esercita un ruolo di influenza decisivo. Ci sarebbero insomma attività estranee al credo del centro sociale, che dice di servire esclusivamente gli interessi della collettività. Nessuno ha fatto nomi ma il messaggio è stato recepito. È passato un anno e qualche mese ed ecco che qualcosa si muove verso una maggiore trasparenza dell’amministrazione del centro sociale.
Sei detective
In questi giorni il sindaco Peđa Grbin ha deciso di istituire una “Commissione per la verifica della conformità legale e delle modalità di fruizione dei locali al Centro sociale Rojc”, che dopo un anno e passa di tentennamenti e dubbi sul da farsi dovrebbe stabilire esattamente quanti sono e come vengono usati gli spazi dell’ex casermone. La commissione sarà composta da sei funzionari pubblici che coprono una vasta gamma di competenze sia legali, che finanziarie e sociali: Orijeta Babić e Zlatko Džananović dell’assessorato all’Edilizia, servizi comunali, traffico e patrimonio, Lena Radunić (Politiche sociali e giovanili), Dijana Šain (Finanze e bilancio), Kristina Benčić (Amministrazione generale) e Dejan Štifanić (Pola Servizi e amministrazione). Che cosa vanno a cercare al Rojc i sei detective del sindaco? Innanzitutto quanti e quali sono gli affittuari che soddisfano le condizioni di fruizione in base al Regolamento municipale sull’assegnazione dei locali commerciali alle associazioni, quindi la regolarità e puntualità nei pagamenti, i ritardi di adempimento degli obblighi, l’entità dei debiti a titolo di canone d’affitto o delle spese di acqua, luce, gas ecc. Si parla di contratti di locazione scaduti ancora nel 2019 e mai rinnovati, ma anche di inquilini che fanno uso dei locali senza mai avere stipulato alcun contratto con l’amministrazione municipale. Ci vuole, insomma, una revisione completa degli utenti, il cui numero si stima ora a più di un centinaio.
Clandestini e morosi
Che cosa dice il sindaco? Intanto, che ci vuole chiarezza. Peđa Grbin non afferma né nega che ci siano stati degli abusi. Sarebbe anzi contento se la commissione tornasse dal Rojc con un giudizio positivo. Tuttavia resta la questione dei contratti scaduti. “Se sapessi il numero dei contratti ambigui, o quanti sono i locali che vengono adoperati senza contratto, e quanti sono i locali che gli utenti si passano di mano, nessuna verifica sarebbe necessaria. Per questo abbiamo istituito la commissione”, sostiene il sindaco e aggiunge che ci sono spazi utilizzati diversamente da come dovrebbero essere utilizzati. Pola investe nel Rojc somme considerevoli, milioni di euro avuti dai Fondi europei ma anche in prestito dalle banche, e quindi si parla di soldi che dovranno essere restituiti. Dopo il restauro delle facciate, la sostituzione di porte e finestre, l’installazione di un ascensore nel cortile interno e di pannelli fotovoltaici sul tetto, bisognerà fare ordine anche in materia di locazioni e di attività svolte nell’ex caserma. “Sono convinto che gli abusi riguardano una parte infinitesimale dell’utenza, ma bisogna chiarirlo”, dice. Un’altra questione non meno importante sono i debiti per le spese delle pulizie, della manutenzione, di acqua e luce. Chi non è in regola col pagamento delle bollette non potrà restare a bordo a spese degli altri.
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