Pola rivede il Bilancio e riesamina le priorità

Taglio del documento contabile da 176 a 172 milioni di euro. Stop all’ampliamento del Cimitero, rinvii di opere pubbliche e retribuzioni ferme per gli insegnanti di sostegno

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Pola rivede il Bilancio e riesamina le priorità
Foto: Valter Zanco

La Città era partita a gennaio con una rotta precisa e il pieno di carburante. A fine luglio, invece, ci si accorge che la strada per dei grossi progetti, introdotti nel preventivo spese, è interrotta da ostacoli in salita. L’assestamento del Bilancio 2026, approvato ieri dal Consiglio cittadino su proposta del vertice guidato dal sindaco Peđa Grbin, dice ad alta voce che è ricalcolo di percorso. ll Bilancio della Città di Pola per il 2026 era stato approvato per un importo totale di 176.216.022 euro. Con le modifiche e integrazioni, invece, si riduce di quattro milioni e passa, ovvero del 2,31%, ammontando adesso a 172.144.490 euro. Così è dopo contese da parte dell’opposizione, che ha intravvisto nel documento finanziario una marcata revisione delle priorità di spesa oscillante tra il rinvio di opere pubbliche e uno stallo sociale sul fronte degli assistenti scolastici. La nota più dolente dell’incartamento contabile è rappresentata dalla vistosa cesoiata di 3,4 milioni di euro al programma di costruzione delle infrastrutture cittadine, il cui budget scende ora a 13,8 milioni. A fare le spese di questa sforbiciata è soprattutto l’ampliamento del cimitero cittadino, congelato e rimosso dalla pianificazione corrente. Dietro allo stop, non ci sarebbe una scelta, quanto un fitto groviglio burocratico: da quanto ammesso dal sindaco, vi sono nodi patrimoniali-legali irrisolti con lo Stato. L’iter da superare – un vincolo boschivo e idrico – costringerebbe la Città a un tortuoso passaggio di proprietà da concordare con Zagabria, allontanando i tempi di realizzazione.

Chi intasca e chi no
Sul fronte dei cantieri restano comunque in piedi gli assi portanti del piano spesa: confermata la ricostruzione della tangenziale per un valore di 5,7 milioni di euro; il completamento del restauro dello Stabilimento balneare di Stoia per 3,3 milioni (cerchiato in “rosso” il 13 novembre, quale data di scadenza per il completamento lavori) e lo stanziamento di 1,7 milioni per la costruzione della strada per Paduli. A titolo di desiderata municipali, figura quindi la ricostruzione della Riva, però l’impedimento è costituito dalla necessità di compiere un’analisi preliminare dettagliata del progetto esistente, su viabilità e impatto della rete ferroviaria. I fondi alla scuola e alla cultura, intanto restano e anche aumentano (grazie a contributi UE), pur non generando fuochi d’artificio. Se la cultura dovrebbe respirare con un inoculazione di 529mila euro, l’istruzione vede incassare il gruzzolo previsto di 1,2 milioni di euro a titolo di dotazioni scolastiche e stipendi dei docenti. C’è pero chi resta a bocca asciutta: gli assistenti scolastici polesi non vedranno alcuna maggiorazione della paga oraria con questo assestamento. Dal palazzo municipale si giustificano e poggiano la propria difesa sui numeri: l’organico degli assistenti per allievi in difficoltà è lievitato da 114 a 127 unità, saturando i margini di manovra per i ritocchi retributivi. A pesare sul futuro di questo profilo professionale nelle scuole vi è anche la precarietà: i contratti sono garantiti solo fino al 31 agosto del prossimo anno, legati a doppio filo a un finanziamento europeo in via di esaurimento e che potrebbe non trovare proseguimento.

La battaglia del parcheggio
A proposito di programma costruzioni e l’inevitabile nodo parcheggi, ieri l’ora delle interpellanze è partita dall’invettiva dell’indipendente Lorena Boljunčić, che ha appena dato forfait alla coalizione al potere. Lo scontro (con il primo cittadino) si è concentrato sul cemento, specificatamente sul futuro urbanistico dell’area di Campo Marzio e in zona verde di Pragrande. La scelta di costruire raso natura è ritenuta obsoleta, tanto da lanciare l’allarme su quella che l’opposizione definisce “una gestione dello spazio superata e irrazionale” (mentre il Park&ride sta vuoto), con il rischio di cementificare delle aree e coinvolgere superfici fino a 30mila metri quadrati in complessivo, che potrebbero essere adibite a parco pubblico e ad altri tipi d’intervento. Alla contestata logica dei parcheggi in superficie si contrappone l’alternativa dell’investimento in un autosilo multipiano con oltre 10 milioni di euro: un’opera costosa, però capace di autofinanziarsi nel tempo con i ricavi della sosta e di decollare grazie ai “grassi” introiti della “Pula parking”, azienda solvibile e con merito creditizio.

Il sindaco ridimensiona..
Il sindaco Peđa Grbin ha respinto le cifre dell’opposizione, ridimensionando l’impatto reale degli interventi a circa 15mila metri quadrati totali tra aree esistenti e nuove. Ha difeso la scelta parlando di necessità stringenti: la ristrutturazione dell’ex grande magazzino (Robna kuća) non prevede garage sotterranei e la pressione automobilistica durante le partite allo stadio o gli eventi all’Arena è ormai insostenibile. A proposito di stadio e di uscite che lasciano di stucco, il sindaco ha detto che “negli anni a venire bisognerebbe pensare al trasferimento dello stadio e alla ricerca di una sua nuova posizione”. Nel frattempo, giacché è qua, ai visitatori deve essere consentito il posteggio nelle sue immediate vicinanze. Circa all’area più contestata, di fronte allo stadio – denominata Campo Marzio 3 – si promette un “parcheggio verde”: grigliati erbosi, illuminazione solare e la piantumazione di 60 nuovi alberi. L’autosilo resterebbe un obiettivo a lungo termine, per il quale mancherebbero sia terreni che accordi idonei. Grbin ha inoltre smentito categoricamente che i parcheggi sottraggano spazio al verde di Pragrande, che come tale verrebbe intaccato esclusivamente nei bordi che non contano.

Ci rivedremo a settembre
Il Consiglio ha fatto il punto anche sulla viabilità ed i cantieri autunnali, per cui è stata confermata l’assegnazione dei lavori per il rifacimento di via della 43esima divisione istriana alla ditta Ceste. Il cantiere aprirà a settembre, subito dopo il picco turistico estivo, con l’obiettivo di chiudere prima della stagione successiva. Si è chiesto anche se al ritorno dalla pausa estiva i cittadini si ritroveranno con bollette da salasso per il gas, visto che la Plinara è costretta a versare delle penali per sviste di gestione pari a 200mila euro. Nulla di fatto, ha attestato la nuova direttrice Mirjana Jakša: la ditta estinguerà tutto di tasca propria e se i cittadini vedranno aumentare i prezzi del servizio sarà per colpa dei costi di mercato.

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